L’”exercise addiction” (“dipendenza da sport”) può essere definita come una dipendenza psicologica e/o fisiologica da un programma di esercizio fisico e si caratterizza per la comparsa di sintomi d’astinenza dopo 24-36 h di mancata pratica dell’attività sportiva.
La dipendenza dallo sport è stata presentata nei termini della cosiddetta “overtraining sindrome” (sovrallenamento), ossia come quella condizione fisiologica di squilibrio che deriva da sforzi fisici intensi e troppo ravvicinati che non permettono all’organismo un recupero energetico e neurobiologico e quindi la possibilità di smaltire lo sforzo, ricaricandosi a livello fisico e psicologico.
Una prima categoria di “maniaci sportivi” è rappresentata dai cosiddetti “sani nevrotici”, ossia coloro i quali traggono un positivo miglioramento dalla pratica sportiva che è accompagnata da un senso di benessere, di realizzazione e di successo.
Altre persone appartengono al gruppo degli “sportivi compulsivi”, in cui l’attività fisica è un modo come un altro per sostenere una precisa routine che conferisce un senso di controllo e di superiorità morale.
Infine, ci sono i “dipendenti dallo sport” in cui l’attività fisica ha una funzione di regolatore dell’umore e di uno squilibrio interno e in cui essa finisce per dominare in modo crescente l’intera vita.
È solo in questa ultima condizione che si può parlare di “dipendenza sportiva” definita primaria se ritenuta indipendente da altre patologie, oppure secondaria, quando è associata a sintomi di sottostanti disturbi alimentari, in cui l’esercizio fisico gioca un ruolo fondamentale nel tentativo di controllo del peso e dell’immagine corporea.
Le quattro dimensioni generali della dipendenza dallo sport:
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Funzionamento alterato (in almeno due aree tra le seguenti):
- Psicologico (ad esempio: incapacità a concentrarsi su un’attività a causa del pensiero ricorrente all’esercizio fisico) – Sociale o lavorativo (come problemi sociali, familiari o lavorativi connessi alla pratica sportiva). – Fisico (per esempio sovrallenamento o allenamento nonostante infortuni o parere medico contrario. – Comportamentale (comportamento sportivo inflessibile, stereotipato o mirato all’auto-punizione). -
Sintomi di astinenza: desiderio persistente e tentativo infruttuoso di controllare o ridurre l’attività fisica praticata; disagio fisico o psicologico in relazione alla riduzione o cessazione delle abitudini di allenamento.
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Caratteristiche psicologiche e comportamentali tipiche dei dipendenti: tolleranza (aumentare graduale della quantità di esercizi), eccesso di attività fisica, allenamento solitario, inganno (mentire in merito all’attività fisica), motivazioni ossessive che guidano l’attività sportiva (es. prestazione, controllo umore, controllo sonno, autostima, controllo peso, controllo immagine corporea).
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Presenza di disturbi alimentari (anoressia, bulimia) o di comportamenti di controllo alimentare (diete e assunzione integratori).
Frequente presenza di Anoressia e Bulimia nervosa associate alla “pratica fisica dipendente” e alimentate dalle stesse motivazioni di controllo del peso e dell’aspetto fisico che si pongono alla base dell’Exercise Addiction, soprattutto nelle donne. Negli uomini le motivazioni alla base della “dipendenza sportiva”, se legate al controllo dell’immagine corporea, portano più spesso a mostrare il problema della cosiddetta “anoressia inversa”, ossia quella paura patologica, tipica di alcuni bodybuilders, di diventare troppo magri, deboli e sottosviluppati dal punto di vista muscolare. Ciò che appare comune è la presenza di un comportamento di iper-controllo dell’alimentazione associato alla dipendenza da esercizio fisico.
Questo articolo fa parte del ciclo LE NUOVE DIPENDENZE:
- GAMBLING
- SHOPPING COMPULSIVO
- INTERNET ADDICTION
- CELLULARE ADDICTION
- WORK ADDICTION
- SESSO PATOLOGICO
- LOVE ADDICTION
- EXCERCISE ADDICTION
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