Il disturbo oppositivo provocatorio

Quando parliamo di Disturbo Oppositivo Provocatorio facciamo riferimento ad una modalità relazionale che evidenzia un comportamento ostile, negativistico, disobbediente e – appunto – provocatorio esercitato nei confronti delle figure dotate di autorità.

L’oppositività è evidenziata da frequenti litigi con gli adulti, l’evitamento teso a non soddisfare le loro richieste, una condizione emotiva di notevole irritabilità e collericità associata alla propensione avendicarsi per presunti torti ed alla disposizione ad accusare gli altri di avere compiuto sbagli, quando invece la persona responsabile è il soggetto stesso.Spesso il disturbo si manifesta in età scolare ed è associato adifficoltà a tranquillizzarsi, labilità emotiva, tendenza a compiereagiti piuttosto che a contenersi.

La diagnosi è giustificata soltanto laddove, considerato il livello di età, ci sia una notevole compromissione delle capacità sociali, scolastiche elavorative. Inoltre viene messo in luce dagli esperti come data l’età diinsorgenza, solitamente sia giusto essere cauti prima di formulare una diagnosiperché la personalità del bambino non è ancora strutturata.L’età di insorgenza prevalente è infatti attorno agli 8 anni.

A volte il disturbo ha caratteristiche di transitorietà, soprattutto se siinterviene presto ed adeguatamente. In genere la storia famigliare dei bambini conquesto disturbo è costellata da diverse difficoltà, tra le qualipossiamo segnalare il cambio frequente delle figure di accudimento, una situazionedi relazioni estremamente conflittuale, l’uso di pratiche educative estremamente rigide, o al contrario, piuttosto disorganizzate e distratte. La diagnosi differenzialeprivilegia l’indagine nell’area della iperattività, del disturbo della condottae del disturbo di apprendimento.

Il trattamento avviene mediante analisi del gioco, ristrutturazione cognitiva e trainig di problem solving rispetto alla possibilità di operare delle scelte piùadeguate di cui si può essere responsabili. A ciò si affiancanointerventi di sostegno e di terapia famigliare, al fine di costruire, se possibile unclima migliore per il bambino e soprattutto al fine di rendere esplicito il  significato che il comportamento del bambino ha all’interno delle dinamiche famigliari.Per Disturbo della Condotta intendiamo una condizione di comportamento e di relazioni persistenti per almeno 6 mesi nella quale le norme sociali sono sistematicamente violate:esistono vari sottotipi di comportamenti inquadrabili in questo disturbo: condotte aggressive che causano minaccia o danno agli altri, condotte non aggressive che causanoperdite della proprietà, frode o furto, grave violazione di regole. Di normala diagnosi non viene fatta se il soggetto ha più di 18 anni. Altri parametriche definoiscono la diagnosi sono l’età di esordio e la gravità.

Le persone con disturbo della Condotta manifestano scarsa empatia per i sentimentialtrui, mancanza di senso di colpa, tendenza ad interpretare le azioni degli altricome minacciose o sfavorevoli a loro stessi. A ciò si associa una deboleautostima, mascherata da un comportamento da “duri”, una scarsa tolleranzaalla frustrazione, esplosioni di rabbia, uso di sostanze e coinvolgimento in azioniillecite (furti, rapine ecc.). Spesso la storia scolastica è molto travagliatae contiene abbandoni ed espulsioni. Anche i tentativi di suicidio in questa categoriadi persone sono piuttosto frequenti. La diagnosi differenziale pone attenzioneall’ambiente del soggetto: non si può fare questa diagnosi se la personaproviene da zone di guerra o da luoghi nei quali è stata costretta a difendersiper sopravvivere; le aree indagate sono quelle dei disturbi dell’umore, del disturboantisociale, dell’episodio maniacale, del disturbo dell’adattamento, oltre che,naturalmente, del disturbo oppositivo provocatorio, e del ADDH. Il trattamento comprendela partecipazione a gruppi di terapia con soggetti che affrontano lo stesso problema macondotti da un trainer esperto, gruppi di confronto coi pari, programmi dicomunità, colloqui ed osservazioni individuali, formulazione di contrattiben precisi con la famiglia, terapia famigliare e consulenza psicoeducativa.

A ciò si possono inoltre associare momenti di terapia individuale, e, qualora i ragazzi siano entrati già nell’ambito del circuito penale, va valutata unaesperienza alternativa al carcere e di reinserimento sociale e lavorativo con eventualepratica di affido. La remissione del disturbo oppositivo provocatorio e del disturbodella condotta è abbastanza frequente con l’insorgere dell’età adulta: laprognosi è però peggiore quanto più l’esordio è precoce.

a cura del Dott. Fabio Gherardelli, Reggio Emilia

Bibliografia:
Anchisi R., Gambetto D.M., Moderato P. Analisi e terapia del comportamento nell’infanzia e nell’adolescenza Cortina 1996
Capozzi F. Lavoro terapeutico e follow-up ambulatoriale in Neuropsichiatria dello sviluppo “I Care” n 3, pp. 94-102
De Leo G. La devianza minorile Nuova Italia Scientifica 1990
Goldstein A.P., Glick B. Stop all’aggressività Erickson 1990
Fiorenza A., Nardone G. L’intervento strategico nei contesti educativi Giuffrè 1995
Meazzini P. La conduzione in classe Giunti e Barbera 1978

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1 comment to Il disturbo oppositivo provocatorio

  • Giulia

    Da educatrice mi rapporto ogni giorno con un bambino di 10 anni con questa diagnosi.
    E’ stato allontanato dai genitori ed inserito in comunià.
    Si è mostrato fin dai primi giorni molto oppositivo e aggressivo verso gli adulti.
    Nella quotidianitàcoem fare a livello pratico per aiutarlo???
    Spesso evitiamo di dedicargli attenzione nel momento in cui mette in atto comportamneti provocatori per evitare che si senta al centro dell’attenzione e aumenti la sua reazione all’autorità adulta.
    Poi si cerca di puntare sulle sue capacità e interessi per investire la sua energia su cose buone che lo rendano partecipe in prima persona in progetti utili anche agl altri ospiti.
    Si fatica molto però perchè diventa intrattabile e aggressivo generando fatiche e stress negli adulti di riferimento che spesso si sentono incapaci.
    Avete consigli pratici da darci ?? Grazie

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