Qual è il momento giusto per togliere il pannolino?

Quando è il momento giusto per togliere il pannolino al bambino? È una decisione che per alcuni genitori può causare dubbi e ansie, che possono riversarsi sul bambino, rendendo più difficile l’acquisizione delle autonomie di base. Una delle autonomie più importanti del bambino è il controllo sfinterico, cioè la capacità di fare i bisogni fisiologici in modo adeguato. Quando chiediamo al bambino di non fare i bisogni nel pannolino, gli chiediamo qualcosa di molto complesso e nuovo. Insegnare a un bambino a rimanere pulito è più complicato che insegnare a mangiare o a dormire.

Senza addentrarci troppo negli aspetti fisiologici, basta dire che nel primo anno di vita il bambino fa la pipì e la popò per riflesso, cioè non è cosciente dei propri processi fisiologici e non può controllarli in modo volontario, come invece fanno gli adulti. Questo dipende dal fatto che non si sono ancora sviluppate alcune aree del cervello che servono per controllare in modo volontario i movimenti. Per esempio, ad un anno di età, se il bambino si fa la pipì addosso e bagna il pavimento, non guarda il laghetto di pipì sul pavimento.

Dai due anni il bambino comincia a capire il collegamento tra la pipì o la popò e se stesso, cioè sa che è lui che li ha fatti. Da questa età il bambino inizia a percepire i segnali che gli indicano che sta per fare i bisogni e impara progressivamente a trattenere contraendo gli sfinteri, i muscoli della vescica e dell’ano. Questi progressi sono dovuti anche al fatto che nel cervello del bambino iniziano a maturare alcune zone importanti per i movimenti volontari. Prima dei due anni il bambino si accorge che sta per fare la pipì perchè stringe i muscoli attorno all’uretra e all’ano e la ferma. Ma questi muscoli sono troppo deboli per esercitare un controllo valido. Il bambino può trattenersi solo per pochi secondi. Intorno ai due anni il bambino si rende conto di avere la vescica piena e può ritardare la fuoriuscita della pipì per più tempo.

In genere quasi tutti i bambini entro i tre anni acquisiscono il controllo sfinterico. Prima il bambino impara a controllare i bisogni di giorno e poi di notte. Prima avviene il controllo dell’intestino e poi della vescica. Questo dipende dal fatto che passa un po’ di tempo tra quando il bambino avverte lo stimolo a fare la popò e quando la fa veramente. Questo intervallo di tempo è più breve per la pipì. Imparare a restare asciutti è un processo lungo perchè il bambino fa tante pipì in un giorno. Di solito le bambine sono più precoci dei bambini.

Perchè il bambino impari il controllo degli sfinteri è indispensabile che siano presenti due fattori, cioè che siano maturate le aree del cervello che intervengono nel controllo volontario dei movimenti e la capacità di imparare le regole sociali. Cioè deve essere in grado di segnalare i propri bisogni, di sapere dove farli e come.

Ci sono genitori che iniziano a togliere il pannolino prima di un anno di età, altri che lo lasciano fino ai tre anni.

Non si può stabilire un periodo adatto per tutti i bambini, perchè ogni bambino ha un proprio corso di sviluppo. In linea generale si può dire che mettere il bambino troppo precocemente sul vasino può far sì che ci si metta più tempo a insegnargli a fare i bisogni in modo autonomo.

Ci sono dei fattori che ci possono far capire se un bambino può essere pronto per usare il vasino. Questi fattori riguardano 4 aree di maturazione, tutte molto importanti. Il bambino deve essere pronto dal punto di vista fisico, comportamentale, linguistico, emotivo. È sicuramente più semplice insegnare al bambino a usare il vasino se il bambino fa i bisogni con più regolarità, anche perchè si può sfruttare questa regolarità per sapere quando metterlo sul vasino o quando suggerirgli di usarlo. Dal punto di vista puramente fisico, è importante che il bambino riesca a stare bene in equilibrio e riesca a stare seduto con tranquillità. Sarà più semplice insegnare l’uso del vasino se il bambino riesce ad alzarsi e a sedersi da solo, se è consapevole del proprio corpo, se sa abbassarsi le mutandine da solo (livello comportamentale). A livello emotivo sono importanti queste condizioni: assenza di fattori stressanti (nascita di un fratellino, ingresso nella scuola materna..), capacità di tollerare l’assenza dei genitori, assenza di comportamento oppositivo. È sicuramente più facile abituare il bambino al vasino se capisce il linguaggio, se sa ascoltare ed eseguire le richieste, se conosce il significato dei termini “bagno”, “vasino”, “pipì”,”popò”.

Se i genitori sono attenti a cogliere questi segnali, rispettando le esigenze e le competenze del bambino, il passaggio dal pannolino al vasino sarà vissuto con serenità da parte di tutti.

Bibliografia:
Eather Welford Come aiutare il bambino a usare il vasino Red, Como, 1999
Martin Herbert Cacca addosso e pipì a letto Ecomind, Salerno, 2001
T.Berry Brazelton Il tuo bambino e il vasino Raffaello Cortina Editore, Milano, 2004
Carlo Pascoletti Come fare il genitore Giunti, Milano, 2006

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