Il Disturbo d’Ansia Generalizzata: caratteristiche e terapia

Il disturbo d’ansia generalizzata (DAG) è caratterizzato da ansia ed eccessiva preoccupazione, per un vasto numero di eventi o attività, che vengono considerati come potenzialmente pericolosi, quali: la salute, la famiglia, il lavoro, le condizioni economiche, le prestazioni lavorative o scolastiche. L’intensità, la durata o la frequenza dell’ansia e della preoccupazione sono eccessive rispetto alla reale probabilità dell’evento temuto. La persona trova difficile impedire che i pensieri preoccupanti interferiscano con l’attenzione ai compiti che sta svolgendo. Il paziente incontra grosse difficoltà a controllare tale preoccupazione, che può durare da pochi minuti a ore.

La preoccupazione, anche definita “worry”, non è necessariamente un fenomeno patologico. È un processo utile nella misura in cui permette di mantenere alti i livelli di vigilanza verso un possibile pericolo e di attivare quei processi cognitivi coinvolti nel problem solving. Il worry diventa patologico quando perde la sua funzione adattiva, cioè quando diventa incontrollabile, fastidioso, auto-perpetuantesi, quando interferisce con le altre attività del soggetto o ostacola la risoluzione efficace dei problemi.

Le preoccupazioni riferite dai pazienti con DAG possono essere classificate in cinque categorie principali: famiglia, denaro, lavoro, malattie personali, eventi esterni imprevisti. Il paziente con questo disturbo ha un tipo di pensiero catastrofico che può coinvolgere l’intero mondo, che viene giudicato come globalmente pieno di pericoli e minacce. Le rimuginazioni sono vissute come disturbanti e relativamente incontrollabili, anche se i pazienti riferiscono di poterle interrompere grazie ad eventi distraenti. I pazienti passano oltre la metà della loro giornata a preoccuparsi e circa il 90% riconosce di preoccuparsi eccessivamente per questioni di secondaria importanza. L’ansia e la preoccupazione comportano sintomi nella sfera somatica, cognitiva e della vigilanza. La componente somatica comprende sintomi quali: forte tensione muscolare (in particolare al capo, al collo e al dorso), respiro affannoso, palpitazione, sudorazione, secchezza delle fauci, sensazione di nodo alla gola, sensazione di testa vuota o leggera, vampate di caldo, disturbi gastroenterici, tremore o irrigidimento degli arti superiori. I sintomi della componente cognitiva includono: ridotta concentrazione, facile distraibilità, disturbi della memoria. I sintomi della sfera della vigilanza riguardano: irrequietezza, irritabilità, nervosismo, facilità a sussultare, stato di allarme.

Molteplici ricerche dimostrano che l’approccio cognitivo-comportamentale è efficace nel trattamento del DAG. I dati confermano che il miglioramento è statisticamente significativo e si mantiene fino ad un anno dalla conclusione del trattamento. (Borkovec e Ruscio, 2001, Chambless e Ollendick, 2001; Gale e Oakely-Browne, 2000). La terapia cognitiva del GAD include due principali componenti: la ristrutturazione cognitiva e il training di rilassamento. La ristrutturazione cognitiva ha lo scopo di modificare i patterns di pensiero che contribuiscono al processo di preoccupazione cronica. È importante che il paziente capisca che il suo modo di pensare contribuisce a farlo sentire in ansia e intrappolato nei suoi pensieri. Il primo passo nell’intervento terapeutico consiste nel far registrare al paziente il contenuto, frequenza ed intensità degli episodi di preoccupazione, usando un diario dei pensieri automatici. L’uso del diario permette al paziente di riconoscere che non è vero che è sempre in ansia, ma che essa si manifesta in episodi legati a specifiche situazioni o pensieri. Il passo successivo è quello di valutare le situazioni che scatenano le preoccupazioni in modo più realistico e di modificare i pensieri disfunzionali, cercandone le prove o valutando la probabilità che l’evento temuto accada. Il training di rilassamento progressivo ha lo scopo di diminuire l’attivazione fisiologica persistente che contribuisce al mantenimento del processo di preoccupazione e dei sintomi fisici esperiti (disturbi gastrointestinali, affaticamento, insonnia).

Annalisa Carletti

Bibliografia:
Beck A.T., Emery G. L’ansia e le fobie Astrolabio, Roma, 1985
Andrews G., Creamer M., Crino R., Hunt C., Lampe L., Page A. Trattamento dei disturbi d’ansia Centro Scientifico Editore, Torino, 2003

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