Disturbi d’ansia nei bambini

Il disturbo d’ansia è la diagnosi psichiatrica più ricorrente nella popolazione fino ai sedici anni di età.

Autore: Dott.ssa Simona Giovanditti - Psicologo (Psicologa), Psicoterapeuta

Risorse esterne

Quando si parla di disturbi d’ansia in genere si pensa subito a soggetti adulti. Nella nostra cultura l’infanzia è l’età della gioia, della spensieratezza: quando guardiamo un bambino non pensiamo mai che possa avere pensieri e preoccupazioni tali da compromettere il suo equilibrio e la serenità. Eppure il disturbo d’ansia è la diagnosi psichiatrica più ricorrente nella popolazione fino ai sedici anni di età.

Ma cos’è l’ansia? L’ansia è un’emozione e, in quanto tale, non è né positiva né negativa, ma funzionale all’adattamento dell’organismo all’ambiente. L’ansia sana, infatti, è un’esperienza universale, una normale componente dello sviluppo del bambino: è uno stato di prontezza ed attivazione generalizzata dell’organismo collegato ad una situazione di attesa e/o pericolo. Se non provassimo mai ansia, non saremmo in grado di distinguere i pericoli e di difenderci da essi. L’ansia diventa patologica quando è irragionevole, eccessiva e fonte di grave disagio.

Spesso l’ansia viene confusa con altri stati d’animo, come la paura o una fobia. Facciamo, allora, un po’ di chiarezza. La paura è una reazione di timore verso un evento esterno o una situazione obiettivamente pericolosi, o inoffensivi ma tipicamente temuti da un bambino di una data età e con un dato sviluppo cognitivo. Il periodo dello sviluppo più soggetto alla comparsa di normali paure è tra i 2 e i 6 anni. L’ansia, come dicevamo prima, è una reazione eccessiva di apprensione alle possibili conseguenze di un evento. La fobia è un’eccessiva reazione apprensiva con tendenza all’evitamento nei confronti di un evento esterno, una situazione o un oggetto che non sono obiettivamente pericolosi; tale reazione, ovviamente, deve essere inadeguata alla fase evolutiva del bambino.

L’ansia si manifesta con risposte fisiche, dovute ad un aumento di attività del sistema nervoso centrale, come aumento della frequenza cardiaca, aumento della pressione arteriosa, aumento della tensione muscolare, tremore, dispnea con senso di soffocamento, dolore al petto, nausea, aumento della sudorazione; risposte comportamentali, quali fuga, evitamento, movimenti non finalizzati (piangere, rosicchiarsi le unghie, succhiarsi il pollice); risposte cognitive: pensieri anticipatori negativi, polarizzazione dell’attenzione sulle cose temute, autosvalutazione, perfezionismo, catastrofizzazione, esagerazione dell’importanza di certi eventi, paura di perdere il controllo e impazzire, cadute delle abilità di pensiero, pianificazione e problem solving. Pensieri tipici di un bambino ansioso : qualcosa di brutto potrebbe accadere, se succede sarà catastrofico, siccome sarà orrendo devo pensarci e preoccuparmene in continuazione (rimuginio)

Le reazioni ansiogene o fobiche ad un trauma possono essere, nei bambini, differite nel tempo.

I principali disturbi d’ansia di cui soffrono i bambini sono:

  • Disturbo d’ansia da separazione: il bambino manifesta ansia eccessiva e preoccupazione non realistica, accompagnate spesso da malessere fisico, ogni volta che deve separasi dalle figure verso le quali prova attaccamento;
  • Fobia specifica: eccessiva e persistente paura con successivo evitamento rivolta verso una situazione/oggetto specifico e da conseguente compromissione della vita del soggetto;
  • Fobia sociale: eccessiva timidezza verso persone non familiari fino a compromissione della vita sociale del soggetto;
  • Disturbo ossessivo – compulsivo : caratterizzato dalla presenza di ricorrenti ossessioni (pensieri, immagini e impulsi irragionevoli che s’impongono al soggetto) e compulsioni (comportamenti/azioni che servono al soggetto per annientare i pensieri ossessivi e ridurre l’ansia).

Le cause dei disturbi d’ansia non sono riscontrabili in un fattore solo. Come spesso accade nei disturbi mentali in genere, sono il risultato della combinazione di più fattori: predisposizione biologica, cause ambientali (eventi traumatici, condizioni di vita stressanti), fattori emotivi e di personalità (dipendenza, condiscendenza verso l’adulto, conformismo e desiderio di piacere, scarsa tolleranza alla frustrazione, scarsa autostima), fattori familiari-educativi (esperienze negative precoci, contingenze di rinforzo inadeguate, stile educativo dei genitori ipercritico, perfezionistico, iperansioso e iperprotettivo,  incoerente).

Quando si comincia la terapia di un bambino si prende in carico, in un certo senso, tutta la famiglia; i genitori, infatti, sono interlocutori fondamentali, sia perché fonte di molte informazioni relative al bambino, sia perché necessari nel continuare la terapia a casa e rinforzare i miglioramenti del figlio. E’ importante intervenire in tempo sui disturbi d’ansia dei bambini, in modo da evitare evoluzioni che condizionino la loro vita da adulti. I problemi d’ansia in età evolutiva, infatti, sono spesso correlati a disturbi d’ansia e disturbi dell’umore in età adulta.

Bibliografia:
Beck A.T. Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi Astrolabio, 1984
Dacey J.S., Fiore L.B. Il bambino ansioso Erikson, 2000

Foto di Dott.ssa Simona Giovanditti

L'articolo Disturbi d’ansia nei bambini è stato scritto da Dott.ssa Simona Giovanditti: Psicologo (Psicologa), Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Monza e Brianza (MB)

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