L’omofobia interiorizzata

Una forma di omofobia meno visibile

Autore: Dott. Marco Stefanelli - Psicologo, Psicoterapeuta

Risorse esterne

Con il termine omofobia si indica la disposizione negativa, personale e/o collettiva, psicologica e/o sociale, nei confronti delle persone e delle esperienze omosessuali: dal disagio generico all’avversione esplicita, fino a manifestazioni di discriminazione, ostilità e violenza.

Esiste anche un’altra forma di omofobia, meno visibile e prodotta dal pregiudizio sociale: l’omofobia interiorizzata, ovvero l’insieme di stati mentali (pensieri, emozioni, sensazioni), più o meno consapevoli, che la persona sperimenta verso i propri desideri e fantasie omoerotiche.  Spesso si sviluppa prima di prendere coscienza del proprio orientamento sessuale e riguarda la concezione di sé; la persona inizia a sentirsi diversa, sbagliata. La diversità percepita diventa qualcosa da nascondere, da tenere segreta e genera una scarsa accettazione e stima di sé, che può prendere forma attraverso sentimenti di inferiorità, colpa, vergogna e inadeguatezza. L’identificazione con gli stereotipi negativi e la convinzione di essere rifiutati per la propria omosessualità conducono a sviluppare credenze relative all’impossibilità di avere una vita soddisfacente e piena come quella degli eterosessuali e ad essere destinati ad un futuro di solitudine.

L’omofobia interiorizzata, se non viene riconosciuta e sufficientemente elaborata, porta le persone omosessuali a non accettarsi, a sentirsi “non in regola”, fino a vergognarsi e disprezzarsi per il proprio orientamento sessuale. Ad essere problematica è dunque l’egodistonia (la non accettazione) e non l’omosessualità, motivo per cui nel 1987, l’American Psychiatric Association ha eliminato anche la diagnosi di omosessualità egodistonica dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico delle Malattie Mentali), dopo aver già depatologicizzato l’omosessualità nel 1973.

La richiesta di un aiuto psicologico da parte di una persona omosessuale può essere utile a ridurre la sofferenza e a raggiungere un maggior livello di accettazione di sé, acquisendo consapevolezza dell’influenza che l’omofobia, sia sociale che interiorizzata, ha avuto nel corso dello sviluppo e nella formazione della propria idenitità.

BIBLIOGRAFIA:

  • Rigliano P. – “Amori senza scandalo. Cosa vuol dire essere lesbica e gay” – Feltrinelli, 2001.
  • Rigliano P., Graglia M. -  “Gay e lesbiche in psicoterapia” – Raffaello Cortina, 2006.
  • Lingiardi V. -  “Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale” – Il Saggiatore, 2007.

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L'articolo L’omofobia interiorizzata è stato scritto da Dott. Marco Stefanelli: Psicologo, Psicoterapeuta

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