Il trattamento cognitivo-comportamentale della depressione consiste essenzialmente di due fasi: la prima ha l’obiettivo di ridurre i sintomi acuti, la seconda invece è finalizzata alla riduzione della vulnerabilità al disturbo e alla prevenzione delle ricadute.
Nei casi in cui la depressione è grave, per alleviare i sintomi che risultano estremamente invalidanti nella vita del paziente, l’intervento terapeutico si focalizza sui circoli viziosi che si generano tra i sintomi e che mantengono il disturbo, iniziando da quello tra faticabilità e passività. La persona infatti più si sente stanca e priva di energie, più riduce le sue attività come tentativo di soluzione che risulta però fallimentare, aumentando la stanchezza. Al fine di spezzare il circolo vizioso, non potendo ridurre la mancanza di energie, è possibile intervenire cercando di diminuire l’inattività.
Le tecniche comportamentali utilizzate per ridurre la passività sono il diario settimanale delle attività ed il programma delle attività con assegnazione graduale dei compiti.
Il diario è utile a conoscere il livello effettivo di attività della persona per poter così intervenire e progettare un adeguato programma di attività. Consiste sostanzialmente nella registrazione quotidiana di ciò che il paziente fa, ora per ora, annotando anche il livello di piacere ed il senso di bravura (autoefficacia percepita) che sperimenta mentre svolge le attività. Il diario viene assegnato come compito a casa ed il suo scopo è meramente conoscitivo, non valutativo.
Successivamente si inizia ad incrementare il livello di attività programmando in modo graduale delle attività da svolgere, le quali vengono scelte insieme al paziente in base alle preferenze, a ciò che prima era piacevole e forniva senso di bravura, e vengono pianificate in modo concreto e specifico a partire da quelle più semplici. In seduta può essere utile immaginare lo svolgimento delle attività, inclusi gli ostacoli che si potrebbero incontrare, in modo da aumentare le capacità di problem solving.
Una volta che il tono dell’umore sarà migliorato, si inizia ad intervenire sui pensieri automatici negativi, sulle distorsioni cognitive e sugli schemi depressogeni attraverso le classiche tecniche cognitive (ABC, dialogo socratico, ristrutturazione cognitiva, laddering) e successivamente il trattamento prosegue nella seconda fase con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità e prevenire le ricadute.
| Bibliografia: | |||
| • | Beck A.T | Terapia cognitiva della depressione | Bollati Boringhieri, 1979 |
| • | Clark D.A., Beck A.T., Alford B.A. | Teoria e terapia cognitiva della depressione | Masson, 2000 |
| • | Perdighe C., Mancini F. | Elementi di psicoterapia cognitiva | Fioriti, 2008 |
| • | Rainone A., Mancini F. | Gli approcci cognitivi alla depressione | F. Angeli, 2004 |
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