PSICOLOGIA: tecniche immaginative

Una breve rassegna delle principali tecniche Immaginative. Adattato per renderlo fruibile ad un ampio pubblico

Autore: Dott. michele modenese - Psicologo, Psicoterapeuta

Risorse esterne

Che cos’ lì’immaginazione?
- E’ la facoltà di produrre, trasformare, sviluppare e deformare le immagini mentali

Caratteristiche dell’immaginazione
- Mental Inagey: vedere con “l’occhio della mente”, sentire con l’“orecchio della mente”;
- Rappresentazione simbolica: usare concetti e immagini per evocare o rappresentare la realtà o usare cose reali per evocarne altri (un gelato alla crema come microfono);
L’interesse dell’uomo per le immagini è antichissimo; basti pensare alla produzione dei graffiti o all’interesse dell’epica per i sogni o i miti.
Mircea Elide riconosce all’immagine il potere di contribuire alla salute psichica in quanto garante di ricchezza interiore e per lui, molte immagini sono simboli  sacri come l’Albero, la Scala, la Ruota, il Mandala, il Labirinto.
Nucho ha parlato dell’immaginazione creativa spontanea evidenziando che l’attivazione di un doppio canale d’intervento (immaginativo e verbale) può favorire il procedere del trattamento terapeutico verso una creatività fonte di benessere.
Gli sviluppi più recenti della ricerca portano soprattutto in direzione del versante neuro-psicologico e tentano di approfondire le caratteristiche del pensiero divergente e creativo, anche partendo da interessanti studi compiuti su individui autistici.

RICERCHE E TEORIE SU IMMAGINE E IMMAGINAZIONE
Possiamo focalizzare due posizioni: 1) strutturalista; 2) funzionalista:
1) I sostenitori delle teorie strutturaliste indagano somiglianze e differenze tra le rappresentazioni mentali derivanti dall’esperienza percettiva e quelle legate all’attività immaginativa.
2) le teorie funzionali prendono in esame il ruolo svolto dalla formazione e manipolazione d’immagini in compiti in cui è richiesto di riconoscere oggetti a partire da descrizioni verbali.
L’insieme di questi studi porta a riconoscere l’equivalenza tra immaginazione e percezione.

FONDAMENTI NEUROFISIOLOGICI
Paivio ha studiato l’immaginazione a cominciare da: memoria e apprendimento verbale; egli ha elaborato una teoria nota come “ipotesi del doppio codice”: le immagini e le strutture verbali costituiscono due modalità di codifica, due formati in cui può essere rappresentata l’informazione, ognuno con caratteristiche diverse. Nell’1986 parla di “imagens” – rappresentazione verbale, strutturata in reti associative, di tipo sequenziale analitico , e “logogens” – rappresentazione non verbale in cui l’elaborazione è parallela.
In diversi studi, sia l’ansia, che le immagini mentali producevano modificazioni qualitative e quantitative del sistema del sistema vegetativo e più le immagini erano vivide, più si avevano evidenti modificazioni fisiologiche. Si è perfino rilevata accelerazione cardiaca in corrispondenza della produzione d’immagini di elevata attività motoria.
L’individuo equilibrato trova il suo ritmo compensatorio intervallando le fasi attive con quelle di disponibilità fantasticare, ad immaginare.


INTERVENTI MEDIANTE TECNICHE IMMAGINATIVE
L’immaginazione è già un’azione. Immaginare è agire in miniatura. Le immagini esercitano un potere su di noi, trasformando i nostri processi biochimici.
In terapia, inizialmente il paziente immagina, poi vive quelle immagini nella realtà. In questo senso, è come se il paziente “si allenasse a vivere” immaginando prima tutto nella sua testa, osservando gli scenari attraverso la visualizzazione, pianificando azioni e reazioni nella fantasia, attraverso l’analisi di cause ed effetti soltanto “pensati”, prefigurati attraverso la mente.
Le immagini, per poter essere curative ed efficaci, devono essere: vivide, poli-sensoriali, modificabili
Per lavorare con le immagini, bisogna aver chiaro che esistono modalità morbose dell’immaginazione, come:
· Difficoltà ad immaginare fino all’assenza d’immagini
· Assillo su problemi momentanei
· Troppo pensiero e poca immaginazione
· Addormentamento
· Sovrapposizione d’immagini - un po’ come nella pubblicità
· Immaginazione frammentata
· Troppa razionalità per ogni immagine
· Nascono nella mente immagini estranee.

Esiste un forte potenziale ansiogeno, patogeno e terapeutico delle immagini e gli autori ritengono che queste scandiscano ma non causino l’evoluzione sia patologica sia maturativa della persona.

TECNICHE IMMAGINATIVE NELLA TERAPIA COGNITIVA
Lazarus riporta che prigionieri in celle d’isolamento sono riusciti ad evitare il crollo psichico immaginando. Meichenbaum afferma chele terapie cognitive che usano le tecniche immaginative contribuiscono al cambiamento per tre motivi:
1) Il cliente imparando ad usare le immagini acquista controllo su emozioni e relazioni;
2) Il cliente imparando ad usare le immagini si abitua ad attribuire un senso ai propri comportamenti non funzionali;
3) Il cliente imparando ad usare le immagini apprende nuove strategie di coping.

Storicamente, nella terapia cognitivo-comportamentale l’uso delle immagini ha inizio con la desensibilizzazione sistematica.

L’USO DELLE IMMAGINI IN PSICOTERAPIA DINAMICA
Qui, l’uso delle immagini è da intendere come il recupero ed interpretazione di immagini del passato allo scopo di costruire immagini nuove utili per il futuro. Due quindi sono gli strumenti più importanti: 1) Libere associazioni 2) Sogno 3) Metafora. Tra le tecniche più importanti, c’è la R.E.D. di Desoille, metodo psicodinamico e psicanalitico post- freudiano.

IMAGOTERAPIA
La mente si ammala perché produce immagini malate. Immaginare elementi positivi nutre il cervello di energia benefica.
Ideata da Gallino, l’imagoterapia si serve d’immagini-guida attraverso un libro e 12 racconti senza servirsi di un terapeuta. Il paziente si rilassa e dopo inizia ad immaginare il racconto letto.

TERAPIE IMMAGINATIVE AUTONOME
Qui, il soggetto è autonomo di rilassarsi e di visualizzare. In questo tipo di terapia, si fa ricorso a: Colori, prismi, oggetti astratti, sentimenti, persone. Si passa a focalizzare la sensazione di calore, poi si pone attenzione al cuore e al respiro almeno 3 volte a settimana.

IPNOTERAPIA
Si fa uso della suggestione che è un processo inconscio di natura affettiva in cui ci si distacca dalla realtà e si sospende la capacità di critica. Comprende due fasi:
1) Fase d’induzione (quadrovisualizzazione di Moss, o il metodo di Kline)
2) Fase terapeutica (far rivivere determinati eventi)


TECNICHE IMMAGINATIVE E TERAPIE INTEGRATE
ANALISI TRANSAZIONALE
Nell’Analisi transazionale, la patologia viene intesa come fissazione patologica ad uno stato dell’Io Bambino, rispetto agli altri due stati dell’Io Genitore e dellIo Adulto.
GESTALT THERAPY
Nella Gestalt therapy, la patologia nasce nell’interruzione dell’alternanza di figura-sfondo, fa uso dell’immaginazione e, attraverso la drammatizzazione, agisce le immagini mentali; nel Sogno s’invita il paziente a ripercorrerlo riattualizzandone le vicende nell’interpretazione drammatica.

PSICOSINTESI
L’io è un riflesso del Sé. Il Sé trascende l’individualità della psiche perché è transpersonale. La psicosintesi utilizza tecniche espressive come il disegno, scruttura, musica, visualizzazioni, meditazione.


APPROCCIO STRATEGICO E IMMAGINAZIONE
Pone attenzione agli aspetti della comunicazione nell’interazione. Il terapeuta fa in nodo che venga gradito a livello immaginativo perché piaccia anche nella vita reale e viceversa. Far sperimentare un’azione o un pensiero o una sensazione nell’immaginazione, prepara alla messa in atto. Agendo sull’immaginazione si possono attivare risposte fisiologiche che verranno poi tradotte nella realtà.

VISUALIZZAZIONE GUIDATA
Il punti di partenza è un tema significativo per la persona o un tema generale.
L’immaginazione ha uno stretto legame con l’emotività ed è da essa stimolata.
Generalmente, è indicata la visualizzazione d’immagini positive per aiutare il ciente a superare ansie, fobie o sensazioni spiacevoli.

 

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L'articolo PSICOLOGIA: tecniche immaginative è stato scritto da Dott. michele modenese: Psicologo, Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Verona (VR)

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