Con “Fobia specifica” si intende una paura marcata e persistente nei confronti di oggetti o situazioni circoscritte (= stimolo fobico). Quando ci si trova in presenza dello stimolo fobico, o quando ci si aspetta di affrontarlo si manifesta un’ immediata reazione ansiosa(aumento battito cardiaco e dispnea) che è riconosciuta come irrazionale o eccessiva da chi la sperimenta. Il livello dell’ansia o della paura possono variare in relazione alla vicinanza/lontananza dello stimolo fobico ed alla limitazione/possibilità ad allontanarsene (ad esempio se una persona ha paura di prendere l’ascensore la paura si intensificherà quando si troverà in mezzo tra i due piani e decrescerà quando si apriranno le porte al piano successivo.) Solitamente proprio perché l’ansia si manifesta già al pensiero di affrontare lo stimolo fobico, le persone tendono ad evitare le situazioni in cui potrebbero venirne in contatto. Se ciò non può essere evitato si sforzano di sopportare la situazione sebbene il costo sia provare ansia intensa.
L’oggetto della paura, a livello cognitivo, può anche non necessariamente essere lo stimolo fobico in sé ma la previsione di un danno collegato all’oggetto o alla situazione: la fobia dei cani può essere la paura di essere morso o la fobia di prendere un aereo si può esprimere come preoccupazione che l’aereo precipiti, la fobia del sangue speso si manifesta come preoccupazione di svenire.
Perché si possa parlare di fobia specifica è necessario che la paura sia irragionevole, il contesto è determinante in questo senso, avere paura di essere colpiti da un proiettile all’interno di un’area di caccia, magari all’imbrunire non può certo essere considerata una fobia specifica.
La letteratura internazionale riconosce 4 sottotipi:
- Tipo animali. Fobia dei ragni, fobia degli uccelli o fobia dei piccioni, fobia degli insetti, fobia dei cani, fobia dei gatti, fobia dei topi, ecc… ;
- Tipo ambiente naturale. Fobia dei temporali, fobia delle altezze, fobia del buio, fobia dell’acqua, ecc… ;
- Tipo sangue-iniezioni-ferite. Fobia del sangue, fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc… . In generale, la paura viene provocata dalla vista di sangue o di una ferita o dal ricevere un’iniezione o altre procedure mediche invasive;
- Tipo situazionale. Nei casi in cui la paura è provocata da una situazione specifica, come trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, volare, guidare oppure luoghi chiusi.
Nonostante l’elevato numero di soggetti con fobia specifica, poche persone giungono in trattamento poiché vivono con ineluttabilità le situazioni in cui si trovano faccia a faccia con lo stimolo fobico e poiché nella maggior parte delle situazioni riescono ad evitare di aver a che fare con l’oggetto della loro paura. I fobici considerano il sottrarsi da tutte quelle situazioni che li porterebbero a sperimentare l’angoscia un successo e ciò rappresenta anche la ricompensa che conduce al consolidamento del comportamento di evitamento. Esempio: chi ha paura dell’ascensore farà sempre le scale a piedi, evitando di mettersi in condizione di aver paura, ma in questo modo contribuisce , di fatto a mantenere il problema, non cercando attivamente altre soluzioni. Solitamente i fobici arrivano in terapia quando l’oggetto della loro paura non può essere evitato (ad esempio se si ha paura di guidare e ci si deve spostare spesso per lavoro).
Ma come hanno origine le fobie?
Attraverso l’apprendimento:uno stimolo in grado di provocare una reazione di paura (detto anche stimolo incondizionato) si associa, spesso casualmente , con uno stimolo precedentemente neutro e lo condiziona, facendolo diventare uno stimolo fobico. La generalizzazione dello stimolo è un fenomeno che si verifica quando una paura consolidata per un dato oggetto o situazione si trasmette anche a oggetti o situazioni che per certi aspetti lo richiamano.
La psicoterapia delle fobie è una terapia breve ( entro i 3-4 mesi) e si basa essenzialmente su tecniche di esposizione graduata agli stimoli temuti. Per prima cosa vengono insegnate al paziente delle strategie di rilassamento. Successivamente viene costruita una gerarchia degli stimoli. Il paziente viene avvicinato in modo progressivo agli stimoli che innescano la paura, partendo da quelli più lontani dall’oggetto o situazione centrale (es. l’immagine di una siringa per un fobico tipo sangue iniezioni) utilizzando le strategie di rilassamento precedentemente apprese. Il contatto con tali stimoli viene mantenuto finché non subentra l’abitudine ed essi non generano più ansia. Solo a tal punto si procede all’esposizione ad uno stimolo leggermente più ansiogeno. In questo modo, nell’arco di poche settimane, si riesce a salire nella gerarchia fino ad arrivare ad esposizioni molto più forti, senza suscitare mai troppa ansia nel soggetto e ripetendo ogni esercizio finché l’ansia non scompare.
Sara Pezzola
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Buongiorno,vorrei sapere se esiste una cura per la fobia sui pennuti, ho 40 anni e ne sofro da quando ho memoria!! Grazie
Cara Imma,
ti confermo che esiste una terapia specifica per la fobia dei pennuti,in linea generale l’intervento è quello descritto nell’ultimo paragagrafo con caratterrestiche specifiche per quel tipo di fobia.
Ad esempio la gerarchia degli stimoli viene costruita sulla base della tua esperienza personale da ciò che ti provoca meno disagio (ad esempio la rappresentazione di un pennuto tramite fotografia od anche solo un disegno) fino ad arrivare al disagio massimo. Dal livello più basso si parte e si procede passando al livello successivo solo quando tu ti sentirai pronta.
Salve, vorrei sapere come si chiama la paura del numero 3.
Grazie.