Superare il lutto

Tutte le persone nel corso della loro vita si trovano a vivere la perdita di una persona cara ed ad affrontare l’inevitabile lutto. Il lutto è una reazione fisiologica normale, che si sviluppa attraverso alcune fasi caratterizzate da sintomi diversi. Secondo Kubler-Ross il lutto si sviluppa attraverso questi passaggi successivi e “fisiologici: Negazione, Patteggiamento, Rabbia, Depressione e Accettazione.

La Negazione è lo stato di shock e stordimento che si provano in seguito alla morte della persona cara. Si ricerca nel proprio ambiente la presenza o i rumori del proprio caro. Non si considera che la persona non c’è più, non c’è consapevolezza della sua scomparsa e si nutre la speranza che torni.

La fase successiva è il Patteggiamento, in cui si fanno promesse affinché la persona morta possa ritornare in vita. Superato questo momento, subentra la Rabbia verso il destino, il mondo e le altre persone. La rabbia lascia il posto ad uno stato di Depressione, in cui vi è consapevolezza della perdita e si prova una profonda tristezza e dolore per l’irrimediabilità e la realtà della morte. L’ultima fase del lutto è l’Accettazione, in cui si ha un distacco dalla persona persa e si riorganizza la propria vita e il proprio futuro riprendendo le routine quotidiane e gli interessi abituali. La persona morta viene ricordata senza che ciò provochi un dolore insopportabile.

Se il lutto si evolve in modo naturale, ha una durata massima di sei mesi. Alcune persone hanno una particolare forza di reazione nei confronti dello stress e affrontano con forza il lutto, continuando ad essere attive. Altre persone, invece, si abbattono enormemente, reagendo in modo molto passivo. Le fasi del lutto fisiologico non possono essere anticipate quindi un intervento terapeutico vero e proprio risulta inutile.

Perché il lutto possa essere superato in modo efficace, è importante confrontarsi con la realtà della perdita e superare la normale tendenza a negare l’evento della morte. Si cerca di favorire l’accettazione del lutto, sperimentando il dolore, la depressione e il senso di vuoto. I sentimenti negativi non vengono soppressi, ma accolti in tutta la loro naturalità ed intensità. In modo graduale la persona si adatta ad una nuova realtà, assumendo nuovi ruoli e un nuovo senso di sè e del mondo. Si riprende il lavoro, la cura dei figli, i contatti con le altre persone. Per favorire il superamento del lutto occorre trovare un luogo nella propria vita interiore in cui “collocare” il proprio caro, pensarlo con un senso di tristezza ma non più con sentimenti di disperazione intollerabili.

A volte il periodo di lutto può assumere caratteristiche più patologiche, sia per quanto riguarda la durata (superiore ad un anno) che le manifestazioni. In questo caso si parla di lutto complicato. Alcune persone vivono uno stato di lutto cronico, continuando a provare le sensazioni del lutto fisiologico con la stessa intensità anche a distanza di anni. Vi è un’incapacità a riprendere la propria vita quotidiana ad anni dalla scomparsa.  In ogni azione che compiono fanno un riferimento alla persona scomparsa e provano  un dolore insopportabile quando ne parlano. Spesso il lutto complicato non viene riconosciuto dal terapeuta, in quanto si manifesta con sintomi mascherati.

Ci sono dei fattori che facilitano la comparsa di un lutto patologico. Per esempio, un ambiente familiare con emotività esagerata ed impulsiva, l’assenza di sistemi di supporto sociale, una storia di perdite multiple, la co-presenza di altre difficoltà psicologiche.

Spesso il trattamento di una persona che sta attraversando un lutto si limita al solo counseling e non ad una vera e propria psicoterapia. La persona avverte la necessità di parlare esclusivamente dell’evento luttuoso e di esprimere i sentimenti associati ad esso. La consulenza riguarda anche il modo in cui ristrutturare la propria vita senza la persona scomparsa e il sostegno emotivo in determinati momenti, come ricorrenze ed anniversari.

Dato che il lutto ha delle forti analogie con i sintomi della depressione, alcuni interventi sono analoghi. Per esempio, risulta particolarmente utile pianificare le attività quotidiane, facendo una gerarchia in base alla piacevolezza. È importante anche non sottovalutare i sintomi organici e fisiologici, come i disturbi del sonno e dell’alimentazione.

Annalisa Carletti

BIBLIOGRAFIA

  • Kubler-Ross E. – “La morte e il morire” – Cittadella, 2005.

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  1. La terapia cognitivo-comportamentale per superare lo stress

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