Per molti l’ipnosi non esiste, oppure è una cosa che può essere fatta solo con persone deboli e quindi facilmente manipolabili, può spaventare e spesso si pensa che possa essere pericolosa.
Milton Erickson fu più di chiunque altro un pioniere nell’impiego dell’ipnosi a scopo clinico. Per lui ipnosi significava concentrarsi sui propri pensieri, valori, ricordi e conoscenze riguardo alla vita. Erickson era convinto che le risorse ci sono potenzialmente disponibili per il semplice fatto di essere vivi, e che il compito del terapeuta consiste unicamente nell’aiutare il cliente a massimizzare queste risorse. La psicoterapia ipnotica rappresenta il processo mediante il quale aiutiamo le persone a utilizzare le loro associazioni mentali, ricordi e potenzialità vitali per raggiungere il proprio scopo terapeutico o progetto interiore di cambiamento.
L’ipnosi è un mezzo che permette all’individuo di imparare di più su se stesso, di conoscere le sue capacità e di potersi esprimere ed apparire in modo più adatto e conveniente. Infatti spesso la suggestione ipnotica può facilitare l’utilizzazione di capacità e potenzialità che esistono già in una persona ma che rimangono inutilizzate o sottosviluppate per mancanza di esercizio o perché non comprese.
Il terapeuta esaminerà attentamente l’individualità del paziente, per accertare, tra ciò che questi ha appreso dalla vita, quali esperienze o abilità mentali sono disponibili per affrontare il problema. Quindi facilita un approccio all’esperienza della trance in cui il paziente può utilizzare queste risposte assolutamente personali per raggiungere fini terapeutici.
Per Erickson il conscio è la parte più debole. E’ di vitale importanza riuscire a stimolare i processi inconsci a funzionare autonomamente, facilitando la scoperta dei propri significati, realtà interne e esplorazione di sé stessi. Questo momento creativo permette al paziente di scoprire da solo ciò che deve fare e credere. L’inconscio è l’insieme delle esperienze, delle cose apprese e degli atteggiamenti della persona, è proprio all’inconscio che il terapeuta si rivolge in ipnosi.
Erickson diceva: “Posso suggerire un numero qualsiasi di cose, ma lo scopo delle mie suggestioni è di permettere al tuo inconscio di scoprire la propria gamma di possibilità” La psicoterapia ipnotica costituisce un intervento breve perché accompagna la persona verso il raggiungimento del proprio obiettivo che come tale può essere determinato e quindi avere una scadenza; può essere paragonata ad un’impalcatura, indispensabile per costruire una casa, ma di cui non ce n’è più bisogno quando la costruzione è terminata.
L’ipnosi deriva da processi e funzioni insiti nella persona stessa, essa è un tipo particolare ma normale di comportamento, in essa non è importante ciò che il terapeuta dice ma ciò che il paziente sente.
L’ipnosi esiste, le persone facilmente ipnotizzabili sono persone creative e la stessa ipnosi costituisce un processo creativo, tramite un buon rapporto di fiducia col terapeuta il paziente può avere nella psicoterapia ipnotica un utile aiuto al cambiamento.
a cura del Dott. Fabio Gherardelli, Reggio Emilia
| Bibliografia: | |||
| • | Bandler R., Grinder J. | La metamorfosi terapeutica | Astrolabio 1980 |
| • | Bandler R., Grinder J. | I modelli della tecnica ipnotica di Milton Erickson | Astrolabio 1985 |
| • | Mosconi G. | Teoretica e pratica della psicoterapia ipnotica | Franco Angeli 1998 |
| • | Erickson M. | La mia voce ti accompagnerà | Astrolabio 1983 |
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