La parola mobbing, ideata dal Prof. Heinz Leymann, deriva dal verbo inglese, to mob: ledere.
La definizione di Mobbing stilata dalla Commissione sul Mobbing nella Pubblica Amministrazione, Ministero della Funzione Pubblica: “Atti, atteggiamenti o comportamenti di violenza morale o psichica in occasione di lavoro, ripetuti nel tempo in modo sistematico o abituale, che portano a un degrado delle condizioni di lavoro, idoneo a compromettere la salute e la professionalità o la dignità del lavoratore”. Il Mobbing è una patologia sociale che si origina da un processo distruttivo della persona che nasce da comunicazioni e anche da comportamenti ostili che possono essere palesi e nascosti. Solitamente, avviene tra lavoratori sul posto di lavoro. I motivi possono essere molteplici: invidie, noia, gelosie, disorganizzazione lavorative con carenze di regole e relativo carico di stress, e così via. Iniziano delle aggressioni per lo più di genere psicologico, da parte di colleghi e/o superiori gerarchici che hanno come bersaglio delle vittime designate. L’azione del Mobbing, che si pone come fatto grave lesivo dei diritti del singolo lavoratore, danneggia l’azienda per una ridotta efficienza e produttività e nuoce all’equilibrio sociale per le conseguenze sul piano sanitario ed assistenziale, che inevitabilmente comporta. La cosa più grave che si verifica durante tutto il processo del Mobbing non è tanto l’esistenza di chi non rispetta leggi, norme, dignità e vita umana sui luoghi di lavoro, quanto la presenza di chi, con i propri atteggiamenti e le proprie scelte, favorisce il processo diventando terreno fertile su cui prosperano le aggressioni e le violenze psicologiche sui lavoratori.
Secondo i dati ufficiali, in Italia oggi soffrono di Mobbing, ossia di violenza psicologica e vessazioni sui luoghi di lavoro, circa 1,5 milioni di lavoratori, mentre il numero di persone in qualche modo coinvolte nel fenomeno in quanto familiari o amici delle “vittime” si attesta intorno ai 5 milioni. I risultati consolidati di diverse ricerche hanno dimostrato che il Mobbing può portare fino all’invalidità psicologica, definita come malattia professionale. Il fenomeno Mobbing, quindi, in riferimento ai dati sin ora certi, è una delle emergenze nazionali del mondo del lavoro con evidenti ed inquietanti ricadute sociali anche in termini di incidenza sulla spesa pubblica: pensiamo ad esempio ai prepensionamenti o peggio ancora alle dimissioni forzate o alla necessità delle prestazioni, per le vittime di Mobbing, della già oberata struttura sanitaria nazionale o il massiccio ricorso al contenzioso giudiziario. Nessuno conosce poi le caratteristiche individuali dei mobbizzati meglio dei mobbizzati stessi e in pochi utilizzano pienamente questo importantissimo flusso di dati qualitativi e quantitativi; le loro esigenze non sono conosciute che superficialmente, in quanto preferiscono alle strutture esistenti sul territorio un modo più anonimo per potersi esprimere.
a cura del Dott. Fabio Gherardelli, Reggio Emilia
| Bibliografia: | |||
| • | Bargagna M., Busnelli F.D. | La valutazione del danno alla salute | Cedam, Padova 1995 |
| • | Carrettin S., Recupero N. | Il mobbing in Italia: terrorismo psicologico nei rapporti di lavoro | Edizioni Dedalo, Bari, 2001 |
| • | De Polo M. | Mobbing: quando la prevenzione è intervento. Aspetti giuridici e psicosociali del fenomeno | FrancoAngeli, Milano, 2003 |
| • | Ege H. | Stress e Mobbing | Pitagora Editrice, Bologna, 1998 |
| • | Gilioli A., Gilioli R. | Cattivi Capi, Cattivi Colleghi | Mondadori, Milano, 2000 |
| • | Maier E. | Il mobbing e lo stress organizzativo | Società Editrice Il Ponte Vecchio, Cesena, 2002 |
| • | Monasteri P.G., Bona M., Oliva U. | Mobbing | 2000 |
| • | Vessazioni sul lavoro | Giuffrè, Milano | |
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