Anna pensa che qualsiasi oggetto sia portatore di germi, per cui è costretta a lavarsi mani e braccia fin sopra i gomiti decine di volte al giorno; esce di casa il meno possibile per evitare di essere “contaminata”. Quando il marito rientra a casa dal lavoro lo costringe a spogliarsi in salotto, mentre lei infila i vestiti sporchi in un sacco di plastica e passa l’aspirapolvere intorno ai suoi piedi. Gli ospiti non sono ben visti, perché inevitabilmente sporcherebbero la sua casa, di solito pulita come una sala operatoria. Vorrebbe abbracciare sua figlia, ma poi sarebbe costretta a passare i seguenti venti minuti in bagno a lavarsi. Questo le provoca un’enorme sofferenza, ma, benché riconosca che a volte la sua preoccupazione per i germi è eccessiva, non riesce a fare a meno di ricorrere a frequentissime pratiche di pulizia.
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è caratterizzato da pensieri ossessivi ricorrenti, che prendono possesso della nostra mente contro la nostra volontà e resistono ad ogni tentativo di essere mandati via, e rituali compulsivi, comportamenti ripetitivi o azioni mentali che una persona è obbligata a mettere in atto, nonostante si renda conto della loro assurdità.
I criteri diagnostici del DSM IV-TR
- Ossessioni o compulsioni
Ossessioni come definite da 1, 2, 3 e 4:
- Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso;
- I pensieri, gli impulsi, o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale;
- La persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni;
- La persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessive sono un prodotto della propria mente (e non imposti dall’esterno come nell’inserzione del pensiero).
Compulsioni come definite da 1 e 2:
- Comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente;
- I comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con la quotidianità, ma sono designati a neutralizzare o a prevenire paure, o comunque sono chiaramente eccessivi.
- In qualche momento nel corso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive o irragionevoli. Nota: Questo non si applica ai bambini;
- Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di 1 ora al giorno) o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali usuali;
- Se è presente un altro disturbo di Asse 1, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non è limitato ad esso (per es., preoccupazione per il cibo in presenza di un Disturbo dell’Alimentazione; tirarsi i capelli in presenza di Tricotillomania; preoccupazione per il proprio aspetto nel Disturbo da Dismorfismo Corporeo; preoccupazione riguardante le sostanze nei Disturbi da Uso di Sostanze; preoccupazione di avere una grave malattia in presenza di Ipocondria; preoccupazione riguardante desideri o fantasie sessuali in presenza di una Parafilia; o ruminazioni di colpa in presenza di un Disturbo Depressivo Maggiore;
- Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale.
L’età di esordio è più frequente tra i 6 e i 15 anni per i maschi e tra i 20 e i 29 per le femmine. Non sono stati identificati geni specifici per il DOC, ma recenti studi suggeriscono che, in alcuni casi, i geni hanno un ruolo nello sviluppo del disturbo. Quando un genitore è affetto da DOC aumenta la probabilità che il figlio sviluppi lo stesso disturbo (familiarità).
Quando si presentano più casi di DOC in una famiglia, ciò che viene ereditato non sono gli specifici sintomi ma la natura generale del disturbo, per cui un bambino può avere rituali di controllo, mentre sua madre rituali di lavaggio.
Ossessioni
Sono pensieri, immagini o impulsi ripetitivi che sono al di fuori del controllo di chi li sperimenta. Sono vissute come intrusive e disturbanti.
I contenuti più frequenti delle ossessioni:
- contaminazione,
- dubbio,
- ordine,
- simmetria,
- sesso,
- immagini orribili.
I pazienti tentano di neutralizzare o evitare queste emozioni tramite comportamenti compulsivi, sempre uguali, stereotipati, afinalistici.
Le ossessioni sono:
- Intrusive: arrivano nella nostra mente senza il nostro volere;
- Irrazionali: riguardano cose che non hanno senso;
- Ricorrenti: si presentano ripetutamente, la mente non riesce a liberarsene;
- Disturbanti: il loro contenuto spaventa perché le persone sanno che questo “non è normale”;
- Ansiogene: se la persona cerca di sbarazzarsene e fallisce sperimenta senso di perdita di controllo.
Compulsioni
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi e finalizzati che spesso sono messi in atto in accordo con determinate regole o con modalità stereotipate, con la finalità di neutralizzare o alleviare temporaneamente le ossessioni e le emozioni negative ad esse associate. Possono essere comportamenti osservabili (lavarsi) o atti mentali (contare).
Le più comuni comprendono:
- lavarsi e pulire;
- contare;
- controllare;
- richiedere rassicurazioni;
- ripetere azioni;
- mettere in ordine;
Le compulsioni sono atti che:
- Riguardano comportamenti ripetitivi o azioni mentali che riducono l’ansia indotta dalle ossessioni;
- Riducono l’ansia solo temporaneamente;
- Creano la necessità di aumentare la ripetizione di queste azioni;
- Diventano meno efficaci nel corso del tempo e richiedono l’aggiunta di altre compulsioni;
- Sono collegate all’evitamento compulsivo e alla paura delle situazioni.
Sofferenza causata dal disturbo
La precisione e la pulizia sono ottime qualità, importanti in molte attività della vita se impiegate con moderazione. Quando diventano eccessive, però, interferiscono notevolmente con le normali abitudini di una persona. Un paziente che pensava che i cani fossero sporchi e per tutta la vita aveva tentato di evitarli, fu costretto a lasciare il suo impiego perché scoprì che nello stesso edificio in cui lavorava c’era un cane.
Alcuni hanno la paura ossessiva di picchiare, fare del male, uccidere se stessi o gli altri, evitano l’uso di oggetti che possono essere usati potenzialmente come armi e praticano dei rituali di tipo protettivo. In realtà il rischio di trasformare idee ossessive in azioni terribili è molto basso.
Questo disturbo ha spesso un forte impatto sulla famiglia, poiché chi ne soffre tende a coinvolgere chi gli sta vicino nei propri rituali. Naturalmente, anche il trattamento coinvolgerà tutta la famiglia, che non dovrà più rassicurare il paziente di “aver chiuso la porta” o di “non aver toccato lo sporco”.
I disturbi ossessivo-compulsivi costringono chi ne soffre a trascorrere ore compiendo rituali inutili (agli occhi degli altri): alcuni impiegano la maggior parte della giornata a lavarsi, altri non riescono ad andare a dormire se prima non controllano di aver chiuso la porta anche centinaia di volte. Per questo motivo la qualità della loro vita risulta fortemente compromessa.
Cause e trattamento
Come quasi tutte le patologie che colpiscono il nostro organismo anche il DOC è determinato da una combinazione di fattori:
- predisposizione biologica;
- fattori genetici;
- fattori ambientali.
Il trattamento prevede l’azione combinata di un intervento farmacologico (in genere antidepressivi con azione prevalente o esclusiva sui sistemi serotoninergici) e di una terapia cognitivo-comportamentale. Quest’ultima sarà basata soprattutto sull’esposizione graduale alle situazioni temute e sulla prevenzione della risposta, ovvero sull’impedimento dell’emissione dei comportamenti ritualistici.
BIBLIOGRAFIA:
- American Psychiatric Association - “DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision” – Edizione Italiana: Masson, 2000.
- Marks I.M. – “Ansia e paure. Comprenderle, affrontarle e dominarle” – McGraw-Hill, 2002.
- Dettore D. – “Il disturbo ossessivo compulsivo. Caratteristiche cliniche e tecniche di intervento” – McGraw Hill, 2003.
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