I nuovi papà

Com'é cambiato il ruolo del papà nella famiglia e nella società? Come sono i "nuovi papà"?

Autore: Dott.ssa Barbara Testa - Psicoterapeuta

Risorse esterne

Come sono i padri post-moderni? Quali caratteristiche hanno?

I nuovi papà si discostano dalla definizone di mammi poiché non vogliono sostituirsi alla compagna ma ritagliarsi un ruolo nuovo, paritetico fatto di affetto e sentimenti, in antitesi con lo sterotipo culturale che vuole l’uomo in carriera e immune alle emozioni. Questo nuovo modello si discosta dai due precedenti, ovvero il padre giocherellone e quello tradizionalista.     

Il primo si lascia coinvolgere dal ruolo ma quasi esclusivamente nel tempo libero: gioca, accompagna il figlio in piscina, agli allenamenti di calcio; difficilmente però accudisce, cambia, lava e si interroga sul proprio nuovo ruolo. Spesso, seppur consapevole dell’importanza di condividere le incombenze familiari, poiché anche la mamma lavora, é disorientato di fronte alle sfide dei cambiamenti. E’ un papà che ancora deve lottare contro gli stereotipi culturali e che non ha fatto un percorso interiore che lo abbia reso più consapevoli del proprio nuovo status.

Dall’altra parte ci sono ancora padri vecchio stampo che si rifugiano nel “non ho tempo, devo lavorare”; sono papà che incarnano la regola e l’autorità e per i quali la gestione dei figli e della casa rimane basata su una rigida divisione dei ruoli.                                        

I nuovi papà sono presenti in sala parto, non perché costretti ma poiché desiderano esserci fin dall’inizio e non hanno paura di mostrare la propria vulnerabilità affettiva ed emotiva; non hanno remore di parlare con altri uomini della loro genitorialità.                                                    

Ribaltano le priorità e sistemano il lavoro, cercando di riappropriarsi di maggior tempo libero per dedicarlo alla propria famiglia; in casa si alternano con la mamma nell’accudimento dei figli, danno la pappa, il biberon, cambiano i bambini, fanno loro il bagnetto e si occupano dell’addormentamento e dell’inserimento al nido. Al loro fianco vi è una nuova mamma che non critica e punta il dito indicando come e quando devono essere fatte le cose, sottolinenado i normali errori dei papà che si cimentano per la prima volta nelle attività di accudimento dei figli; è una neomamma che lascia spazio ed incoraggia.

Il nuovo ruolo viene riconosciuto anche legalmente: in Italia la legge 53/2000 permette ai padri di stare a casa fino ai sei mesi percependo, però, solo il 30% dello stipendio; in altri stati invece esiste un congedo di paternità che va dai 14 giorni all’80% in Svezia, ai 12 in Finlandia, ai 7 in Danimarca, ai 3 in Francia e ai 2 in Spagna.

 

 

 

“Cosa sta accadendo?”

 

La famiglia normativa che, solo fino a trenta anni fa, si fondava sulla presenza di un soggetto adulto complessivo (insegnanti, genitori, preti, parenti) con la stessa valenza di controllo nei confronti dei più piccoli, è scomparsa e il sistema normativo si è sgretolato.

La fine del principio di autorità è un processo storico che procede parallelamente alle trasformazioni del ruolo del padre. Le problematiche che vivono le nuove generazioni di genitori e la sfida che si trovano ad affrontare, risiedono nella difficoltà ad individuare un nuovo codice paterno condiviso .

Da un lato si contesta ai padri delle precedenti generazioni la freddezza relazionale e la mancanza di empatia. Tutti abbiamo in mente frasi del tipo: “O con le buone o con le cattive”, “Parla solo se sei interrogato”, “Gli ordini non si discutono”… che hanno segnato il ricordo della vita famigliare di molti. Si cerca quindi di individuare una nuova figura di padre che riscatti le modalità educative del passato e che sia capace di una relazione positiva con i propri figli.

È interessante osservare però che, non è tanto l'autorità di quelle figure a venir messa in discussione, quanto piuttosto la rigidità che caratterizzava le relazioni, l'impossibilità di negoziare il verbo familiare, il vivere senza un vero e proprio contatto umano e nell'assenza di comunicazione.

Pare però che questa idea della figura paterna scaturisca da un processo interiore di carattere psicologico, collegabile al fatto che quella che è effettivamente venuta meno e da cui sembra scaturire questa idea di assenza del padre, sia la funzione simbolica del paterno, e non tanto la sua pura e semplice presenza fisica, che in realtà non c'è mai stata.

Il dibattito sulla mancanza del padre in realtà tende a nascondere la forte carenza educativa di codice paterno, che è un'altra cosa rispetto alla presenza fisica del padre.

Il codice paterno fatica ad imporsi nella nostra società attuale e nel modello di famiglia che la caratterizza: i processi storici, sociali ed educativi che caratterizzano i nostri tempi tendono a fare in modo che gli adulti esercitino un forte controllo sui bambini in modo che questi mantengano una certa dipendenza; mentre il codice paterno definisce una modalità educativa che lavora piuttosto per costruirne l'autonomia.

Il codice paterno rappresenta la mappa regolativa del vivere, necessaria per potersi orientare nel mondo e affrontare la vita esplorandola nei suoi vari aspetti a partire da riferimenti chiari e sufficienti a non perdere la bussola.

Se la mamma dà ad un figlio le radici, il papà gli regala un paio d’ali. Ma per farlo al meglio, per aiutare il bimbo a separarsi dalla mamma, prima con lo svezzamento, poi con l’ingresso al nido o alla materna fino alla grande e faticosa separazione dell’adolescenza, il papà deve aver instaurato con il figlio un intenso rapporto affettivo e relazionale. Deve essere un nuovo padre” (A.Pellai, collana I libri del papà).

 

Riferimenti bibliografici e letture consigliate:

·         I nuovi padri, D.Condorelli, rivista Insieme

·         I libri del papà – collana di A.Pellai

·         «Sarò padre» Oliverio Ferrraris A., Sarti P., Ed.Giunti ,2005

·         «Da padre a figlia» Pellai A., Vincenti A.,Ed. San Paolo, 2008

·         «Nella pancia del papà» Parsi R., Pellai A.Ed.Le comete, 2010

·         «Il terzo genitore» Ferraris A., Ed.Cortina, 1997

·         «Genitori bis. I vantaggi della  famiglia  allargata» Serra B., Ed.Sovera, 2007

Foto di Dott.ssa Barbara Testa

L'articolo I nuovi papà è stato scritto da Dott.ssa Barbara Testa: Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Milano (MI), Varese (VA)

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