S.O.S DOCENTI

Strategie per evitare lo stress lavoro-correlato degli insegnanti

Autore: "Il Caleidoscopio" Centro di Psicologia e Psicoterapia - Centro/Studio con Psicoterapeuta

Risorse esterne

Se lavori come docente ti sarai sicuramente già accorto di appartenere ad una categoria tra quelle maggiormente esposte a numerosi stress lavoro-correlati, riconducibili ad alcuni fattori principali:

Trasformazione della società:

- Diffusione di uno stile di vita sempre più multietnico e multiculturale che richiede una maggiore flessibilità nell’approccio didattico per la  crescita del numero di studenti extracomunitari;

-            Complessità dell’insegnamento per l’inserimento di alunni con disabilità nelle classi, di cui alcuni senza sostegno (come i dislessici) o con un numero molto limitato di ore di compresenza dell’insegnante di sostegno, difficoltà nella predisposizione della relativa documentazione (ad es. PDP per gli studenti con BES) e nell'implementazione delle necessarie metodologie didattiche personalizzate ed inclusive;

-            Delega educativa da parte della famiglia, a causa di genitori sempre più impegnati per lavoro;

-            Difficoltà nella creazione di un'alleanza educativa con i genitori specialmente se separati, divorziati o risposati;

-            Evoluzione tecnologica (informatica ed internet) per la quale non è facile equipaggiarsi adeguatamente, con la conseguenza che chi sia sprovvisto di tali competenze vedrà aumentare anche il divario nel rapporto con gli alunni, oltre alla mancata offerta di attualizzazione dei temi e contenuti;

-            Continuo susseguirsi di riforme,  con la necessità di doversi rapidamente uniformare a procedure operative differenti;

-            L'introduzione dei nuovi indirizzi e dei nuovi curricoli della scuola secondaria superiore che, iniziati con la Riforma, coesistono con i vecchi per le classi terminali richiedendo agli insegnanti un doppio binario di gestione;

-            Aspetti peculiari alla professione: costante necessità di aggiornamento, numerose ore dedicate ad attività extra orario scolastico (preparazione delle lezioni, correzione di compiti in classe, riunioni, eccetera);

Diminuzione dell’apprezzamento sociale

Altri fattori di stress sono collegati al contesto sociale:

-            Diffusa condizione di precariato;

-            Inadeguato ruolo istituzionale attribuito/riconosciuto alla professione e scarsa considerazione da parte dell’opinione pubblica;

-            Mancanza di riconoscimenti economici, fattore tipicamente italiano: nei Paesi OCSE, tra il 2000 e il 2009, gli stipendi degli insegnanti sono aumentati in media del 7%, in termini reali, ma in Italia sono leggermente diminuiti (-1%) Gli stipendi relativi degli insegnanti della scuola primaria, secondaria di I e II grado, sono bassi in Italia, dove essi guadagnano meno dello stipendio medio di altri professionisti con livello d'istruzione terziaria. Gli stipendi degli insegnanti sono di circa il 40% inferiori agli stipendi di lavoratori con livello d'istruzione comparabile.[1]

 

Difficoltà relazionali

-            Modifica dello stile di rapporto sociale tra giovane ed adulto, con la tendenza ad un livellamento dei ruoli tra studenti e docenti;

-            Minore sostegno da parte delle famiglie, quando non aperto scontro su posizioni di principio in merito ai provvedimenti disciplinari o alle votazioni attribuite al figlio;

-            Aspetti relazionali complessi dovuti a classi numerose, senza avere una formazione specifica sulle dinamiche di gruppo;

-            Conflittualità tra colleghi, anche a causa di specifiche criticità organizzative dovute al passaggio critico dall’individualismo al lavoro in équipe;

-            Difficoltà di rapporto con la Dirigenza.

 

Il Burnout

Questo stato di cose nel suo complesso contribuisce al diffondersi del burnout (letteralmente ‘bruciato’, ‘scoppiato’, ‘esaurito’), concetto che a partire dagli anni Settanta, grazie a Freudenberg, venne introdotto negli Stati Uniti in riferimento all’ambito lavorativo, in relazione agli operatori dei servizi sociali, alle cosiddette “professioni di aiuto”, le helping profession. Queste categorie di lavoratori, infatti, dopo mesi di impegno e dedizione per gli altri si sentono bruciati, hanno un crollo morale dovuto proprio ad un sovraccarico di stress cronico che deriva dall’interazione con le persone che dovrebbero aiutare (stress occupazionale).

E’ la sindrome tipica di chi si esaurisce senza darlo a vedere, con comportamenti che si trasformano facilmente nel senso di insoddisfazione, nella facile e continua irritabilità, nella tensione verso i destinatari del proprio aiuto, i quali, il più delle volte, vengono definiti (o anche solo pensati) come incapaci, scansafatiche, rompiscatole. Oppure si manifesta con comportamenti alternativi di fuga quali il ricorso all’alcool, le amicizie ambigue ecc. E’, in soldoni, la sindrome di chi si esaurisce a tutto campo, senza una precisa sintomatologia psicosomatica ma in maniera più sottile, quasi impercettibile, e soprattutto con tempi molto lunghi. (Ronco, Fizzotti, Crea, 1993)

Nel 1982 Cristina Maslach (autrice del Maslach Burnout Inventory) ha definito la sindrome del burnout caratterizzata da tre aspetti peculiari che ne rappresentano il cuore della sindrome:

1. Esaurimento: l’individuo si sente completamente sfinito dal punto di vista emozionale, senza più le forze per ricominciare, si percepisce come inutile e cercherà il minimo contatto con la gente.

2. Spersonalizzazione: lo sviluppo dei sentimenti negativi verso gli altri avanza a tal punto da considerare negativamente anche se stesso, iniziando a diventare freddi e indifferenti e provando sensi di colpa per come stanno trattando gli altri.

3. Ridotta realizzazione personale sul lavoro: si sentono falliti e cercano di rimediare rivolgendosi a psicoterapeuti o cambiano lavoro.

Nella ricerca ”Lo Studio Getsemani”[2] condotta da Lodolo D’Oria, emerge in modo vistoso la diffusione di questa sindrome tra i docenti, più che in altre categorie professionali, in particolare quelle sanitarie, tradizionalmente considerate ‘a rischio’.

Anche tu ti riconosci in questi sintomi?

Non trascurare i primi segnali di malessere, un intervento precoce può evitare il peggioramento della situazione.

 

Strategie per prevenire o ridurre le fonti di stress lavoro-correlato dei docenti

L'Associazione No Profit di Promozione Sociale IL CALEIDOSCOPIO propone varie iniziative per sostenere i docenti nel loro delicato compito:

-         Corsi di Formazione per docenti, su “L'insegnante Leader del Learning Team” e su “Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e strategie per una didattica inclusiva”  con Autorizzazione  dell'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio (Protocollo n. 207 del 16 luglio 2013);

-         Collaborazione con il team dei docenti della scuola primaria e con i Consigli di classe nella fase dell'individuazione degli studenti con BES e nella stesura dei PDP;

-           Supervisione nell'implementazione delle strategie individuate nei PDP;

-           Coaching nelle classi problematiche;

-         Counseling per docenti.

 

            CONVENZIONE

L'Associazione No Profit di Promozione Sociale IL CALEIDOSCOPIO ha stipulato una Convenzione con Amica Card a favore dei docenti iscritti al sindacato Gilda e con le singole scuole sia pubbliche che private di ogni ordine e grado di Roma e Provincia (ad esempio Ist. Sacro Cuore, Lucia Noiret, Domizia Lucilla), per attività a favore dei docenti e  degli studenti iscritti e delle loro famiglie.

Chiedi alla tua scuola se ha sottoscritto la Convenzione con IL CALEIDOSCOPIO oppure contattaci per ulteriori informazioni.

Foto di "Il Caleidoscopio" Centro di Psicologia e Psicoterapia

L'articolo S.O.S DOCENTI è stato scritto da "Il Caleidoscopio" Centro di Psicologia e Psicoterapia: Centro/Studio con Psicoterapeuta

Zone di ricevimento: Roma (RM)

Chiedi un consulto privato a "Il Caleidoscopio" Centro di Psicologia e Psicoterapia

Nome:
Email:
Tel.:
Richiesta: