Il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Le tipologie di disturbo ossessivo compulsivo

Autore: Dott. Marco Stefanelli - Psicologo, Psicoterapeuta

Risorse esterne

Il disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Si manifesta sia nell’infanzia che nell’età adulta e colpisce circa il 2-2,5% della popolazione generale.

Si tratta di un disturbo che si cronicizza, anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, ma a volte si aggrava fino a compromettere il funzionamento in contesti di vita differenti. Difficilmente è episodico e seguito da una remissione completa della sintomatologia.

La persona cerca di contrastare le ossessioni e di resistere alle compulsioni ma questo sforzo non lo aiuta affatto a modificare il proprio comportamento, anzi contribuisce spesso a mantenere e rafforzare il problema.

A differenza di altri disturbi d'ansia, i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo possono essere diversi; in base al tipo di ossessioni e di compulsioni, possiamo individuare alcune tipologie:

Disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione ("washers")

Le ossessioni e le compulsioni riguardano il rischio di contagio o contaminazione. Le persone hanno una preoccupazione intensa ed eccessiva circa la possibilità che loro stesse o un familiare possa ammalarsi entrando in contatto con qualche germe o sostanza tossica. Le sostanze “contaminanti” possono comprendere urine, sangue, sudore, saponi, solventi e, per generalizzazione, tutto ciò che potenzialmente è veicolo di queste sostanze. Il contatto con la sostanza temuta è seguita da rituali di lavaggio finalizzati a neutralizzare la minaccia di contaminazione (es. lavaggio ripetuto delle mani, degli abiti o di oggetti).

Disturbo ossessivo compulsivo da controllo ("checkers")

Le ossessioni e le compulsioni riguardano timori ricorrenti e controlli protratti e ripetuti, prodotti dal dubbio di aver dimenticato qualcosa o di aver commesso inavvertitamente un errore o danneggiato qualcosa o qualcuno. Le persone che soffrono di questo disturbo ossessivo compulsivo possono pensare che una propria azione o omissione sia causa di disgrazie. Esempi di controlli tipici sono: aver chiuso la porta di casa, il gas o l’acqua, aver contato correttamente il denaro o non aver scritto o pronunciato parole blasfeme e bestemmie.

Disturbo ossessivo compulsivo da ordine e simmetria

Le ossessioni e le compulsioni riguardano l'intolleranza al disordine o all’asimmetria. Gli oggetti (es: fogli, libri, vestiti, parti del corpo, piatti, etc) devono essere perfettamente allineati, simmetrici ed ordinati secondo una certa logica (es: dimensione, forma, colore). La percezione di asimmetria o disordine attiva la compulsione di riordinare questi oggetti fino a sentirli “a posto”.

Ossessioni pure

Alcune persone che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo presentano ossessioni senza compulsioni, ovvero la componente rituale o compulsiva risulta assente. I pensieri ossessivi riguardano spesso l’avverarsi di situazioni molto improbabili (spesso a carattere religioso, sociale o sessuale), ma che sarebbero intollerabili per la persona (es: timore di essere o diventare omosessuale o pedofilo, timore di avvertire improvvisamente un'aggressività incontrollabile che lo porterebbe a fare del male a chi gli sta accanto). Le ossessioni non sono seguite da azioni compulsive bensì da una sorta di dialogo interiore rassicurante che permette alla persona di sedare momentaneamente l'ansia attivata dal pensiero ossessivo.

Disturbo ossessivo compulsivo da accumulo

La persona che soffre di questo tipo di disturbo ossessivo compulsivo avverte l’impulso di accumulare e conservare oggetti, anche insignificanti o rovinati (es: riviste, pacchetti di sigarette vuoti, scatole e bottiglie vuote, abiti vecchi e sciupati) con la giustifcazione che “un giorno o l’altro potrebbe essere utile”. L'accumulo può ridurre di molto lo spazio fisico in casa e/o rendere le condizioni igieniche davvero scarse. Le persone sono in genere poco critiche riguardo le loro condotte di accumulo e difficilmente chiedono aiuto per risolvere il loro disagio. Nella recente versione del DSM-V, il disturbo da accumulo compulsivo è uscito dalla categoria dei disturbi ossessivo compulsivi e viene considerato un disturbo a sé stante.

La terapia cognitivo comportamentale è ad oggi il trattamento che si è dimostrato più efficace nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo. Circa due terzi delle persone che si sottopongono ad una terapia cognitivo comportamentale risolvono il loro problema, riducendo la sintomatologia in maniera significativa.



Bibliografia

  • Dettore D.
    Il disturbo ossessivo-compulsivo – Caratteristiche cliniche e tecniche di intervento
    McGraw-Hill, 2003
  • Perdighe C., Mancini F.
    Elementi di psicoterapia cognitiva
    Fioriti, 2008
  • Sassaroli S., Lorenzini R., Ruggiero G.M.
    Psicoterapia cognitiva dell’ansia
    Raffaello Cortina Editore, 2006

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L'articolo Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è stato scritto da Dott. Marco Stefanelli: Psicologo, Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Roma (RM)

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