Mi sono arrivate molte richieste di spiegazioni sui più diversi disturbi psicologici. La parola fobia deriva dal greco, e precisamente Phobos era un Dio greco che era solito spaventare i suoi nemici. Normalmente le fobie sono catalogate come disturbi d’ansia. Per fobia si intende una paura sproporzionata rispetto all’oggetto o alla situazione. Spesso ne deriva un comportamento di evitamento, cioè di fuga dall’oggetto e dalla situazione. Secondo studi effettuati verso la fine degli anni ’90 il 7% degli uomini e il 16% delle donne durante la loro vita vanno incontro a periodi in cui soffrono di fobie specifiche. Le diverse tipologie sono state suddivise a seconda dello stimolo che determina la paura. Le più comuni sono: il sangue e le iniezioni, situazioni come aerei, ascensori, spazi chiusi, animali ed alcuni elementi naturali come l’altezza o l’acqua.
Alcune fobie possono avere delle cause organiche ma direi la quasi totalità dei casi trae le sue origini da comportamenti appresi durante la vita quotidiana.
Secondo la teoria cognitivo-comportamentale ci sono diverse modalità di apprendimento di una fobia, ma di fondamentale importanza sono le dinamiche sia relazionali che comportamentali che si sviluppano con la messa in atto di un comportamento fobico. Il nostro comportamento quasi mai è casuale, c’è il più delle volte un rinforzo positivo che fa sì che il comportamento si ripeta.
Vediamo un esempio in cui si può determinare una fobia: un uomo ha sviluppato la fobia dell’auto in conseguenza dell’aver assistito ad un incidente grave. La paura non è per la macchina ma è per l’idea che questa persona ha elaborato dell’incidente. L’aver paura della macchina gli permette di evitare di pensare al possibile incidente. Se poi l’ambiente circostante permetterà a questa persona di evitare sistematicamente di guidare o di prendere la macchina, la sua convinzione fobica si consoliderà di giorno in giorno concentrandosi esclusivamente sull’auto senza più ricordarsi dell’incidente. L’auto è diventa lo stimolo fobico da evitare. Questo è solo un piccolo esempio, e le modalità di sviluppo di una fobia possono essere tante, e determinate dalla casualità degli eventi.
Le strategie di intervento che sono state studiate negli ultimi decenni si sono rivelate molto efficaci e valide in poco tempo.
Il problema che bisogna affrontare non è solo lo stimo lo fobico ma anche le strategie di fuga\evitamento che ogni singolo soggetto mette in atto.
Le due tecniche più efficaci sono la Desensibilizzazione Sistematica e il Flooding.
La prima è un processo di progressivo avvicinamento allo stimolo fobico, riducendo gradualmente la paura ed utilizzando un apprendimento per approssimazioni successive. Per i casi più gravi il più delle volte si parte dalla semplice immaginazione dello stimolo fobico per poi gradatamente arrivare alla riduzione dell’evitamento. La desensibilizzazione avviene con l’aiuto di tecniche di rilassamento e soprattutto con la discussione delle idee e le convinzioni che stanno alla base del comportamento oltre all’analisi delle dinamiche comportamentali che si sono sviluppate in famiglia e nella vita quotidiana del soggetto.
Il Flooding consiste nell’esposizione all’oggetto fobico presentato con la sua massima intensità. Spesso questa tecnica è meno usata a causa del grave disagio che può creare, ma talvlolta come risorsa estrema, può essere molto efficace per permettere alla persona di rivalutare lo stimolo fobico dopo un’esperienza diretta così forte. Chiaramente anche il flooding deve essere supportato da precedenti e successivi colloqui che permettano una rielaborazione concreta e duratura del valore dello stimolo.
Molti di voi mi chiedono dell’uso dei farmaci. In casi come questo è molto comune l’uso di ansiolitici o tranquillanti con l’obiettivo di mettere in condizione il soggetto di affrontare lo stimolo fobico senza ansia. Nel caso delle fobie gli studi hanno dimostrato che molte persone, nel momento in cui non assumono più il farmaco, si ritrovano con le stesse paure. Sembra essere molto più efficace la Desensibilizzazione Sistematica accompagnata da rilassamento, proprio perché permette al soggetto di imparare gradualmente a sconfiggere la sua paura ed ha costruire idee e strategie di vita più efficaci.
BIBLIOGRAFIA
- Beck A. T., Emery G. – “L’ansia e le fobie” – Astrolabio, 1985.
- Clark D.M. Salkovskis P.M. – “Cognitive Therapy for panic attacks: Therapist’s manual” – Dep. Of Psychiatry University of Oxford, 1987.
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ciao a tutti!
sono una persona ansiosa da sempre,con gli anni sono riuscita a controllare la mia ansia, a non averne paura e a vivere serenamente..semplicemente guardandomi dentro e analizzandomi e razionalizzando!
ultimamente però ho due fobie che mi assillano. la prima è la paura di svenire in un luogo pubblico..probabilmente è la paura di perdere il controllo. la seconda è la paura delle allergie e di avere uno shok anafilattico..non ho nessun tipo di allergia che io sappia..però mi privo di mangiare determinati cibi e non parliamo dei medicinali!!
non credo di riuscire a superare questa cosa da sola…anche se mi voglio tanto impegnare perchè sono stufa di avere paura di tutto…….
Io ho paura di tante cose la prima e il fatto e che io non riesca a trovare a comunicare con un soggetto dello stesso sesso per la paura di essere omosessuale anche se con gli amici si scherza quasi sempre sull’argomento e uan cosa che io rifiuto è una paura che mi ha fatto nascere disprezzo per gli omosessuali una paura cge mi ha lasciato seri dubbi io so di cosa avrei bisogno di una ragazza e quando si presenta una situazione di paura io mi chiudo in me stesso per cercare di evitarla
ne ho talmente bisogno che spesso sempre la sogno ad occhi aperti ed è uan sensazione che placa la mia fobia omosessuale
non mi vesto da omosessuale mi guardo allo specchio e dentro di me ci vedo un uomo.avrei solo bisogno di afetto da parte di una ragazza
Io sono un ragazzo che si fissa su di un sogetto femminile mi fisso facendomi idee stupide ogni volta che una ragazza mi guarda negli occhi.
non e che io le cose le prenda alla leggera per la paura di affrontarle giorno dopo giorno costruendomele.
ho paura di non poter’provare affetto attrazione per uan ragazza specialmente in questo periodo che in me si è instaurata una ragazza che piace moltissimo a cui non so dire di no ma che a lei non frega niente.
a me se piace una ragazza anche a costo di farmi del’male per un non appagamento da parte di essa posso starci mesi e mesi chiudendomi sempre di più in un mondo che solo io mi sono creato.
ho un carattere chiuso ma sopratutto vorrei farla finita con questa mia ossessione nei confronti delle ragazze e nei confronti di me stesso vorei dire di no all’omosessualita come dovrei fare per farmi passare la mia ossessione ma sopratutto paura e incominciare a vivere