Il bambino parla con il corpo

I "corportamenti"

Autore: Dott.ssa Anna Bassoli - Psicologo (Psicologa), Psicoterapeuta

Risorse esterne

È proprio vero che quando si diventa genitori si diventa più recettivi a qualsiasi comportamento del  proprio figlio e forse per il pediatra anche un po’ “pallosi”,  ma resta il fatto che il genitore è un attento osservatore e spesso non si sbaglia. I genitori spesso dicono di sapere benissimo cosa fa stare bene il proprio figlio ma gli altri dicono quello che i genitori devono o dovrebbero fare. Così è accaduto anche a me …

Ho letto con grande attenzione l’interessante libro di Claudio Zanacca “Una vita da digerire” che mi ha dato modo di capire qualcosa di più sui disturbi digestivi dei bambini e per questo motivo desidero condividere coi lettori di questo articolo quanto appreso.

Zanacca ha coniato un nuovo termine: i corportamenti, ossia quei comportamenti che esprimono il linguaggio del corpo del bambino.  L’Autore scrive: “sono convinto che i bambini con disturbi digestivi funzionali non sono da considerare malati (fatte naturalmente le debite eccezioni) ma rappresentano una tipologia di essere umani con corportamenti che si mantengono molto simili per tutta la durata della vita, ma che diventano comportamenti quando subentra la razionalità dell’adulto. Da bambini si è istintivi e si va diretti alla ricerca della soluzione fisica migliore per sé. Da adulti si vorrebbe esplicitare quella soluzione ma si è impediti da numerosissimi condizionamenti che ne rendono difficile la realizzazione (il lavoro, l’educazione, l’etichetta, ecc…)”. Questi condizionamenti che influenzano gli adulti vengono riversati anche sui bambini forse fin dai primi giorni di vita sia perché la coppia vive in solitudine il proprio ruolo genitoriale, sia perché i ritmi di vita sono velocissimi. Il momento del pasto è uno degli esempi più rappresentativi della vita forsennata: i pasti vengono consumati frettolosamente e in orari non consoni alle esigenze di un bambino. Per esempio i bambini con problemi digestivi non tollerano mangiare poco prima di andare a dormire, preferiscono consumare una cena anticipata come capita nei paesi nordici. È praticamente impossibile per un genitore italiano far mangiare il proprio bimbo verso le ore 18 per motivi di lavoro e perché il costume “stabilisce” che si deve mangiare tutti insieme attorno a un tavolo.

Alcuni corportamenti nella vita fetale

Ci sono alcuni dati anamnestici che possono far pensare che già nella vita fetale l’essere umano possa rappresentare comportamenti che lasciano intuire la presenza di disturbi digestivi, per esempio:

  • il singhiozzo che la donna sente nel pancione potrebbe essere già espressione di un disturbo digestivo;
  • il dito in bocca che alcuni genitori vedono durante l’ecografia a cui la gestante è sottoposta può far pensare che il lattante amerà succhiare, specie dopo il pasto o nelle giornate in cui è più disturbato, il ciuccio, il dito o il labbro allo scopo di favorire la deglutizione e quindi la pulizia dell’esofago;
  • il calciare del feto può far pensare a una creatura un po’ agitata non solo per indole ma anche per quei disturbi digestivi che forse si potranno meglio delineare una volta usciti dalla camera uterina. I calci del feto nel pancione della mamma si fanno più frequenti nel pomeriggio e in serata e da lattante le coliche si verificheranno in serata, da bambino sarà sempre verso sera il  momento della “mattana” e da grande lo stesso individuo avrà necessità di riposarsi, di avere un momento di riservatezza sempre verso sera.

Alcuni corportamenti nel primo anno di vita

  • il bambino vuole stare in braccio: non è tanto il “vizio della spalla”, piuttosto desidera tale posizione perché probabilmente aiuta il processo digestivo così come per un adulto fare due passi dopo cena. Tendenzialmente i bambini amano stare in contatto a una persona con una temperatura corporea fresca poiché il corpo dei bambini è il più delle volte caldo, ecco perché amano stare di più in braccio alle mamme perché sono più fresche (ad eccezione del periodo successivo al parto e durante l’allattamento). È importante ricordare questo per togliere l’idea che il bambino abbia preferenze di parentela, mal che vada ha preferenze di temperatura corporea!
  • il bambino mentre succhia si inarca: il bambino inarca il tronco e il capo all’indietro o flette il capo lateralmente a destra o a sinistra probabilmente perché sente un beneficio rilassando le prime vie digerenti. Ci sono bambini con indole riservata che preferiscono fermarsi prima, cioè non fare una poppata esagerata e presentano un atteggiamento di lateroflessione del capo, succhiano poco latte, fanno una piccola poppata e rimangono attaccati al capezzolo senza succhiare. All’opposto, ci sono lattanti che possono succhiare grosse quantità di latte e quindi fortemente ingordi: sono quelli che manifestano da subito un’indole esuberante, che provano probabilmente gradimento mentre il latte transita e trovano poi nel rigurgito o nel vomito la risposta o la soluzione ad una poppata esagerata per stare meglio, oppure richiedono al genitore la soluzione dei problemi digestivi, ad esempio richiedendo loro di stare in braccio un’eternità dopo aver poppato;
  • il ruttino andrebbe facilitato perché aiuta a detendere il viscere gastrico là dove disteso da aria: fa avviare la digestione nelle condizioni migliori e dopo aver eliminato l’aria progredirà per metri provocando la distensione di tutte le anse intestinali, specie le ultime, favorendo le cosiddette coliche. Alcune volte il bambino smette di fare le eruttazioni. Uno dei motivi potrebbe essere che sente una sensazione sgradevole perché ha provato del malessere, ha sentito dell’acido in gola o la sensazione di soffocamento. A quel punto mangerà meno finché si dimenticherà del dolore provato e riprenderà a mangiare a pieno regime;
  • la suzione del succhiotto, di un dito, di un labbro può rappresentare per il bambino non solo una consolazione emozionale ma può esprimete anche un piacere fisico di cui può sentire la necessità specie dopo il pasto. Il piacere della suzione è paragonabile a quello che prova l’adulto con difficoltà digestive succhiando una caramella, masticando una gomma. Aiuta a fare transitare la saliva nella direzione corretta, a eseguire una pulizia dell’esofago, a mandare giù del materiale che è risalito in bocca;
  • i versi del bambino con problemi digestivi avvengono di solito dopo la poppata, quando il lattante viene messo supino. Tali versi sono una spinta diaframmatica che il genitore definisce come se il bambino volesse defecare in continuazione, come se stesse ringhiando perché il bambino vuole mandare giù ciò che è ritornato in bocca. Se il bambino viene messo in posizione verticale questi versi si interrompono;
  • l’addormentamento per i lattanti non è gradito. Si oppongono alla posizione supina con pianti lunghi e inconsolabili. Per aiutarli a dormire occorre “intontirli” tenendoli in braccio (ma è un rischio poiché sarà sempre più pesante e dunque faticoso) oppure fargli ascoltare la musica o farlo piangere se il genitore riconosce il “pianto da sonno”. La cantilena che anticipa il sonno è un auto intontimento che alcuni lattanti adottano per addormentarsi.

Questi comportamenti vanno interpretati dal genitore alla luce dell’indole del proprio figlio. Due bambini con il medesimo disturbo digestivo possono esternarlo con sintomi e comportamenti addirittura opposti. I sintomi dei bambini con indole introiettiva sono più complicati da capire rispetto ai bambini con indole estroversa che fanno capire bene i sintomi, per esempio se sentono il dolore urlano. Per tale motivo potrebbe essere più facile crescere un figlio con un’indole estroversa: in pochi attimi fa capire a chiunque il disagio fisico ma anche quello mentale. L’introverso è un bambino più impegnativo da decodificare, non più difficile!

BIBLIOGRAFIA

  • Zanacca C.  – “Una vita da digerire” – Ed. Luigi Battei, 2009.

Foto di Dott.ssa Anna Bassoli

L'articolo Il bambino parla con il corpo è stato scritto da Dott.ssa Anna Bassoli: Psicologo (Psicologa), Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Reggio Emilia (RE)

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