Tra i cinque sensi, l’olfatto è forse considerato il meno nobile e il più trascurabile in ordine di importanza. Pochi sanno che le nostre capacità olfattive sono così raffinate da influenzare addirittura le nostre interazioni sociali, che sono determinanti nel consentirci di evitare pericoli, come individuare il cibo avariato, la presenza di gas velenosi o addirittura la vicinanza ad un estraneo (un tempo motivo di minaccia) e di condizionare la scelta nelle nostre preferenze sessuali.
Curiosi i risultati ottenuti da Lundstrom e colleghi in una ricerca del 2007 che sfruttando una tecnica di visualizzazione cerebrale hanno tentato di esaminare il modo attraverso cui il cervello reagisce agli odori corporei. Nei soggetti invitati ad annusare l’odore di un estraneo si rilevava un’attivazione dell’amigdala e dell’insula che tra le altre emozioni elaborano la paura e il disgusto. Quando invece si sottoponeva ai soggetti l’odore di un amico si notava una risposta nella corteccia retrospinale, area in cui viene codificata la sensazione di familiarità.
I neuroni che trasmettono gli odori dal naso al bulbo olfattivo nel cervello hanno infatti degli stretti collegamenti con le parti più antiche e primitive del cervello: il sistema limbico è un’area che comprende la già citata amigdala, che governa le emozioni più arcaiche come l’aggressività e la paura e l’ippocampo che controlla l’acquisizione dei ricordi. Gli odori sono in grado di evocare ricordi, luoghi in cui siamo stati o esperienze che abbiamo vissuto.
A seconda della valenza positiva o negativa di queste esperienze l’odore che le evoca può suscitare sensazioni spiacevoli di disagio e paura o provocare emozioni di gioia e benessere. Partendo da queste osservazioni lo psichiatra Pesach Linchtenberg e la sua equipe dell’ospedale “Herzog” e della Hadassah Medical School della Hebrew University di Gerusalemme, hanno messo a punto una tecnica terapeutica per il disturbo da stress post-traumatico causato da esperienze di guerra. I pazienti traumatizzati sono stati sottoposti a sessioni di ipnosi durante le quali hanno appreso ad associare un profumo gradevole con sensazioni di sicurezza e autocontrollo. Una volta consolidata questa risposta condizionata i soggetti sono stati riesposti agli stimoli olfattivi precedentemente associati alle traumatiche esperienze vissute in guerra, per desensibilizzarli. I risultati dopo 6 e 12 mesi sono stati incoraggianti. Si è potuta notare infatti una diminuzione di ansia, flash-back e stati dissociativi indotti dagli odori.
All’alba del suo tempo l’uomo odorava il mondo da buon animale e orientava il suo comportamento in funzione di ciò che il suo naso gli suggeriva.
La società attuale sembra avere dimenticato il ruolo dell’olfatto nella vita di tutti i giorni. Eppure se ci pensiamo attentamente, dall’alto della nostra umana modernità quante volte ci siamo ritrovati ad affidarci al caro “naso” nelle nostre scelte?
| Bibliografia: | |||
| • | Cro, F. | L’odore del trauma | Mente e Cervello N°56, Anno VII, Agosto 2009 |
| • | Glausiusz, G. | Il potere segreto degli odori | Mente e Cervello N°56, Anno VII, Agosto 2009 |
Nessun articolo correlato.


