La tecnica ipnotica

Consideriamo l’ipnosi un processo mediante il quale aiutiamo le persone a utilizzare le loro associazioni mentali, ricordi e potenzialità vitali per raggiungere il proprio scopo terapeutico.

La suggestione ipnotica può facilitare l’utilizzazione di capacità e potenzialità che esistono già in una persona ma che rimangono inutilizzate o sottosviluppate per mancanza di esercizio o perché non comprese.

La fase iniziale del lavoro ipnoterapeutico consiste in un attento periodo di osservazione e preparazione. Inizialmente il fattore più importante in ogni incontro terapeutico è stabilire un rapporto solido, vale a dire una sensazione positiva di comprensione e mutuo rispetto tra terapeuta e paziente. Il rapporto è il mezzo attraverso il quale terapeuta e paziente si assicurano attenzione reciproca.

La trance terapeutica è un periodo durante il quale i limiti dei propri abituali schemi e credenze sono temporaneamente alterati, così che il soggetto può essere ricettivo ad altri modelli di funzionamento che tendono alla soluzione di problemi. Si tratta di una esperienza personale attraverso la quale il terapeuta aiuta i pazienti a trovare le proprie strade individuali.

Inizialmente il processo ipnotico è rappresentato dalla fissazione dell’attenzione, in passato il terapeuta chiedeva al paziente di fissare un punto esterno come la fiamma di una candela, o una luce intensa, ecc. Oggi risulta più efficace aiutare il paziente a focalizzare l’attenzione sul proprio corpo e sull’esperienza interna, infatti, qualunque cosa che affascini o catturi o assorba una persona può essere descritta come ipnotica.

Successivamente si assiste al depotenziamento delle abituali strutture di riferimento e dei sistemi di credenze. Durante questi momenti la coscienza è stata distratta e può avviarsi uno stato di coscienza alterato descritto come trance o ipnosi. Questa interruzione temporanea della consapevolezza facilita il presentarsi di nuove soluzioni e atteggiamenti.

Quello che avviene successivamente viene chiamato ricerca inconscia e si tratta di una soluzione di un problema che permette di riorganizzare la situazione da un punto di vista differente. Metafore e analogie sono esempi di forme di suggestione indiretta che aiutano i pazienti ad aggirare i loro limiti appresi in modo da essere in grado di fare molto di più di quanto possono fare di solito.

La conclusione del processo è quella che viene chiamata risposta ipnotica e cioè il naturale risultato della ricerca dei processi inconsci avviati dal terapeuta. Il paziente potrà utilizzare le proprie capacità in modo congruente con le sue esperienze di vita. L’ipnosi non altera la persona, non altera neppure la sua esperienza di vita passata. Serve a permetterle di imparare di più su se stessa e ad esprimersi più adeguatamente.

Per quanto la psicoterapia ipnotica sia clinicamente definita come “breve”, non esiste un tempo preciso per ottenere i primi risultati per quella infinita presenza di variabili che si manifestano. Con poche sedute, in casi particolari, si potrebbe abolire il sintomo, ma la soluzione della problematica richiede il suo tempo che verrà manifestato al momento più opportuno al paziente dalla sua stessa mente inconscia.

È difficile diventare buoni ipnotisti se non si è vissuta in prima persona l’esperienza della trance. È essenziale quindi “sottoporsi” all’ipnosi addirittura prima di cominciare a provare le induzioni. Non c’è niente di più illuminante dell’esperienza per capire di cosa si stia parlando quando ci si riferisce all’ipnosi.

a cura del Dott. Enrico Vellani

Bibliografia:
Del Castello E., Casilli C. L’induzione ipnotica. Franco Angeli, Milano 2007
Erickson M.H., Rossi E. L’ipnoterapia. Astrolabio, Roma 1982
Erickson M.H., Rossi E. L’esperienza dell’ipnosi. Astrolabio, Roma 1981
Mosconi G. Ipnosi neo-ericksoniana: la psicoterapia e il training ipnotico. Franco Angeli, Milano 2008

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