Ossessioni nell’infanzia e nell’adolescenza

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) attualmente è considerato e catalogato tra i disturbi d’ansia, ma probabilmente in futuro verrà inserito in una nuova categoria, definita “Spettro Ossessivo-Compulsivo”, insieme ad altre patologie quali: Tic, Disturbi del Comportamento Alimentare, Tricotillomania, Ipocondria, Gioco d’azzardo patologico, Cleptomania …

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo si presenta con caratteristiche simili sia negli adulti che nei bambini e adolescenti.

Le ossessioni sono idee, pensieri, o immagini che irrompono nella mente della persona, causando ansia intensa. La persona, anche se riconosce che i pensieri provengono dalla propria mente e che sono irragionevoli, ha la sensazione che non siano sotto il suo controllo. A differenza degli adulti, però, i bambini non sempre riconoscono l’irragionevolezza delle ossessioni.

Le compulsioni (o rituali o cerimoniali) sono dei comportamenti o gesti ripetitivi (lavarsi, controllare, mettere in ordine) o delle azioni mentali (per es. contare, ripetere mentalmente delle parole o dei numeri, dire delle preghiere) che la persona esegue in modo molto preciso e stereotipato per attenuare l’ansia provocata dalle ossessioni. Spesso si crea un circolo vizioso per cui il costante ripetersi del cerimoniale provoca un progressivo aumento di tensione, che può diventare così intollerabile da costringere la persona a compiere ulteriori compulsioni.

In base ai sintomi si possono distinguere quattro sottocategorie di Disturbo Ossessivo Compulsivo:

  1. Ossessioni aggressive, sessuali, religiose, compulsioni di controllo;
  2. Ossessioni e compulsioni di simmetria e di ordine;
  3. Ossessioni su sporco e contaminazioni, rituali di lavaggio;
  4. Ossessioni e compulsioni di accumulo.

Dal punto di vista statistico le ossessioni di ordine e simmetria sono più frequenti nei maschi e quelle di pulizia e contaminazione nelle femmine.

Per quanto riguarda il Disturbo Ossessivo Compulsivo nella popolazione infantile, si possono delineare le seguenti caratteristiche:

  • L’esordio avviene generalmente intorno ai 9-11 anni, anche se già verso i 6 anni i bambini possono manifestare dei segni tipici del disturbo.
  • Secondo le stime ufficiali, il disturbo riguarda il 2-3% della popolazione infantile, con una preponderanza di maschi; l’esordio può avvenire in concomitanza di alcuni eventi stressanti, come: l’inizio della scuola, bocciature, separazione dei genitori.
  • I sintomi del DOC negli adolescenti sono gli stessi che negli adulti e tendono a rimanere stabili nel tempo. Però un trattamento mirato e intrapreso durante l’adolescenza tende a migliorare la prognosi.

Le ossessioni più comuni negli adolescenti riguardano per io 35%  la paura della contaminazione e per il 30%  la paura di far male a se stessi

o ad altri componenti della famiglia. Questi tipi di paure sono più frequenti nei maschi adolescenti

Le compulsioni più comuni riguardano per il 75% rituali di pulizia e per il 40% comportamenti di controllo. Questi tipi di compulsioni caratterizzano di più le femmine adolescenti.
I sintomi ossessivo compulsivo più comuni nei bambini e negli adolescenti possono essere i seguenti:

  • eccessiva meticolosità nella esecuzione dei compiti
  • leggere ripetutamente brani scolastici
  • cancellare ogni piccola imperfezione
  • ripassare con la penna le lettere appena scritte
  • paura di sporcarsi
  • dubbi o ruminazioni esistenziali
  • patofobia (paura di ammalarsi)
  • rituali sulle funzioni escretorie o sull’addormentamento
  • richieste ai familiari di ripetere parole o frasi
  • collezioni bizzarre.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo può provocare, sia negli adulti che nei bambini, una forte compromissione della vita sociale, affettiva, familiare, scolastica o lavorativa. Ci si può chiedere perchè le persone continuano a mettere in atto questi comportamenti al punto da sacrificare settori molto importanti della loro vita. L’attività ossessiva ha lo scopo di tenere tutto sotto controllo, al fine di perseguire due obiettivi:

  • avere la certezza di non essere colpevoli di danni a sè o agli altri, dovuti a proprie disattenzioni (timore di colpa per irresponsabilità),
  • avere la certezza di non entrare in contatto con sostanze disgustose o con persone di categorie sociali considerate inferiori.

L’ambiente famigliare in cui il bambino cresce trasmette quali sono le caratteristiche e i comportamenti importanti per essere delle “buone persone”. Questi elementi costituiscono i domini dell’autostima e possono essere distinti in  5 categorie:

  • Successo scolastico,
  • Successo nelle attività fisiche,
  • Aspetto fisico,
  • Accettazione dei pari,
  • Moralità.

Le famiglie di bambini ossessivi valorizzano in modo molto marcato alcuni domini (soprattutto quello della moralità) e ne svalutano altri. Per il figlio diventa importante mantenere l’integrità morale al fine di sentirsi un buono e bravo bambino. Non essere moralmente ineccepibili significa essere delle “brutte persone” e di conseguenza perdere affetto, approvazione e stima dei genitori. Impulsi ed emozioni naturali quali la gelosia, la rivalità tra fratelli, il bisogno di piacere, la rabbia, vengono considerati altamente immorali. I bambini ossessivi vivono il dilaniante conflitto tra affermare le proprie esigenze vitali ed affettive (ma ciò significa essere cattivi e indegni d’amore) e sacrificare il proprio sè e mortificarsi (ma mantenere una buona immagine di se stessi e l’amore dei genitori). Dal punto di vista cognitivo, il bambino si costruisce un senso di sè di tipo dicotomico (io buono-io cattivo) ed impara che può essere amato solo se è bravo, non disturba e si comporta bene e  a non sentire emozioni.

Dal punto di vista clinico, la terapia cognitivo-comportamentale cerca di ridurre questo “conflitto” tra il sè ideale e quello reale, conducendo il bambino a distaccarsi dal giudizio moralmente disprezzante dei genitori. È importante far riflettere bambini e adolescenti con un Disturbo Ossessivo Compulsivo che il loro essere dei “buoni bambini” non dipende in modo esclusivo dalla loro integrità morale ma è legato anche all’essere efficaci in altri settori della vita (scuola, sport, amicizia).

Bibliografia:
American Psychiatric Association (2000) DSM-IV TR. Masson, Milano, 2000
Dettore, D. Il disturbo ossessivo-compulsivo McGraw-Hill, Milano, 1998
Melli, G. Vincere le ossessioni Ecomind, Palermo
Ugazio, V. Storie permesse e storie proibite Bollati Boringhieri, Torino, 19998

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