I tic sono dei movimenti o delle vocalizzazioni improvvise, ricorrenti, rapide e stereotipate, che la persona produce in maniera involontaria e che, per un certo periodo, può riuscire a tenere sotto controllo.
I tic motori possono essere esemplificati da ammiccamenti, torsioni del collo, alzate di spalle, smorfie del viso; sono invece tic vocali il raschiarsi la gola, tirare su col naso, grugnire, ripetere parole o frasi fuori da un contesto (coprolalia, ecolalia, palilalia).
Il disturbo da tic può essere cronico oppure transitorio; in genere la sua insorgenza è comunque associata a particolare condizione di stress sia fisico che sociale. Un particolare disturbo molto raro compreso in questa categoria è la Sindrome di Gilles De la Tourette: essa interessa una popolazione che per età è inferiore ai 18 anni, presenta sia tic motori che tic vocali.
La diagnosi è giustificabile solo se la presenza dei tic altera significativamente la vita sociale e lavorativa della persona che ne è portatrice, inoltre, il tic deve essere presente con una frequenza di tre mesi ininterrotti e durare più di un anno. I sintomi iniziali possono essere protrusione della lingua, accovacciarsi, balbettii, coprolalia. Spesso questo disturbo è associato ad iperattività, ossessioni e compulsioni.
La diagnosi differenziale è piuttosto complessa e deve escludere alcune condizioni mediche generali, gli effetti diretti di una sostanza o di un farmaco, la presenza di Disturbo da Movimenti stereotipati o da Disturbi generalizzati dello Sviluppo, oltre che dalle forme più gravi di Schizofrenia. Il trattamento del disturbo da tic avviene sia mediante l’uso di terapia farmacologica (ansiolitici ed antidepressivi) sia mediante il ricorso alle varie forme di rilassamento disponibili. La messa a proprio agio della persona in una atmosfera non giudicante e di tranquillità favorisce la remissione dei tic e prelude la possibilità di accedere a livelli di elaborazione che rinuncino ad utilizzare una somatizzazionecosì evidente del disagio.
Ovviamente sarà parte del trattamento raccogliere dati sulla situazione familiare, lavorativa ed affettiva del soggetto, al fine di valutare le circostanze in cui i tic si manifestano, intervenendo sul sistema individuo-rete socioaffettiva. Infine se il soggetto riesce ad individuare una gerarchia di stimoli ansiogeni che preludono l’esacerbarsi dei tic, si può preparare un eventuale intervento di desensibilizzazione sistematica di natura più squisitamente comportamentale. L’esito positivo associato al rilassamento, fornirà il materiale per una sucessiva ristrutturazione del problema sia in termini cognitivi che emotivi.
a cura del Dott. Fabio Gherardelli, Reggio Emilia
Bibliografia
| • | Nardone G. | Non c’è notte che non veda il giorno | Ponte Alle Grazie 2003 |
| • | Tagore R. | Piccolo breviario per affrontare la paura | Gribaudi 1987 |
| • | Gordon D., Meyers-Anderson M. | La psicoterapia ericksoniana | Astrolabio 1984 |
| • | Loriedo C., Nardone G., Watzlawick P., Zeig J. K. | Strategie e stratagemmi della psicoterapia | Franco Angeli 2002 |
| • | Kandel E.R., Scharwtz J.H., Jessel T.M. | Principi di Neuroscienze | Ambrosiana 1994 |
| • | Bandler R., Grinder J. | Ipnosi e trasformazione | Astrolabio 1983 |
| • | Erickson M. | La mia voce ti accompagnerà | Astrolabio 1983 |
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