Gestire i capricci dei figli

I capricci sono una delle modalità attraverso cui i bambini manifestano i propri bisogni. Come i genitori possono gestirli in maniera efficace e funzionale?

Autore: Dott.ssa Barbara Testa - Psicoterapeuta

Risorse esterne

Molti genitori entrano in crisi quando il proprio figlio scatena un capriccio, suscitando in loro senso di colpa, rabbia, inadeguatezza e innescando interminabili tira e molla che si concludono con severe proibizioni o punizioni. Talvolta il finale delle discussioni coincide, invece, con il cedere alle richieste pretestuose del figlio, pur sgridando e svalutando il bambino, con il risultato di creare confusione attraverso messaggi contraddittori: “Te la do vinta ma solo perché sei insopportabile!”.

Non esiste una regola giusta per gestire i capricci ma si può imparare a individuare gli atteggiamenti più funzionali da adottare di volta in volta; è necessario di conseguenza non fermarsi semplicemente al piano relazionale esplicito (il tema oggetto del capriccio) ma cercare di capire cosa si sta svolgendo ad un piano relazionale più implicito ( i bisogni del bambino).

E’ bene subito chiarire che, nel caso di un capriccio, risposte chiare, esplicite e ben orientate sono migliori di qualsiasi interminabile contrattazione e spiegazione; è necessario, però, gestire in maniera differente i capricci in relazione ai bisogni impliciti espressi:

  1. rassicurazione di essere amato;
  2. capire quanto”potere” si ha nella relazione con l’adulto;
  3. mettere alla prova l’adulto per vedere quanto sia “fragile” o “forte e rassicurante”
  4. sperimentare quanto si sia autonomi dall’adulto

Nel caso di un bisogno implicito di tipo “a” è evidente come qualsiasi risposta che non contenga anche una rassicurazione affettiva per il bambino non possa risolvere il capriccio; diviene altresì significativo nei giorni e nelle settimane successive lanciare messaggi rassicuranti e chiari sul fatto che si vuole veramente bene al bambino, non solo attraverso oggetti concreti (regali) ma con espressioni dirette di amore (interesse per il figlio e per le esperienze che vive).

Se il capriccio si attiva per un bisogno di tipo “b” è necessario che le risposte siano di tipo realistico in maniera tale che il bambino si percepisca né con troppo né con troppo poco potere nei confronti dell’adulto. In seguito diviene importante creare situazioni in cui il bambino possa esercitare un potere realistico come ad esempio decidere il gioco da fare o il regalo per un amico.

Nel caso di un capriccio “c”, che sottende la verifica della fragilità del genitore, diviene importante una risposta chiara, coerente e rigorosa e nei giorni successivi anche l’apporto dell’altro genitore che possa fornire le adeguate rassicurazioni (es. situazioni in cui uno dei due genitori è malato, sta vivendo un lutto, ecc...).

Infine, nel caso di un bisogno implicito di sperimentazione della propria autonomia, risulta significativo anche nei giorni successivi aiutare il bambino a ridefinire la “giusta”autonomia e la giusta “dipendenza”, creando situazioni nelle quali ne si valorizza l’autonomia ed altre in cui lo si accudisce ed accompagna.

“Risposte immediate ai capricci oppure differite?”

Se il capriccio non viene risolto in breve tempo rischia di assumere toni sempre più accesi, seguendo un’escalation inarrestabile, aumentando così il senso di impotenza e di angoscia in entrambi i “contendenti”.

Com’è possibile fermare questo conflitto prima che raggiunga toni esasperati?

E’ necessario utilizzare fermezza, frasi brevi e chiare (“Adesso basta!”, “Adesso vai di là, bevi un bicchiere d’acqua e te la fai passare, ne riparliamo tra 5 minuti con calma”) e talvolta anche interrompere il contatto ed allontanarsi per qualche minuto.

Risulta comunque fondamentale non mettersi mai al livello del bambino, poiché, anche quando la pazienza é al limite, non bisogna mai dimenticarsi di essere l’adulto e quindi su un piano differente, non paritario nella relazione. E’ necessario, anche attraverso i nostri atteggiamenti, dimostrare al bambino che il capriccio non è un modo accettabile di esprimere i propri bisogni ma che ne esistono altri più funzionali ed adeguati.

Le risposte immediate da sole non sono però sufficienti, poiché le risposte a bisogni più profondi sono prevalentemente affidate a risposte differite quali segnalare gratuitamente il proprio amore, riconoscere il potere sensato del bambino e la sua soggettività; gli interventi a posteriori, inoltre, sono più facili ed efficaci anche perché scevri dalla rabbia e dalla vivezza del conflitto.

Bibliografia per genitori e bambini:

  • Il rude Ramiro e altre storie. M.Atwood, ed.Mondadori (2004)
  • Nel paese dei mostri selvaggi. M.Sendak, ed.Babalibri (2005)
  • Mamma me lo compri? . S.e J. Berenstain, ed.Piemme (2004)
  • I bambini non fanno mai i capricci, Penney Hames, ed. Red
  • Sempre capricci? Storie “psicologicamente corrette” da leggere insieme ai bambini. R.Giudetti e M.Eccli, ed Erickson
  • Gino non vuole mangiare la minestra,Roberta Gorni, ed. Fatatrac

Foto di Dott.ssa Barbara Testa

L'articolo Gestire i capricci dei figli è stato scritto da Dott.ssa Barbara Testa: Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Milano (MI), Varese (VA)

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