Non devono accorgersi della mia ansia: vergognarsi della propria vergogna

L’ansia per la prestazione viene inoltre incrementata dalla vergogna per il proprio essere in imbarazzo

Autore: Dott. Marco Stefanelli - Psicologo, Psicoterapeuta

Risorse esterne

Uno dei timori cruciali di chi soffre di fobia sociale è la paura di ricevere critiche da parte degli altri mentre si sta svolgendo qualcosa (es: parlare in pubblico, mangiare-bere al bar, telefonare ad una persona sconosciuta, etc…). Dare una  buona impressione di sé diventa uno scopo da raggiungere ad ogni costo, poiché sulla base del giudizio altrui si baserà anche l’opinione che si ha di se stessi e ciò procura dunque un’ansia molto intensa ogni volta che ci si trova a dover eseguire una prestazione di fronte a qualcuno (soprattutto se non è una persona familiare). Il notevole imbarazzo si manifesta sotto forma di cambiamenti fisiologici particolarmente intensi (tachicardia, sudorazione, tremore, rossore in viso, tensione muscolare, etc) e preoccupazioni relative al timore di essere giudicati negativamente e rifiutati per la propria inadeguatezza.

L’ansia per la prestazione viene inoltre incrementata dalla vergogna per il proprio essere in imbarazzo, in pratica ci si vergogna della propria vergogna (metavergogna). Le persone fanno di tutto per nascondere i segnali del proprio imbarazzo poiché temono di essere giudicati male a causa di essi e mettono in atto perciò una serie di comportamenti protettivi (es: non togliersi la giacca per non nascondere le macchie di sudore) incluso l’evitamento delle situazioni ansiogene, che spesso non fanno altro che peggiorare la situazione (es: il sudore aumenta) e non permettono alla persona di superare il problema.

La terapia cognitivo-comportamentale interviene sui pensieri e sui comportamenti che impediscono alla persona di affrontare le situazioni sociali con un livello di ansia ed imbarazzo funzionali.
La paura, l’ansia e la vergogna sono infatti reazioni emotive comuni a tutti gli essere umani ma qualora vengano represse, nascoste, considerate inaccettabili possono diventare estremamente intense, durevoli e frequenti tanto da compromettere la vita quotidiana dell’individuo, limitandola significativamente.

Bibliografia:
Castelfranchi C. Che figura. Il Mulino, 1988
Cieri L. “La fobia sociale” (in “Elementi di psicoterapia cognitiva”, a cura di Perdighe C. e Mancini F.) Giovanni Fioriti Editore, 2008
Sassaroli S., Lorenzini R., Ruggiero G.M., (a cura di), Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Raffaello Cortina Editore,2006
Wells A. Trattamento cognitivo dei disturbi d’ansia. McGraw Hill, 1999

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