Il tempo della modernità è quello del ritmo veloce, ci conduce nella routine a fare tutto rapidamente: il modo in cui affrontiamo la giornata è frenetico. Quando però dobbiamo riflettere su qualcosa, o vogliamo essere creativi, dobbiamo rallentare, prenderci tempo.. forse anche perderlo!
Il modo in cui stiamo nel mondo, correndo da un luogo all’altro, da un’attività all’altra, ci impedisce di osservare e gustare fino in fondo dove siamo e chi siamo. Quando rallentiamo, è come se lo spazio intorno a noi si dilatasse, offrendoci nuove prospettive.
Anche il ritmo del pensiero produce effetti differenti: il pensiero veloce è lineare, logico, razionale e porta a soluzioni quasi predefinite. Il pensiero lento, libero da pressioni è caotico, creativo e porta a sorprendenti intuizioni. Si dice che quando insegnava alla Princeton University, Einstein trascorresse molte ore nel suo ufficio a guardare il soffitto!
Alcune indagini rilevano che le persone abituate a vivere secondo ritmi serrati e con infiniti programmi, non riescono a rallentare nemmeno in periodi di riposo; il livello di ansia si mantiene, come in uno stato di continua allerta.
Ognuno di noi può compiere una piccola rivoluzione educandosi a rallentare; questo si traduce nel ridurre gli impegni, ma anche eliminando gli appuntamenti abitudinari. È bello poter lasciare spazio al riposo, all’immaginazione, al sogno. Trovare lo spazio e il tempo per porsi delle domande significa mettersi al centro, prendendo le giuste distanze dal fare, produrre, realizzare.
Viviamo la maggior parte delle nostra vita con l’ansia del futuro, con la paura di non riuscire a fare questo o quello, proiettati nella dimensione dell’aspettativa. Il resto del tempo lo trascorriamo con la nostalgia di chi non può recuperare il tempo perso. Vivere con lentezza significa diventare consapevoli di ogni gesto nel qui e ora.
La filosofia è una disciplina lenta … ce lo insegna anche Henry David Thoreau attraverso i suoi scritti: nel libro “La vita nei boschi” ci racconta di come ha trascorso due anni sulle rive di un lago, coltivando, pensando e godendo di quel momento. Nel libro “Camminare”, Thoreau ci ricorda che la natura dell’uomo è quella di andare “a pochi chilometri all’ora”, e che solo rispettando la nostra natura possiamo cogliere tutto con facilità, con sguardo limpido e chiarezza di pensiero.
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Sto pensando a quante volte quando devo affrontare con le insegnanti i temi relativi all’apprendimento, mi trovo ad elogiare i bambini definiti lenti. In genere sono riflessivi er niente ansiosi e con una loro filosofia di vita. Li difendo sempre, anche se gli adulti perdono il senso del fare e lo sovrappongono con quello dello “strafare”. Siamo ancora fermi alle note date a casa per stimolare i famigliari a collaborare con la scuola….
solo vivendo con lentezza si entra in cxontatto con la parte piu’ profonda di sè.