L’assertività è la caratteristica di chi realizza se stesso, manifestando le proprie doti e le proprie esigenze nel contesto sociale. E’ un atteggiamento, uno stile di vita che non richiede di cambiare personalità, ma di scoprire, attraverso un cambiamento di abitudini, il significato e il piacere di essere spontanei, naturali e insieme socialmente competenti. Per poter iniziare a curare la timidezza dobbiamo inziare un percorso di cambiamento attraverso un training assertivo. Ciò che ci chiude in noi stessi è sprattutto il timore del giudizio degli altri, che agisce in varie forme, la più pervasiva delle quali è il senso di colpa. Il senso di colpa è uno strumento di controllo interiore, che può essere agevolmente indotto e manipolato dall’esterno.
Curare la timidezza significa destrutturare una serie di idee irrazionali che spesso ci fanno sentire in colpa, ed inadeguati. Spesso alla base delle nostre emozioni e comportamenti esiatono una serie di idee irrazionali, legate a concezioni astratte e culturali del senso del dovere e del bisogno. Quante volte diciamo a noi stessi affermazioni del tipo “devo sempre essere amato, stimato e riconosciuto dagli altri” oppure “devo fare un’ottima figura senza sbagliare altrimenti….”.
Questi pensieri sono fortemente radicati in noi stessi, e sono alla base del nostro comportamento perfezionistico e rigido. Li diamo per veri, forse perchè appartengono ad un modello culturale che ci influenza fin dalla nascita. Modello che non ci insegna che lo sbaglio è alla base di ogni miglioria. Margine di errore significa margine di miglioramento.
Per curare la timidezza e l’ansia sociale dobbiamo rieducare i nostri pensieri mettendoli in discussione. Avanzare dei dialoghi interiori che ci portano alla ricerca di una nostra libera autonomia di pensiero. Il lavoro che si compie in un corso di formazine assertiva coinvolge l’intera personalità del soggetto, agendo sulle emozioni, sui pensieri e sui comportamenti. Imparare ad agire in situazioni considerate difficili o ansiogene rende più facile cambiare idee e pregiudizi, sperimentando emozioni nuove e positive invece di quelle vecchie e negative.
| Bibliografia: | |||
| • | Anchisi R., Gambetto D.M. | Non solo comunicare. Teoria e pratica del comportamento assertivo | Cortina 1992 |
| • | Butler P. | Psychoterapy: Theory Research and Practice | |
Ti potrebbe interessare anche:



io sono una persona estremamente timida e penso che oltre al senso di colpa è legata al senso di inadeguatezza al sentirsi sempre inferiori è da qui che bisognerebbe cominciare a rinforzare la propria autostima con pesperienze positive probabilmente la timidezza migliora ma non si supera
Salve Emanuele, non penso sia la domanda giusta.
Ogni cosa subisce dei cambiamenti in termini graduali non dicotomici.
Intendo dire che non esiste il timido ed il non timido.
Siamo inseriti in una cultura e contesto educativo psico-sociale dove queste emozioni vengono coltivate.
La radice non è l’emozione quanto tale, ma bensì la capacità di asserire liberamente le proprie emozioni.
Quante volte ti sei sentito dire frasi del tipo “un uomo non deve piangere in pubblico, ci si deve sempre presentare bene, comportarsi in un certo modo”.
Il problema è essere dipendenti da queste idee e pensieri del tutto irrazzionali.
Noi spesso ci crediamo senza alcun fondamento, le diamo per scontate, in modo dogmatico.
Perchè io devo avere più stima di me stesso se gioco bene a tennis o parlo meglio oppure ho una macchina più costosa?
Chi decide tutto ciò?
Le nostre credenze.
Io penso che bisogna differenziarsi e divenire ciò che realmente siamo.
Questo può avvenire iniziando ad asserire le nostre esigenze manifestando i nostri sentimenti senza giudicarli o valutarli.
Il percorso di libero pensatore è faticoso e spesso comporta critiche poichè ti distanzierai dai luoghi comuni per avvicinarti a quello che cerchi veramente. Anche se ciò è fuori dalla norma.
Ex:
Se devi conoscere una persona che ti interessa, potresti manifestare il tuo stato d’animo di imbarazzo dicendo che sei imbarazzato perchè ti piace. Non nascondendoti dietro comportamenti che pensi sarebbero accettati e valutati positivamente.
Tutto ciò va nella direzione opposta a quello che hai imparato dalle nostre irrazzionali credenze sociali che sono “devi fare bella figura, non devi manifestare imbarazzo o paura”.
La timidezza non è una malattia ma un emozione naturale che racchiude un modo di pensare.
Quel modo di pensare puoi certamente cambiarlo nel tempo sviuppando con metodo comportamentale e rifessioni e dialoghi interiori.
Non certamente attraverso psicofarmaci e cure miracolose.
ti consiglio psicoterapeuti centrati sul problema di tipo rieducativo e comportamentali.
Non analisi sterili del problema.
Una persona che stimavo molto che è da poco morta, profondo conoscitore e fondatore della RET in italia Cesare de Silvestri paragonava chi frugava nel profondo a un cieco che in una notte scura cerca in una cantina scura un gatto nero che non c’è e lui lo trova.
Dott.Munaro Davide
secondo voi la timidezza si può superare o si può
solo migliorare