Quando in una coppia i dissapori, le ostilità e il distacco emotivo diventano intensi e cronici, il divorzio diventa la svolta finale di una situazione che non trova altre soluzioni. Spesso la coppia si sforza di scongiurare la separazione, mantenendo un rapporto che solo in apparenza è affettuoso e condiviso. Questo tentativo, però può riflettersi in modo negativo sui figli e sul rapporto tra genitori e figli. A volte la coppia, prima di arrivare alla decisione di rompere il legame affettivo, attraversa un periodo caratterizzato da accuse reciproche, scontri fisici e verbali che hanno come oggetto questioni domestiche, educative, relazionali. In questa fase è abbastanza frequente che i genitori mettano il figlio in una posizione di arbitro o di alleato.
Nel primo caso il bambino cerca di allentare le tensioni tra i gli adulti e di fare da messaggero tra il papà e la mamma, assumendo quindi un ruolo da adulto, che è inadeguato sia per l’età del bambino sia per la sua condizione di figlio ancora bisognoso di cure. A volte i membri della coppia cercano di trovare nel figlio un alleato per accusare il coniuge di abbandoni, tradimenti o maltrattamenti. Questi atteggiamenti producono conseguenze emotive negative per il figlio, che può manifestare ansia, irritabilità, paura di essere abbandonati, difficoltà di concentrazione, problemi scolastici e altri sintomi.
Quando la coppia arriva ad una decisione definitiva e procede verso la separazione, arriva il momento di comunicare la notizia al figlio e i genitori si chiedono qual è il modo migliore per affrontare questo momento delicato. Non esiste una risposta univoca in quanto è da tenere in considerazione l’età del figlio e le sue capacità di comprensione.
Prima di comunicare ai figli la separazione la coppia si deve mettere d’accordo su come affrontare la questione. Se affrontano insieme l’argomento, i figli capiranno che, anche se si separano, non rinunciano alla loro funzione di genitori. In ogni caso è utile spiegare che mamma e papà stanno passando un periodo difficile ma che il bambino non ne ha colpa. Se i genitori sono sinceri, il bambino ha la sicurezza di sapere in quale situazione si trova e ciò che sta avvenendo. È importante trasmettere l’idea che la separazione avviene dopo una giusta riflessione e che dopo aver preso in considerazione tutte le conseguenze si è capito che la vita in comune non era più adatta. Occorre che i figli capiscano che la separazione è una rottura della coppia e non della famiglia e che i genitori continueranno ad essere genitori, rimanendo al loro fianco in qualsiasi momento. Conviene non coinvolgerli nei litigi né raccontare particolari troppo intimi della coppia. Sono da evitare le accuse all’altro genitore, per non obbligare il bambino a parteggiare per uno dei due.
Che reazioni può avere il bambino?
Se i genitori non sono sinceri nel spiegare la situazione o se manifestano con aggressività il conflitto nei confronti dell’altro partner, il figlio può vivere con disagio la separazione. I bambini più piccoli, se non hanno le informazioni adeguate, immaginano la peggiore spiegazione possibile, perché nessuno conferma o smentisce la loro interpretazione. Di conseguenza possono manifestare insonnia, incubi, tristezza, perdita di appetito e enuresi.
I figli adolescenti possono reagire con aggressività, irritazione, ribellione, isolamento, apatia bassa tolleranza alla frustrazione, sintomi psicosomatici (asma, inappetenza, …), scarso rendimento scolastico. Per evitare eventuali reazioni negative nei figli, è utile riservare loro ogni giorno un po’ di tempo per stare da soli con ognuno di loro, dedicandogli una completa attenzione. Questo momento di condivisione deve diventare una priorità su tutti gli altri impegni, soprattutto quando il momento della separazione si avvicina.
Alcuni bambini non vogliono sapere niente di ciò che sta accadendo e rifiutano il fatto che i genitori si separano. Se interrogati al riguardo non dicono che i genitori non vivono più insieme e si inventano storie per spiegare la loro assenza ( per esempio dicono che un genitore è in viaggio).
A volte, i bambini o gli adolescenti più insicuri o timidi hanno bisogno di ricevere un supporto psicologico per superare meglio il momento critico, per affrontare l’eventuale senso di colpa e l’aspettativa che i genitori possano tornare a vivere insieme. Se i genitori notano atteggiamenti preoccupanti nei figli, è meglio prendere in considerazione l’ipotesi di una visita da uno specialista (psicologo, psicoterapeuta, neuropsichiatra infantile …), senza far trascorrere troppo tempo.
Annalisa Carletti
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