Il burn out: di cosa si tratta? Come si può affrontare?

Cosa si intende per burn out? Come si può prevenire questo sintomo e come si può curare?

Autore: Dott.ssa Barbara Testa - Psicoterapeuta

Risorse esterne

Negli ultimi anni il termine burn out è diventato di uso comune e viene quasi quotidianamente utilizzato dai media, dando l’impressione che sia un “fenomeno” da cui oggi tutti siano affetti. Questo termine fu utilizzato per la prima volta all’inizio degli anni ’70, in un contesto medico, dallo psichiatra Herbert Freudenberger per indicare il progressivo esaurimento di alcuni assistenti volontari di un centro per tossicodipendenti a New York, l’atteggiamento negativo verso le proprie prestazioni di lavoro e il comportamento distaccato e cinico verso gli utenti. Con questa descrizione concordò negli anni ’80 Masslach individuando tre aspetti fondamentali del burn out:

  • Esaurimento emotivo
  • Depersonalizzazione
  • Ridotta efficienza personale

L’esaurimento emotivo indica quello stato in cui la persona colpita non riesce più ad immedesimarsi negli altri e ad essere comprensiva; col termine depersonalizzazione si intendono le emozioni e le percezioni negative nei confronti dei pazienti, non preesistenti inizialmente (“Non ti riconosciamo più!”). Infine, le persone affette da burn out si percepiscono meno competenti ed efficienti professionalmente, ridimensionando significativamente la fiducia in se stesse e l’autostima.

Le 7 fasi del burn out

Il bourn out è un processo la cui evoluzione può durare mesi o addirittura anni, tanto che chi ne è affetto spesso giunge in consultazione quando tale processo ha raggiunto una fase critica. Sono state individuate sette fasi di evoluzione nelle quali si passa in modo fluido:

  • Fase dei primi segnali di allarme, nella quale è possibili notare sintomi di esaurimento con stanchezza fisica, perdita di motivazione, reazioni somatiche inadeguate (sudirazione, bocca secca, mal di testa, vertigini, distrubi del sonno, ecc…)
  • Fase d’impegno ridotto, in cui emerge un ritiro sociale caratterizzato da poca loquacità, distacco dagli altri, atteggiamento negativo e cinico verso il lavoro
  • Fase delle reazioni emotive, caratterizzata da un senso di inferiorità e di pessimismo, la cui causa viene spesso attribuita agli altri e al mondo esterno, alimentando così rapporti carichi di disapprovazione e irritazione
  • Fase della riduzione delle capacità cognitive, contraddistinta da disturbi della memoria e della concentrazione, crollo della creatività, riduzione della capacità di discernimento e della flessibilità, perdita della motivazione
  • Fase dell’appiattimento della vita sociale ed emotiva, nella quale emerge la mancanza di empatia da parte del soggetto che appare indifferente, cerca di evitare il contatto con gli altri e non è più in grado di immedesimarsi razionalmente o emotivamente negli altri (ritiro sociale, rinuncia agli hobby, ecc…)
  • Fase delle reazioni psicosomatiche, in cui i leggeri sintomi diventano sintomi dolorosi che dominano la percezione della persona che ne è affetta (mal dischiena, mal di testa, tensioni muscolari, disturbi del sonno) e in cui cambiano le abitudini alimentari (mangiare troppo o troppo poco) e le capacità di recupero psicofisico
  • Fase di depressione e di disperazione, contraddistinta dal prevalere di un senso di insensatezza e da forti paure  riguardo al futuro

Il burn out: i fattori condizionali

Quali sono i fattori che condizionano in modo significativo l’insorgenza e lo sviluppo del processo di burn out?

Vi sono indizi secondo cui il rischio di burn out è maggiore nelle persone con determinati tratti di personalità, rispetto a quelle con tratti che paiono diminuirne l’incidenza; tratti di personalità che sembrano svolgere una funzione protettiva sono: la dedizione impegnata alle attività quotidiane, la convinzione di controllare positivamente gli eventi esterni, l’apertura al cambiamento e la capacità di attribuire gli eventi e le prestazioni ai propri sforzi e alle proprie facoltà (internal locus of control).  Coloro che hanno un external locus of control, invece, sono più soggetti all’influenza altrui o al caso e vivono la sensazione di essere”in balia” di altre persone o eventi, attribuendo poco potere a se stessi e alle proprie azioni; sono, di conseguenza, più a rischio di burn out. Alcuni tratti di personalità sono difficilmente modificabili poiché influenzati dalla dimensione genetica ma a livello comportamentale è sempre possibile sostituire i comportamenti disfunzionali con strategie più adatte.

I tratti della personalità influenzano inevitabilmente gli atteggiamenti relativi al lavoro, di conseguenza soggetti perfezionisti corrono maggior rischio di rimanere delusi da se stessi poiché hanno spesso aspettative alte, persino irrealistiche verso se stessi e verso i propri compiti professionali. Queste persone, inoltre, si scontrano in modo più significativo con le richieste di efficienza e di raggiungimento del massimo risultato presentate dalla nostra società.

Altri fattori condizionali rispetto all’insorgenza del burn out risultano essere le caratteristiche delle attività e gli aspetti del contesto organizzativo; in particolare le esigenze quantitative (carico di lavoro e pressione di tempo), le esigenze qualitative e relative ai clienti (il rischio di burn out aumenta in proporzione al tempo in cui si lavora a contatto diretto con i clienti e i pazienti, alla frequenza dei contatti e alla gravità dei problemi che essi portano), il sostegno sociale ( feedback, incoraggiamenti, critica costruttiva, ecc…)

Burn out: la prevenzione

Sono stati individuati quattro pilastri della salute e del mantenimento dell’efficienza; essere presenti con impegno in ciascuno di questi quattro ambiti permette di mantenere un equilibrio psicofisico e di “ricaricarsi” qualora, in uno di essi, sorgessero difficoltà.

Di seguito i 4 pilastri:

  1.    Prestazione e lavoro (nella nostra società l’ambito della prestazione influenza il nostro valore, la nostra sicurezza e funge da base per gli altri ambiti della nostra vita)
  2.   Attività e relazioni sociali ( i rapporti affettivi, i legami inetrpersonali familiari e sociali sono fondamentali e necessari per il nostro sviluppo individuale e sociale)
  3.    Corpo e sensi ( il nostro corpo e la nostra percezione attraverso i sensi, la cura del proprio benessere psicofisico e la consapevolezza di sé)
  4.     Cultura (l’esperienza intellettiva ed emozionale che abbiamo quando facciamo qualsiasi esperienza)

Burn out: come si può curare?

Spesso le persone chiedono aiuto quando si trovano in fasi avanzate del processo di burn out così diviene importante per una migliore reintegrazione oltre al sostegno e alla comprensione nell’ambito privato e ad adattamenti sul posto di lavoro, far riferimento ad altri “pilastri della terapia”:

  1.    Il movimento (una moderata attività motoria all’aria a aperta permette di alleviare uno stato depressivo e di riacquisire una positiva e soddisfacente autostima)
  2.    Il rilassamento (il comportamento consapevole con noi stessi e con le cose che ci circondano e il rilassamento mirato devono essere parte integrante di un percorso terapeutico complessivo e rappresentano una profilassi contro le ricadute)
  3. L’autocoscienza (la consultazione di uno psicoterapeuta, allo scopo di accrescere una maggior consapevolezza di sé, è fondamentale nella terapia di chi soffre di burn out ma diviene significativo allargare il focus anche al contesto familiare e soprattutto a quello lavorativo, poiché non dobbiamo dimenticare che tale sindrome di esaurimento è direttamente legata alla situazione lavorativa)
  4. I farmaci, quali bendodiazepine, tranquillanti, sonniferi e antidepressivi (durante la fase acuta i farmaci possono rappresentare un vero e proprio salvavita  costituiscono il punto di partenza da cui attingere gli stimoli per affrontare il percorso citato nei tre punti precedenti)

Foto di Dott.ssa Barbara Testa

L'articolo Il burn out: di cosa si tratta? Come si può affrontare? è stato scritto da Dott.ssa Barbara Testa: Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Milano (MI), Varese (VA)

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