Cos’è un evento traumatico?
Secondo la definizione più esatta, è la natura dell’evento ad essere traumatica. Questo a volte, porta ad una mancanza di chiarezza con i clinici, che, ispirandosi a modelli obsoleti sullo stress psicologico, utilizzano la parola “trauma” per descrivere le reazioni ad un evento.
All’inizio si pensava che gli eventi considerati traumatici fossero quelli al di fuori dell’abituale esperienza umana che sarebbero evidentemente stressanti per quasi tutte le persone. Per esempio una reale minaccia alla vita o all’incolumità fisica del paziente, una reale minaccia o danno ai figli, al coniuge o ad altri parenti stretti o amici, distruzione improvvisa della casa o della comunità, vedere un’altra persona ferita o uccisa in un incidente o in un’aggressione.
È molto importante tenere conto delle diverse modalità individuali di interpretare gli eventi.
Quando gli individui vengono minacciati, possono reagire con emozioni molto intense; queste rappresentano meccanismi naturali e fortemente strutturati. Normalmente i soggetti possono trascorrere qualche brutta nottata o pensare intensamente cosa è accaduto a loro, ma, di solito, l’ansia e l’angoscia svaniscono quando si rendono conto che la minaccia non esiste più. Invece, se la minaccia è stata molto imponente e le reazioni iniziali eccessive, i traumatizzati vanno incontro ad altri problemi.
Spesso iniziano ad evitare situazioni potenzialmente pericolose tenendosi lontani a stimoli temuti, per sottrarsi ad ulteriori danni; in altre parole non avviene il normale adattamento all’ansia. Questo interferisce con la normale elaborazione emozionale delle reazioni agli eventi stressanti. Inoltre possono comparire evidenti difficoltà della concentrazione e della memoria, incapacità di rilassarsi, impulsività, ansia, depressione e soprattutto un certo “obnubilamento” psichico.
Le attività che precedentemente erano le preferite perdono il loro interesse. Vi è un senso di estraneamento dagli altri e dalle cose mondane e, se l’evento traumatico è stato vissuto con altre persone, un terribile senso di colpa per essere sopravissuto ai compagni di sventura che vi hanno perso la vita.
Quanto all’esperienza traumatica in sé, la persona ha grande difficoltà a togliersela dalla mente. Comuni sono i “flashback” che sono ricordi vividi e intrusivi dell’evento penoso, incubi ricorrenti e sogni dell’evento stesso.
| Bibliografia: | |||
| • | Ledoux J. | Il cervello emotivo: alle origini delle emozioni | Milano 2003 |
| • | Atti del Ciclo di Seminari | Le Psicoterapie brevi | Modena 2005 |
| • | Kandel E.R., Scharwtz J.H., Jessel T.M. | Principi di Neuroscienze | Ambrosiana 1994 |
| • | Birbaumer N. | Psicofisiologia clinica | Imprimitur 1996 |
| • | Goleman D. | L’intelligenza emotiva | Superpocket 2000 |
| • | Mosconi G. | Questa è l’ipnosi | Firenze Atheneum 2002 |
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