Curare l’ansia

Curare l’ansia significa conoscerla nelle sue molteplici dimensioni, identificarla attraverso i suoi sintomi.

L’ansia in determinate situazioni è positiva, in quanto utile tensione dell’individuo per il raggiungimento dei suoi obiettivi. Diventa negativa quando supera i suoi margini di funzionalità, abbassando fino a livelli di invalidità la qualità di vita. L’ansia è di stato, qundo è correlata a timori e a situazioni contingenti. E’ di tratto quando è definita da una struttura di personalità, un atteggiamento mentale e comportamentale che alimenta questa tensione. E’ questo il caso di persone che tendono in modo esagerato a controllare, ad avere un atteggiamento perfezionistico, privo di sbagli, all’utilizzo di pensieri catastrofici, anticipatori, privi di sfumature.

L’ansia è composta da sintomi cognitivi, quali preoccupazione, paura del futuro, idee irrazzionali, confusione, ipervigilanza verso l’esterno, etc. Sintomi emozionali e somatici quali respiro affannato, tensione muscolare, palpitazioni, vasocostrizione periferica, abbassamento della temperatura corporea, senso di debolezza.

Anche l’atteggiamento comportamentale di fuga, se da una parte ci permette di evitare le tensioni fisiche prodotte dall’ansia dall’altra impedisce il cambiamento, mantenendo la struttura dell’ansia. Questi sintomi, si autoalimentano in modo circolare. Per riassumere, quando si ha paura si crea una spirale neurotica messa in moto da segnali provenienti dall’ambiente esterno, percepiti come pericolosi. Tali segnali provocano reazioni automatiche di “all’erta” che associate ad un comportamento di fuga-evitamento danno come risultato il consolidamento del modello circolare.

In accordo con la teoria periferica delle emozioni di james-Lange, infatti, la percezione della minaccia non è dovuta a condizioni esterne, ma al modo in cui vengono percepite dal soggetto sulla base della sua personalità ed esperienza soggettiva.

Ricordiamo che finchè non conosciamo realmente qualche cosa, continueremo ad evitarla e a temerla. Solo l’esperienza correttiva consente ai nostri circuiti neuronali, che sono alla base di ogni comportamento ed emozione, di modificarsi gradualmente trovando un nuovo equilibrio. Ciò comporta la volontà di cambiare ed abbandonare il certo per l’incerto, di trovare nuove strade e nuovi atteggiamenti mentali.

Bibliografia:
Adrian wells Trattamento cognitivo dei distrubi d’ansia McGraw-Hill
Beck, A.T. Cognitive therapy and emotional disorders 1976
Clark, D.M. A cognitiv model of panic. Behaviour Research and therapy 1986
Francesco rovetto Non solo pillole, psicoterapia e psicofarmaci: un’integrazione McGraw-Hill

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