La depressione da stress

Quando lo stress innesca una sintomatologia depressiva?

Autore: Dott.ssa Barbara Testa - Psicoterapeuta

Risorse esterne

La depressione raramente ha un’unica causa poiché a condurre alla patologia è solitamente l’interazione di diversi fattori che operano sul piano di una predisposizione genetica.

Stress psicosociali acuti quali perdita o morte di una persona significativa o situazioni di sovraffaticamento cronico possono divenire fattori scatenanti di una malattia depressiva; anche cambiamenti di vita che richiedono adattamenti a nuove circostanze si presentano frequentemente all’inizio di una depressione. Questo, tuttavia, non accade in tutti i pazienti poiché, a volte, capita che la depressione colpisca il paziente come un fulmine a ciel sereno: le disgrazie determinano disturbi dello stato d’animo, umore depresso e tristezza ma non di conseguenza una depressione.

Molte persone vivono per anni in situazioni di stress che non generano alcuna malattia e poi un avvenimento, apparentemente minimo, scatena la patologia. Tale processo non è ancora oggi così chiaro ma durante una depressione si è rilevata una compromissione del metabolismo dell’encefalo: appare disturbato l’equilibrio dei neurotrasmettitori seretonina e/o noradrenalina e/o dopamina. Il controllo degli ormoni, infatti, appare disturbato poiché la sua iperattività influenza il metabolismo dei neuroni in maniera tale che produzione e demolizione delle sostanze messaggere risulti non equilibrata (concentrazione troppo bassa o la trasmissione non funziona più correttamente). Tale disequilibrio si ripercuote pian piano su sentimenti e pensieri e determina inappetenza, apatia, insonnia ed altri sintomi depressivi.

Gli antidepressivi entrano in azione riportando in equilibrio il metabolismo cerebrale così come fa la psicoterapia, diviene così elettiva nelle depressioni medio-gravi e gravi, la combinazione di questi due percorsi terapeutici.

Il funzionamento del metabolismo neuronale

Tutti i nostri pensieri e sentimenti si basano sull’attività dei neuroni che trasmettano gli impulsi attraverso fibre, terminazioni nervose e punti di contatto tra di loro. Questi ultimi, che costituiscono delle fessure tra neuroni, si chiamano sinapsi; gli impulsi incapaci di passare attraverso queste fessure vengono traghettati da sostanze messaggere:i neurotrasmettitori.

I neurotrasmettitori sono prodotti dal primo neurone, rilasciati nella fessura sinaptica e depositati sul neurone successivo sui recettori. Attraverso questi recettori essi provocano nel neurone successivo un nuovo impulso elettrico, trasmettendo così l’attività. Alcuni neurotrasmettitori, legati alla depressione, sono: la noradrenalina, la serotonina e la dopamina.

Quando una persona si trova in una fase significativa di stress prolungato il sistema ormonale così sollecitato determina il disequilibrio del metabolismo neuronale: nella fessura sinaptica vi sono troppo pochi nurotrasmettitori e la trasmissione di impulsi risulta così disturbata.

Come riequilibrare il metabolismo?

Recentemente si è scoperto che il  nostro cervello può creare nuovi neuroni funzionanti fino ad età avanzata; tale neurogenesi è probabilmente significativa in alcune malattie psichiche, soprattutto quando tale processo non funziona più.

Lo stress cronico contribuisce ad una notevole riduzione o all’interruzione della neoformazione neuronale in importanti regioni cerebrali, responsabili della regolazione dei nostri sentimenti: il sistema limbico. Tutto ciò induce a supporre che la depressione da stress determini, almeno in parte, una ridotta neoformazione neuronale, a sua volta causa di sintomi quali: disturbi della concentrazione, della memoria, umore depresso e senso di vuoto.

Le ricerche, però, dimostrano che la neoformazione neuronale può essere indotta in diversi modi fino a tarda età:

  • Attività moderata di sport di resistenza come jogging, bicicletta, nuoto, nordic walking)
  • Riduzione dello stress (tecniche di gestione dello stress, training autogeno, biofeedback, ecc..)
  • Psicoterapia
  • Antidepressivi (raddoppiano la neoformazione neuronale e normalizzano l’iperattività degli ormoni dello stress)

La causa è genetica’

E’ stato rilevato che i parenti dei pazienti depressi si ammalano anch’essi, più spesso

degli altri, di depressione; la percentuale aumenta tra i parenti di primo grado. Appare, però, che non è la malattia stessa ad essere ereditata ma il rischio di reagire allo stress con una depressione, ovvero vi è un’aumentata predisposizione a reagire allo stress prolungato con un disequilibrio del metabolismo ormonale e del metabolismo neuronale.

Si può dunque agire preventivamente su questa predisposizione, ad esempio, gestendo in maniera più efficace lo stress o intervenendo precocemente con una psicoterapia in situazioni difficili.

Sono state individuate minuscole alterazione del materiale genetico che possono inizialmente portare a limitazioni funzionali e solo successivamente ad una depressione.

Una di queste alterazioni si trova nei geni responsabili dell’attività degli ormoni dello stress; è importante ricordare che le persone così predisposte, si ammalano solo quando il sistema è sovraccarico. Tale condizione può verificarsi in presenza di condizioni sfavorevoli legate all’infanzia, alla struttura familiare, all’attività professionale, ad uno stile di vita malsano, ecc…

Ad oggi il rischio genetico non può ancora essere analizzato e determinato con esattezza.

Foto di Dott.ssa Barbara Testa

L'articolo La depressione da stress è stato scritto da Dott.ssa Barbara Testa: Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Milano (MI), Varese (VA)

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