Erikson, ha rivoluzionato l’uso e la considerazione dell’ipnosi, considerandola come spontanea condizione di alterazione della coscienza.
La pratica ericksoniana descrive l’ipnosi quella stato modificato di coscienza, talvolta spontaneo, altre volte provocato, che avviene nell’uomo.
Tale modifica di coscienza è il mezzo che ci consente di avviare un allacciamento con la parte più profonda, che determina e influenza aspetti del nostro comportamento.
È all’interno di questo stato alterato di coscienza, che è possibile guidare e mandare dei messaggi analogici al nostro inconscio.
Quindi esiste una sostanziale differenza tra ipnosi e psicoterapia ipnotica.
L’ipnosi è intesa come condizione mentale all’interno della quale è possibile comunicare con il nostro inconscio dare avvio al processo psicoterapeutico.
La psicoterapia ipnotica è invece, un procedimento comunicativo, vale a dire la parola e il suo particolare uso, che si determina ad un livello inconscio.
È possibile comunicare con la nostra mente inconscia, comunicazione che risulta dificile con l’utilizzo di un linguaggio razionale.
Secondo Erickson, la nostra mente inconscia è un ricco serbatoio di risorse, dove si sono depositati negli anni tutto ciò che abbiamo esperito nel corso della nostra vita, anche senza rendercene conto.
Diceva proprio Erickson che “la mente inconscia è il deposito di tutte le esperienze della personalità, delle cose apprese dala personalità e dagli atteggiamentei della personalità” e specificava che tale deposito, può essere alla base di determinati processi di guarigione sia nel campo organico, e soprtattutto, in quello psichico.
La nostra individualità rimane in gran parte inconscia e sconosciuta. Erikson ha ragione quando sostiene: “E’ molto importante che le persone sappiano che il loro inconscio è più intelligente di loro. Nell’ inconscio c’è una maggior ricchezza di materiale accumulato”.
Spesso i pazienti hanno difficoltà perchè la programmazione conscia ha limitato le loro capacità inconscie.
Il fine della psicoterapia ipnotica è quello di spezzare le limitazioni degli atteggiamenti coscienti per lasciare che sia il materiale inconscio ha risolvere il problema.
Siamo quindi portatori di molte più risorse di quelle che pensiamo possedere, e spesso sono proprio i nostri ragionamenti razionali, i nostri timori, che ci impediscono che tali risorse possano sbocciare.
| Bibliografia: | |||
| • | Mosconi G. | Questa è l’ipnosi | MEF, Firenze 2002 |
| • | Erickson M. | Tecniche di suggestione ipnotica | Astrolabio, Roma 1979 |
| • | Erickson M. | Opere | Astrolabio, Roma 1983 |
| • | Hellenberger H. | La scoperta dell’inconscio | Boringhieri, Torino 1972 |
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