La terapia razionale-emotiva (RET, Rational Emotive Therapy)

Pensare in termini più positivi aiuta a ridurre l’impatto delle emozioni negative.

Autore: Dott. Marco Stefanelli - Psicologo, Psicoterapeuta

Risorse esterne

Una delle maggiori correnti della prospettiva cognitivo-comportamentale, è la Terapia Razionale-Emotiva, ideata da Albert Ellis a partire dagli anni ’50, nata negli USA e attualmente diffusa e riconosciuta in molti Paesi europei come una delle forme più affermate di psicoterapia e counselling individuale, di coppia, familiare e di gruppo. Ex psicoanalista, Ellis sostiene che alla base delle difficoltà psicologiche ci siano delle convinzioni irrazionali disadattative che determinano delle reazioni emotive e comportamentali poco costruttive e poco utili al raggiungimento dei propri scopi.

In sostanza, quello che ci diciamo (“dialogo interiore”) riflette la nostra modalità di interpretare i fatti ed influenza il nostro sentire ed agire. Le principali idee irrazionali in quanto disfunzionali, possono essere raggruppate nelle seguenti categorie:

PENSIERO ASSOLUTISTICO

Comprende tutte le “doverizzazioni” che trasformano delle preferenze, dei desideri in delle esigenze assolute. Es:”Devo farlo in modo perfetto”, “Devo piacere a tutti” invece che “Vorrei farlo perfettamente ma sbagliare è umano”, “Preferirei piacere a tutti ma non è possibile”.

GENERALIZZAZIONI

Visione della realtà distorta dovuta ad una modalità di pensiero in termini “tutto/nulla”, “sempre/mai” invece che “molti/qualcuno”, “spesso/a volte” . Es:” Sbaglio sempre tutto”, “Nessuno mi accetta”.

INTOLLERANZA/INSOPPORTABILITÀ

Racchiude tutte le credenze che indicano una bassa tolleranza della frustrazione e che possono perciò facilitare emozioni di collera ed evitamento. Es: “E’ terribile se commetto degli errori”, “ Non posso sopportare che qualcuno mi critichi”.

PENSIERO CATASTROFICO

Anticipare eventi futuri in maniera esageratamente negativa provoca spesso stati d’ansia e conseguenti possibili reazioni di fuga. Es:”Al colloquio di lavoro sembrerò troppo agitato ed impacciato, gli esaminatori si metteranno a ridere, penseranno che sono un incapace e non mi assumeranno”.

VALUTAZIONI GLOBALI DI SE’ E DEGLI ALTRI

Dare giudizi globali sulle persone o su di sé invece di valutare il comportamento conduce spesso a reazioni di sconforto e disistima di sé o rabbia nei confronti degli altri. Es: “E’ una persona cattiva”, invece di “Si è comportato male” oppure “Solo uno stupido come me poteva dire quelle cose” invece di “Mi sono comportato in maniera stupida ma posso sempre imparare e migliorare”

INDISPENSABILITÀ E BISOGNI ASSOLUTI

Convinzioni relative all’assoluto bisogno di qualcosa (es: stima, approvazione, affetto) senza il quale ci sembra impossibile vivere, mentre in realtà è solo desiderabile, utile, e se ne può far a meno, anche se è poco piacevole.

La disfunzionalità o irrazionalità delle idee suddette, può essere descritta attraverso le caratteristiche che le accomunano ovvero:

  • sono pensieri assolutistici ed esagerati;
  • distorgono la realtà descrivendo gli eventi in maniera poco realistica;
  • provocano emozioni negative troppo intense e prolungate;
  • ostacolano il raggiungimento dei propri scopi.

La terapia razionale-emotiva attraverso la tecnica dell’ABC, il dialogo socratico, la logica, la ricerca delle evidenze, la ristrutturazione cognitiva, mira al riconoscimento e al cambiamento delle idee irrazionali e all’adozione di una nuova modalità di pensiero, più flessibile, utile ed adatta ad affrontare gli eventi della vita quotidiana. Pensare in termini più positivi aiuta a ridurre l’impatto delle emozioni negative (es: rabbia, paura, tristezza), pur riconoscendone il valore e propone una visione di sé, degli altri e del mondo meno rigida, che promuove il benessere individuale e migliora le relazioni interpersonali.

Bibliografia:
De Silvestri C. I fondamenti teorici e clinici della Terapia Razionale Emotiva. Astrolabio, 1981
Ellis A. Ragione ed emozioni in psicoterapia. Astrolabio, 1989
Ellis A. Autoterapia razionale-emotiva. Erickson, 1993
Greenberger D., Padesky C.A. Penso, dunque mi sento meglio. Erickson, 1998

Foto di Dott. Marco Stefanelli

L'articolo La terapia razionale-emotiva (RET, Rational Emotive Therapy) è stato scritto da Dott. Marco Stefanelli: Psicologo, Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Roma (RM)

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