Omosessualità e omofobia

Gli effetti dell'omofobia sulle persone omosessuali

Autore: Dott. Marco Stefanelli - Psicologo, Psicoterapeuta

Risorse esterne

Le persone con orientamento sessuale non eterosessuale (omosessuale o bisessuale) vivono una condizione di stress cronico, dovuta all'appartenenza ad una minoranza socialmente stigmatizzata, denominata minority stress. Lo stress è determinato non da un singolo episodio di discriminazione bensì dall'insieme di messaggi negativi ricevuti dall'ambiente che favoriscono la sensazione di non essere benvenuto in quanto persona omosessuale.

La percezione di essere discriminati per una caratteristica centrale della propria identità (l'orientamento sessuale) conduce ad un senso di vulnerabilità ed impotenza che spesso si esprime in emozioni negative, quali: la rabbia per le ingiustizie subite, la colpa per le valutazioni e le reazioni negative degli altri, l'ansia e la paura per eventuali discriminazioni, la vergogna per il proprio modo di essere e l'impotenza per l'impossibilità di cambiare la situazione.

Gli effetti dello stigma sociale sulle persone omosessuali si manifestano a più livelli.

Vediamone alcuni:

  • assunzione dell'"etichetta" come principale aspetto della propria identità: le persone gay e lesbiche rischiano di considerare ogni cosa che vivono sotto la lente dell'omosessualità, come se la propria identità fosse definibile solo in base al proprio orientamento sessuale ("Sono così perché sono gay/lesbica").

  • interiorizzazione di pregiudizi e stereotipi sull'omosessualità: le persone possono identificarsi con le rappresentazioni stereotipate che la società, attraverso i media ed il linguaggio, veicola rispetto all'uomo gay o alla donna lesbica, descrizioni spesso caricaturali, dalle quali ci si sente distanti e poco rappresentati (es: donna lesbica mascolina o uomo gay effeminato);

  • danni all'autostima: i pregiudizi influenzano l'immagine che si ha di sè e le persone omosessuali vengono spesso attaccate nella loro identità da messaggi invalidanti, i quali, in forma implicita, sottraggono valore (minimizzando, negando o fraintendendo) alle loro esperienze di vita (es: "i gay sono sempre così vistosi, hanno bisogno di apparire"," ormai è una moda essere omosessuali, i gay non hanno più problemi", "chissà chi dei due fa la donna", "l'omosessualità è una malattia", "è meglio non parlare di certi temi, in fondo la sessualità è una questione privata", etc);

  • anticipazione di rifiuto e minaccia al senso di sicurezza: le persone omosessuali si chiedono spesso nelle interazioni della vita quotidiana quale effetto avrà sui loro interlocutori il loro orientamento sessuale, soprattutto quando conoscono persone nuove. Si ha come la sensazione della presenza di una minaccia costante, in certi casi reale, in altri solo ipotizzata. Ascoltare barzellette, modi di dire e commenti dispregiativi creano una sensazione di allerta ed attivano emozioni negative di vergogna e di ansia;

  • monitoraggio del proprio comportamento e nascondimento del proprio orientamento sessuale: per evitare il rifiuto degli altri, spesso le persone gay e lesbiche evitano di rivelare informazioni sulla propria vita affettiva e tendono a controllare ciò che dicono e/o fanno poiché potrebbe essere rivelatore della propria omosessualità. La vigilanza costante richiede l'impiego di risorse cognitive ed emotive rilevanti, che a lungo andare, determina una condizione di stress.

  • stress del Coming out: il processo di svelamento non è un evento unico ma è un percorso a più tappe. La maggior parte delle persone gay e lesbiche infatti non è dichiarata in ogni ambito della propria vita ed in ogni contesto si chiede se è il caso o meno di fare coming out per il timore di eventuali conseguenze negative.


Il lavoro terapeutico con le persone omosessuali deve centrarsi sulla comprensione del ruolo che l'omofobia interiorizzata ha nel determinare la sofferenza delle persone gay e lesbiche, favorendo la consapevolezza che alla base della non accettazione del proprio orientamento sessuale ci sono l'interiorizzazione dei pregiudizi e degli stereotipi e la ferita inferta dalle esperienze vissute di discriminazione e di violenza. L'incorporazione dello stigma sociale produce una dissonanza cognitiva: la persona non riesce a conciliare i suoi desideri sessuali e affettivi con le credenze che ha appreso dal contesto sociale omofobo.



Bibliografia:

  • M.Graglia, "Omofobia.Strumenti di analisi ed intervento" – Ed.Carocci (2012)

  • Rigliano P, Graglia M., "Gay e lesbiche in psicoterapia" – R.Cortina (2006)

Foto di Dott. Marco Stefanelli

L'articolo Omosessualità e omofobia è stato scritto da Dott. Marco Stefanelli: Psicologo, Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Roma (RM)

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