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	<title>Commenti a: Violenza in famiglia: quando i figli sono violenti verso i genitori</title>
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	<description>Psicologia clinica e psichiatria per i disturbi di ansia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Jan 2012 11:51:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Dott.ssa Anna Bassoli</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-22328</link>
		<dc:creator>Dott.ssa Anna Bassoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:51:28 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Sabrina,
quando un figlio cambia contesto scolastico può succedere che cambi atteggiamento, diventando provocatorio e trasgressivo. Può accadere per sperimentarsi su altri fronti, un modo paradossale per conoscere il proprio limite.
Nella fase adolescenziale, ad ogni cambiamento di contesto di solito fa seguito un cambiamento comportamentale che potrebbe servire per distrarre i genitori dal &quot;vero&quot; problema. Il comportamento di tuo figlio potrebbe essere un modo per avere le attenzioni del padre. Questo ultimo potrebbe, come scrivi tu, farsi una risata; per ovviare a ciò, credo sia utile che le informazioni sul comportamento di tuo figlio siano comunicate al padre non direttamente da te (che forse non funziona per il fatto che siete separati e possono esserci conti in sospeso) ma direttamente dagli insegnanti.
Dott.ssa Bassoli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Sabrina,<br />
quando un figlio cambia contesto scolastico può succedere che cambi atteggiamento, diventando provocatorio e trasgressivo. Può accadere per sperimentarsi su altri fronti, un modo paradossale per conoscere il proprio limite.<br />
Nella fase adolescenziale, ad ogni cambiamento di contesto di solito fa seguito un cambiamento comportamentale che potrebbe servire per distrarre i genitori dal &#8220;vero&#8221; problema. Il comportamento di tuo figlio potrebbe essere un modo per avere le attenzioni del padre. Questo ultimo potrebbe, come scrivi tu, farsi una risata; per ovviare a ciò, credo sia utile che le informazioni sul comportamento di tuo figlio siano comunicate al padre non direttamente da te (che forse non funziona per il fatto che siete separati e possono esserci conti in sospeso) ma direttamente dagli insegnanti.<br />
Dott.ssa Bassoli</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sabrina</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-21780</link>
		<dc:creator>sabrina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 21:21:45 +0000</pubDate>
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		<description>cara dottoressa da quando mio figlio va alle superiori è un altro ragazzo è volgare menefreghista cattivo nulla facente e come si dice a roma coatto!non riesco piu a seguirlo esce sempre e non studia mai!se provo a dargli un ceffone lui si imbizzarisce e mi spinge è piu forte di me!come posso intervenire io sono separata e se chiamo il padre sifa una risata!non so che fare mi sento impotente!grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara dottoressa da quando mio figlio va alle superiori è un altro ragazzo è volgare menefreghista cattivo nulla facente e come si dice a roma coatto!non riesco piu a seguirlo esce sempre e non studia mai!se provo a dargli un ceffone lui si imbizzarisce e mi spinge è piu forte di me!come posso intervenire io sono separata e se chiamo il padre sifa una risata!non so che fare mi sento impotente!grazie</p>
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		<title>Di: Dott.ssa Anna Bassoli</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-17841</link>
		<dc:creator>Dott.ssa Anna Bassoli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:53:36 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Luca, lo sfogo è importante per condividere delle esperienze veramente dolorose e sono d&#039;accordo con te che l&#039;aiuto è tutta un&#039;altra cosa. Di certo per essere di aiuto occorre conoscere intimamente le persone coinvolte in violenze familiari. Non è possibile offrire un aiuto a chi non si conosce, sarebbe un aiuto standardizzato e non specifico e ad hoc per la famiglia. Vent&#039;anni sono tanti, mettono a dura prova lo stato d&#039;animo di tutta la famiglia, creano disequilibri psicologici e fisici non certo trascurabili. Proprio per questi  motivi quando si può sarebbe auspicabile che la famiglia si rivolgesse a terapeuti e lavorare anche in assenza del &quot;violento&quot;. Personalmente non ho mai espresso un pensiero verso la direzione di non esporre denuncia per quieto vivere, anzi credo che sia la famiglia a fare certe valutazioni. Ovviamente per denunciare un familiare occorrerebbe fossero tutti d&#039;accordo, in modo che non si creino delle alleanze...ma poi occorre fare delle scelte, le meno peggiori. 
Se tuo padre pensa di avere &quot;sbagliato&quot; con tuo fratello è nella necessità paradossale di &quot;giustificarlo&quot;. Questa è una morsa psicologica molto stretta che si ripercuote anche su di voi e questa morsa andrebbe rallentata con una psicoterapia familiare per capire l&#039;origine dei pensieri di fallimento che nutre tuo padre e offrire uno spazio a tutti i familiari per mettere in circolo le diverse sofferenze e trovare più serenità.
Non bisogna mai smettere di coltivare la speranza di un cambiamento. Se non cambia la persona che agisce violenza possono cambiare alcuni atteggiamenti gli altri familiari.
Un caro saluto, Dott.ssa Anna Bassoli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luca, lo sfogo è importante per condividere delle esperienze veramente dolorose e sono d&#8217;accordo con te che l&#8217;aiuto è tutta un&#8217;altra cosa. Di certo per essere di aiuto occorre conoscere intimamente le persone coinvolte in violenze familiari. Non è possibile offrire un aiuto a chi non si conosce, sarebbe un aiuto standardizzato e non specifico e ad hoc per la famiglia. Vent&#8217;anni sono tanti, mettono a dura prova lo stato d&#8217;animo di tutta la famiglia, creano disequilibri psicologici e fisici non certo trascurabili. Proprio per questi  motivi quando si può sarebbe auspicabile che la famiglia si rivolgesse a terapeuti e lavorare anche in assenza del &#8220;violento&#8221;. Personalmente non ho mai espresso un pensiero verso la direzione di non esporre denuncia per quieto vivere, anzi credo che sia la famiglia a fare certe valutazioni. Ovviamente per denunciare un familiare occorrerebbe fossero tutti d&#8217;accordo, in modo che non si creino delle alleanze&#8230;ma poi occorre fare delle scelte, le meno peggiori.<br />
Se tuo padre pensa di avere &#8220;sbagliato&#8221; con tuo fratello è nella necessità paradossale di &#8220;giustificarlo&#8221;. Questa è una morsa psicologica molto stretta che si ripercuote anche su di voi e questa morsa andrebbe rallentata con una psicoterapia familiare per capire l&#8217;origine dei pensieri di fallimento che nutre tuo padre e offrire uno spazio a tutti i familiari per mettere in circolo le diverse sofferenze e trovare più serenità.<br />
Non bisogna mai smettere di coltivare la speranza di un cambiamento. Se non cambia la persona che agisce violenza possono cambiare alcuni atteggiamenti gli altri familiari.<br />
Un caro saluto, Dott.ssa Anna Bassoli</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lucas</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-17784</link>
		<dc:creator>lucas</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 16:37:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ansiasociale.it/?p=1520#comment-17784</guid>
		<description>Lei ha ragione Dott.ssa Anna Bassoli....non si può giudicare bene se non si vive la situazione, io penso che tutti noi scriviamo qui sopra piu che altro per uno sfogo e non per un aiuto, spero non rimanga offesa da questo ma è la realtà, nessuno ti aiuta, polizia psicologi avvocati ti dicono tutti di resistere per il quieto vivere, di andare avanti e non denunciarlo per non rovinarlo, di tenere duro. io penso che situazioni come la mia che ho in famiglia non esistono o se esistono forse sono piu lievi (non so se pecco di egoismo). 
Sono un ragazzo di 33 anni, in famiglia siamo 5, io i miei 2 genitori e altri 2 fratelli, uno di questi il piu grande fa violenza verbale e fisica rompendo e sbattendo pugni su armadi e tavoli da 20 anni, non ho mai capito perchè è cosi, la ns. famiglia se lui non esistesse sarebbe la famiglia piu felice del mondo....se vi racconto tutto quello che fa da 20 anni dovrei stare a scrivere qui forse per piu di un anno di fila, non scherzo: lui praticamente per una stupidaggine fa succedere il caos in casa, se la prende con mia madre, urla la insulta ne dice 3000 (anche parolacce brutte), mio padre non fa altro che cercare di calmarlo e quando è venuta la polizia (piu di 3 volte) lo difende, mio padre lo so a differenza di mia madre e di noi che dopo 20 anni di violenze siamo veramente stanchi e vorremmo denunciarlo, lui no, lui pensa di aver sbagliato con lui in qualcosa, dice che con lui ha fallito, ma non è cosi l&#039;educazione che ha dato a me e all&#039;altro fratello l&#039;ha data anche a quello violento. mio fratello non vuole farsi aiutare se minimamente gli diciamo che ha bisogno di aiuto grida ancora di piu e dice che siamo noi i malati, è violento,molti dicono cacciatelo di casa ma vi posso assicurare che butterebbe la porta giù!!! la situazione dopo 20 anni ma &quot;20 anni&quot; sul vero senso della parola è diventata critica e pesante, non è cambiato nulla da 20 anni a questa parte, ma forse ora sono stanco e lo siamo ttti o quasi e non so perchè ma so gia come un gg andrà a finire, non vedo vie di uscita, non vedo aiuti, non ci sono mai stati cambiamenti, io e mio fratello piu piccolo raramente reagiamo e quando lo facciamo veniamo anche alle mani, mio fratello piu piccolo lo vedo nei sui occhi è nervoso come me ma lui di piu è stressato ha tutto dentro,per colpa di quello violento ha fatto un adolescenza bruttissima, ricordo ancora le mmagini di 10-12 anni fa dei litigi e lui che era piccolissimo si tappava le orecchie prima o poi scoppierà anche lui ne sono certo, vi scrivo e ho le lacrime agli occhi ve lo giuro perchè oggi  c&#039;è stata un ennesima lite bruttissima, ora capisco perchè ci sono le stragi in famiglia, è l&#039;unica via per uscirne. scusate per lo sfogo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lei ha ragione Dott.ssa Anna Bassoli&#8230;.non si può giudicare bene se non si vive la situazione, io penso che tutti noi scriviamo qui sopra piu che altro per uno sfogo e non per un aiuto, spero non rimanga offesa da questo ma è la realtà, nessuno ti aiuta, polizia psicologi avvocati ti dicono tutti di resistere per il quieto vivere, di andare avanti e non denunciarlo per non rovinarlo, di tenere duro. io penso che situazioni come la mia che ho in famiglia non esistono o se esistono forse sono piu lievi (non so se pecco di egoismo).<br />
Sono un ragazzo di 33 anni, in famiglia siamo 5, io i miei 2 genitori e altri 2 fratelli, uno di questi il piu grande fa violenza verbale e fisica rompendo e sbattendo pugni su armadi e tavoli da 20 anni, non ho mai capito perchè è cosi, la ns. famiglia se lui non esistesse sarebbe la famiglia piu felice del mondo&#8230;.se vi racconto tutto quello che fa da 20 anni dovrei stare a scrivere qui forse per piu di un anno di fila, non scherzo: lui praticamente per una stupidaggine fa succedere il caos in casa, se la prende con mia madre, urla la insulta ne dice 3000 (anche parolacce brutte), mio padre non fa altro che cercare di calmarlo e quando è venuta la polizia (piu di 3 volte) lo difende, mio padre lo so a differenza di mia madre e di noi che dopo 20 anni di violenze siamo veramente stanchi e vorremmo denunciarlo, lui no, lui pensa di aver sbagliato con lui in qualcosa, dice che con lui ha fallito, ma non è cosi l&#8217;educazione che ha dato a me e all&#8217;altro fratello l&#8217;ha data anche a quello violento. mio fratello non vuole farsi aiutare se minimamente gli diciamo che ha bisogno di aiuto grida ancora di piu e dice che siamo noi i malati, è violento,molti dicono cacciatelo di casa ma vi posso assicurare che butterebbe la porta giù!!! la situazione dopo 20 anni ma &#8220;20 anni&#8221; sul vero senso della parola è diventata critica e pesante, non è cambiato nulla da 20 anni a questa parte, ma forse ora sono stanco e lo siamo ttti o quasi e non so perchè ma so gia come un gg andrà a finire, non vedo vie di uscita, non vedo aiuti, non ci sono mai stati cambiamenti, io e mio fratello piu piccolo raramente reagiamo e quando lo facciamo veniamo anche alle mani, mio fratello piu piccolo lo vedo nei sui occhi è nervoso come me ma lui di piu è stressato ha tutto dentro,per colpa di quello violento ha fatto un adolescenza bruttissima, ricordo ancora le mmagini di 10-12 anni fa dei litigi e lui che era piccolissimo si tappava le orecchie prima o poi scoppierà anche lui ne sono certo, vi scrivo e ho le lacrime agli occhi ve lo giuro perchè oggi  c&#8217;è stata un ennesima lite bruttissima, ora capisco perchè ci sono le stragi in famiglia, è l&#8217;unica via per uscirne. scusate per lo sfogo</p>
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	<item>
		<title>Di: Dott.ssa Anna Bassoli</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-15537</link>
		<dc:creator>Dott.ssa Anna Bassoli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 16:21:55 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Stefano, nella mia esperienza clinica ho spesso incontrato situazioni di doppia diagnosi ma anche patologie &quot;pure&quot;. Nel mio articolo mi riferisco ai casi di violenza perpretati dai figli contro i genitori escluse le diagnosi psichiatriche. Non è sempre facile stabilire se è nato prima l&#039;uovo o la gallina, mi spiego meglio: in alcuni casi la violenza è correlata a un disturbo psichiatrico (o ne è inclusa), ma altre volte accade proprio il contrario e altre volte ancora la violenza insorge come &quot;patologia della famiglia&quot;, ossia il sintomo di sofferenza della famiglia si esprime con agiti violenti.
E&#039; sempre opportuno chiarire che ogni caso è a sè ed è importante che il professionista legga bene cosa c&#039;è dietro agli atti violenti...le intimidazioni e le violenze fisiche spesso sono simili ma molto diverse possono essere le cause e/o le concause. Potrebbe essere fuorviante affermare che le situazioni delle persone che hanno lasciato testimonianze e commenti siano imputabili a una malattia psichiatrica. E&#039; corretto lasciare agli &quot;addetti ai lavori&quot; le competenze per fare diagnosi.
Nel tuo caso specifico Stefano, la terapia comportamentale è un&#039;ottima strategia di intervento, forse di elezione per l&#039;ADHD, fermo restando che i miracoli non può farli nessuno...ne ha fatti sempre solo UNO che regna lassù...ma esistono le buoni intenzioni, la forza di volontà, l&#039;impegno, il mettersi in gioco,la curiosità mista alla paura di conoscere cosa si cela dietro al dolore.
Con affetto, Dott.ssa Bassoli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Stefano, nella mia esperienza clinica ho spesso incontrato situazioni di doppia diagnosi ma anche patologie &#8220;pure&#8221;. Nel mio articolo mi riferisco ai casi di violenza perpretati dai figli contro i genitori escluse le diagnosi psichiatriche. Non è sempre facile stabilire se è nato prima l&#8217;uovo o la gallina, mi spiego meglio: in alcuni casi la violenza è correlata a un disturbo psichiatrico (o ne è inclusa), ma altre volte accade proprio il contrario e altre volte ancora la violenza insorge come &#8220;patologia della famiglia&#8221;, ossia il sintomo di sofferenza della famiglia si esprime con agiti violenti.<br />
E&#8217; sempre opportuno chiarire che ogni caso è a sè ed è importante che il professionista legga bene cosa c&#8217;è dietro agli atti violenti&#8230;le intimidazioni e le violenze fisiche spesso sono simili ma molto diverse possono essere le cause e/o le concause. Potrebbe essere fuorviante affermare che le situazioni delle persone che hanno lasciato testimonianze e commenti siano imputabili a una malattia psichiatrica. E&#8217; corretto lasciare agli &#8220;addetti ai lavori&#8221; le competenze per fare diagnosi.<br />
Nel tuo caso specifico Stefano, la terapia comportamentale è un&#8217;ottima strategia di intervento, forse di elezione per l&#8217;ADHD, fermo restando che i miracoli non può farli nessuno&#8230;ne ha fatti sempre solo UNO che regna lassù&#8230;ma esistono le buoni intenzioni, la forza di volontà, l&#8217;impegno, il mettersi in gioco,la curiosità mista alla paura di conoscere cosa si cela dietro al dolore.<br />
Con affetto, Dott.ssa Bassoli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Biffo</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-15345</link>
		<dc:creator>Stefano Biffo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 08:22:51 +0000</pubDate>
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		<description>Anche io ho un figlio 15 enne che non si autocontrolla ed è violento. Nel suo caso però, al di là dei commenti sui profili e sulle triangolazioni è stata fatta una diagnosi psichiatrica di ADHD. Ritengo che molte delle situazioni qui descritte non siano imputabili ad un problema di dinamiche famigliari, ma ahimè di malattia psichiatrica. Consiglio alle persone di consulare il sito della ADHD. Detto questo, noi procediamo con la terapia comportamentale che dà qualche risultato. Non fa i miracoli, certo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io ho un figlio 15 enne che non si autocontrolla ed è violento. Nel suo caso però, al di là dei commenti sui profili e sulle triangolazioni è stata fatta una diagnosi psichiatrica di ADHD. Ritengo che molte delle situazioni qui descritte non siano imputabili ad un problema di dinamiche famigliari, ma ahimè di malattia psichiatrica. Consiglio alle persone di consulare il sito della ADHD. Detto questo, noi procediamo con la terapia comportamentale che dà qualche risultato. Non fa i miracoli, certo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: dott.bassoli@ansiasociale.it</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-14490</link>
		<dc:creator>dott.bassoli@ansiasociale.it</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 16:40:16 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Andrea, sono molto favorevole della tua decisione di allentare gli impegni lavorativi e stare meggiormente accanto a tua moglie. In tali momenti è molto importante avere e sentire la vicinanza di chi ci si fida. Intraprendere un percorso terapeutico focalizzato sulla genitorialità potrebbe aiutarvi a recuperare il rapporto con vostro figlio. Voi, come coppia di sposi e come genitori, dovete farvi vedere forti davanti alle &quot;crisi&quot; violente di vostro figlio. Lui deve capire che voi due fate fronte comune, che siete complici, che vi sostenete...è lui che si esclude...
I genitori non possono decidere le amicizie che il figlio frequenta...ma certamente un genitore può intervenire, con l&#039;aiuto di un professionista, sul percorso di crescita del proprio figlio.  
Un caloroso saluto, Dott.ssa Anna Bassoli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea, sono molto favorevole della tua decisione di allentare gli impegni lavorativi e stare meggiormente accanto a tua moglie. In tali momenti è molto importante avere e sentire la vicinanza di chi ci si fida. Intraprendere un percorso terapeutico focalizzato sulla genitorialità potrebbe aiutarvi a recuperare il rapporto con vostro figlio. Voi, come coppia di sposi e come genitori, dovete farvi vedere forti davanti alle &#8220;crisi&#8221; violente di vostro figlio. Lui deve capire che voi due fate fronte comune, che siete complici, che vi sostenete&#8230;è lui che si esclude&#8230;<br />
I genitori non possono decidere le amicizie che il figlio frequenta&#8230;ma certamente un genitore può intervenire, con l&#8217;aiuto di un professionista, sul percorso di crescita del proprio figlio.<br />
Un caloroso saluto, Dott.ssa Anna Bassoli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-14396</link>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 17:24:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ansiasociale.it/?p=1520#comment-14396</guid>
		<description>Cara dott.ssa ho letto la sua analisi sui figli violenti e purtroppo mi trovo in una delle situazioni che Lei descrive. Ho un figlio di 22 anni che in un crescendo di parolacce ed insulti è giunto alla violenza sia fisica su cose e persone. Quando alza le mani io, reagisco al par suo e finiamo spesso per disputare violente colluttazioni. Alla fine tutto si placa, ma basta un non nulla per ricominciare. Accusa me e la mamma di essere antiquati, vecchi di non avergli insegnato nulla, e di non esserci interessati alle nuove tecnologi. L&#039;accusa insistente che ci fa è che non l&#039;abbiamo seguito ed indirizzato nelle scelte della sua vita. Mi rimprovera di non essere un padre aitante,sportivo,pieno d’iniziative,che non guida. Insomma un padre, ripeto, antiquato. In realtà, fino a pochi anni fa scherzavamo e ci prendevamo in giro reciprocamente. Erroneamente pensavamo che le cose andassero nel giusto verso. Ci accusa inoltre di non averlo portato mai all&#039;estero, mentre i suoi amici ci sono andati. Frequenta da qualche tempo,amici di un ceto sociale medio-alto, anche se ritiene tutti i suoi amici non alla sua altezza,definendoli “ sfigati”Poiché ha la passione per la musica, possiede una serie di strumenti musicali (chitarra, pianoforte, batteria). Al di là di tutto ciò, il punto è che avendo manifestato questi comportamenti da circa 3 anni, l&#039;abbiamo convinto ad andare, insieme con noi, da due psicologi, (uno di chiara fama), ma con scarsi risultati. Purtroppo, questo è certamente un problema, il mio lavoro mi ha e continua ad impegnarmi moltissimo e di essere non molto presente in famiglia .Data la situazione ho deciso di allentare il lavoro per aiutare mia moglie in questa grave situazione in cui siamo precipitati.  Le chiedo la gentilezza se può indicarci una via da percorrere, consapevoli che queste situazione non esistono scorciatoie o facili rimedi. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara dott.ssa ho letto la sua analisi sui figli violenti e purtroppo mi trovo in una delle situazioni che Lei descrive. Ho un figlio di 22 anni che in un crescendo di parolacce ed insulti è giunto alla violenza sia fisica su cose e persone. Quando alza le mani io, reagisco al par suo e finiamo spesso per disputare violente colluttazioni. Alla fine tutto si placa, ma basta un non nulla per ricominciare. Accusa me e la mamma di essere antiquati, vecchi di non avergli insegnato nulla, e di non esserci interessati alle nuove tecnologi. L&#8217;accusa insistente che ci fa è che non l&#8217;abbiamo seguito ed indirizzato nelle scelte della sua vita. Mi rimprovera di non essere un padre aitante,sportivo,pieno d’iniziative,che non guida. Insomma un padre, ripeto, antiquato. In realtà, fino a pochi anni fa scherzavamo e ci prendevamo in giro reciprocamente. Erroneamente pensavamo che le cose andassero nel giusto verso. Ci accusa inoltre di non averlo portato mai all&#8217;estero, mentre i suoi amici ci sono andati. Frequenta da qualche tempo,amici di un ceto sociale medio-alto, anche se ritiene tutti i suoi amici non alla sua altezza,definendoli “ sfigati”Poiché ha la passione per la musica, possiede una serie di strumenti musicali (chitarra, pianoforte, batteria). Al di là di tutto ciò, il punto è che avendo manifestato questi comportamenti da circa 3 anni, l&#8217;abbiamo convinto ad andare, insieme con noi, da due psicologi, (uno di chiara fama), ma con scarsi risultati. Purtroppo, questo è certamente un problema, il mio lavoro mi ha e continua ad impegnarmi moltissimo e di essere non molto presente in famiglia .Data la situazione ho deciso di allentare il lavoro per aiutare mia moglie in questa grave situazione in cui siamo precipitati.  Le chiedo la gentilezza se può indicarci una via da percorrere, consapevoli che queste situazione non esistono scorciatoie o facili rimedi. Grazie</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: dott.bassoli anna</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-11610</link>
		<dc:creator>dott.bassoli anna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:05:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ansiasociale.it/?p=1520#comment-11610</guid>
		<description>Cara Monica, ricordo con grande emozione i colloqui a cui assistevo  durante la mia formazione per i percorsi di adozione e affido. Adottare un figlio è una scelta profondamente importante, coraggiosa, dettata dall&#039;amore per la cura e la protezione di un innocente il cui cammino è iniziato da subito complesso. Quando un figlio è a conoscenza di essere stato adottato subentrano vari stati d&#039;animo in lui e vari pensieri sui genitori adottivi. Il senso di colpa che sente per essere stato un &quot;peso&quot; per il genitore naturale che non l&#039;ha &quot;voluto &quot; tenere con sè, o altri pessimistici, rabbiosi  ipotetici pensieri sulla scelta di &quot;liberarsi&quot; del figlio. Accanto a ciò ci sono i pensieri &quot;buoni&quot; per i genitori adottivi che l&#039;hanno scelto, che l&#039;hanno voluto, desiderato tanto, che hanno voluto creare un posto per lui. Ma accanto proprio a tali buoni penseri subentrano altri legati allo sconforto di essere stato in origine rifiutato: potrebbero rifiutarmi anche i genitori adottivi? Ci sarà nella vita sempre qualcuno che mi abbandonerà? Merito un legame profondo con qualcuno? Sarò destinato ad essere solo? potrò crearmi una mia famiglia? Sono degno di essere amato? Le domande potrebbero essere molte di più...Ci tengo a dire che tuo figlio sperimenta con il computer la possibilità di scegliere di accenderlo e spegnerlo, potrebbe esser la metafora di decidere di iniziare e terminare un contatto, come se fosse una relazione...è come se tuo figlio sperimentasse la possibilità di avere in pugno il gioco delle relazioni, di decidere per se stesso se desiderare una relazione o rifiutarla e non di esserne oggetto. Non è un caso che i problemi di tuo figlio siano insorti in fase adolescenziale, nella quale ogni ragazzo desidera capire le ragioni che l&#039;hanno messo al mondo, trovare delle basi per poter costruire la propria vita ancora confusa su cosa fare, chi essere...Si fanno lunghi percorsi per gli affidi e le adozioni per sondare le ragioni profonde di tali scelte così complesse, chissà se un domani dei professionisti decideranno di fare percorsi psicologi/terapeutici per ragazzi che sanno di essere stati adottati, per conoscere i loro pensieri, le loro paure, le loro fantasie, le loro sicurezze. Non è facile adottare un figlio e non è facile per un figlio sapere di essere stato rifiutato prima e scelto poi...Tuo figlio sta forse spostando su di te e tuo marito la rabbia verso chi non l&#039;ha voluto...tu e tuo marito siete per lui dei punti di riferimento e spesso i punti di riferimento sono anche oggetto di sfoglo di rabbie represse.  Con voi può anche permettersi di arrabbiarsi, perchè con voi c&#039;è una profonda relazione affettiva.
Credo sia utile che continuate a esser seguiti da professinisti esperti in materia di adozione. Non è necessario che vostro figlio assista alle sedute...è importante che qualcuno vi aiuti a entrare nel mondo di un figlio adottato e adolescente...non dovete pensare di aver sbagliato qualcosa. Ogni genitore biologico o adottivo non è perfetto come ogni figlio naturale o adottivo non è perfetto...L&#039;importante  è coltivare la curiosità di conoscersi. Lancio una provocazione : potreste chiedere al vostro psicologo di invitare vostro figlio a una seduta portandosi con sè il proprio computer...
Un caloroso abbraccio, Dott.ssa Bassoli Anna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Monica, ricordo con grande emozione i colloqui a cui assistevo  durante la mia formazione per i percorsi di adozione e affido. Adottare un figlio è una scelta profondamente importante, coraggiosa, dettata dall&#8217;amore per la cura e la protezione di un innocente il cui cammino è iniziato da subito complesso. Quando un figlio è a conoscenza di essere stato adottato subentrano vari stati d&#8217;animo in lui e vari pensieri sui genitori adottivi. Il senso di colpa che sente per essere stato un &#8220;peso&#8221; per il genitore naturale che non l&#8217;ha &#8220;voluto &#8221; tenere con sè, o altri pessimistici, rabbiosi  ipotetici pensieri sulla scelta di &#8220;liberarsi&#8221; del figlio. Accanto a ciò ci sono i pensieri &#8220;buoni&#8221; per i genitori adottivi che l&#8217;hanno scelto, che l&#8217;hanno voluto, desiderato tanto, che hanno voluto creare un posto per lui. Ma accanto proprio a tali buoni penseri subentrano altri legati allo sconforto di essere stato in origine rifiutato: potrebbero rifiutarmi anche i genitori adottivi? Ci sarà nella vita sempre qualcuno che mi abbandonerà? Merito un legame profondo con qualcuno? Sarò destinato ad essere solo? potrò crearmi una mia famiglia? Sono degno di essere amato? Le domande potrebbero essere molte di più&#8230;Ci tengo a dire che tuo figlio sperimenta con il computer la possibilità di scegliere di accenderlo e spegnerlo, potrebbe esser la metafora di decidere di iniziare e terminare un contatto, come se fosse una relazione&#8230;è come se tuo figlio sperimentasse la possibilità di avere in pugno il gioco delle relazioni, di decidere per se stesso se desiderare una relazione o rifiutarla e non di esserne oggetto. Non è un caso che i problemi di tuo figlio siano insorti in fase adolescenziale, nella quale ogni ragazzo desidera capire le ragioni che l&#8217;hanno messo al mondo, trovare delle basi per poter costruire la propria vita ancora confusa su cosa fare, chi essere&#8230;Si fanno lunghi percorsi per gli affidi e le adozioni per sondare le ragioni profonde di tali scelte così complesse, chissà se un domani dei professionisti decideranno di fare percorsi psicologi/terapeutici per ragazzi che sanno di essere stati adottati, per conoscere i loro pensieri, le loro paure, le loro fantasie, le loro sicurezze. Non è facile adottare un figlio e non è facile per un figlio sapere di essere stato rifiutato prima e scelto poi&#8230;Tuo figlio sta forse spostando su di te e tuo marito la rabbia verso chi non l&#8217;ha voluto&#8230;tu e tuo marito siete per lui dei punti di riferimento e spesso i punti di riferimento sono anche oggetto di sfoglo di rabbie represse.  Con voi può anche permettersi di arrabbiarsi, perchè con voi c&#8217;è una profonda relazione affettiva.<br />
Credo sia utile che continuate a esser seguiti da professinisti esperti in materia di adozione. Non è necessario che vostro figlio assista alle sedute&#8230;è importante che qualcuno vi aiuti a entrare nel mondo di un figlio adottato e adolescente&#8230;non dovete pensare di aver sbagliato qualcosa. Ogni genitore biologico o adottivo non è perfetto come ogni figlio naturale o adottivo non è perfetto&#8230;L&#8217;importante  è coltivare la curiosità di conoscersi. Lancio una provocazione : potreste chiedere al vostro psicologo di invitare vostro figlio a una seduta portandosi con sè il proprio computer&#8230;<br />
Un caloroso abbraccio, Dott.ssa Bassoli Anna</p>
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		<title>Di: MONICA</title>
		<link>http://www.ansiasociale.it/articoli/violenza-in-famiglia-quando-i-figli-sono-violenti-verso-i-genitori/comment-page-1/#comment-11168</link>
		<dc:creator>MONICA</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 14:28:39 +0000</pubDate>
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		<description>mio figlio ha 15 anni, è un ragazzo adottivo da quando aveva 1 mese, e lo ha sempre saputo. Ha sempre avuto un carattere ribelle, pur essendo un ragazzo molto sensibile e buono, ma da quando ha 13 anni sembra che la sua vita sia solamente giocare al computer, non accetta nessun tipo di regole, nè a casa ne a scuola. Infatti in prima superiore è stato bocciato sicuramente per aver studiato poco, ma anche per il suo comportamento.
A casa, nel momento in cui, dopo vari tentativi, gli togliamo definitivamente il computer inizia ad essere violento ma solo verbalmente, non ha mai alzato le mani su nessuno, ma oltre alle offese pesanti, continua a dire che se ne vuole andare di casa, che lo dobbiamo aiutare a trovare un&#039;altra famiglia, che lui nn riesce più a vivere con noi, ecc ecc. Io e mio marito soffriamo molto e non capiamo cosa possiamo aver sbagliato. Stiamo andando da uno psicologo ma lui non ci vuole venire. Temo che questi continui castighi (ovvero togliere il computer) possano aggravare la situazione, Qaundo gli parliamo sembra capire, ma il risultato poi è sempre lo stesso. Cerchiamo di distrarlo, mio marito ogni tanto quando può lo porta con sè a lavorare ma sembra di andare al patibolo. E dopo 1 minuto che è lontano dal computer è già annoiato e non sà cosa fare. Noi cerchiamo di tenere duro ma sentirsi dire tutti i giorni che per lui non sei nessuno e che l&#039;unico scopo della sua vita è andarsene da noi fà veramente molto molto male. Cosa fare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mio figlio ha 15 anni, è un ragazzo adottivo da quando aveva 1 mese, e lo ha sempre saputo. Ha sempre avuto un carattere ribelle, pur essendo un ragazzo molto sensibile e buono, ma da quando ha 13 anni sembra che la sua vita sia solamente giocare al computer, non accetta nessun tipo di regole, nè a casa ne a scuola. Infatti in prima superiore è stato bocciato sicuramente per aver studiato poco, ma anche per il suo comportamento.<br />
A casa, nel momento in cui, dopo vari tentativi, gli togliamo definitivamente il computer inizia ad essere violento ma solo verbalmente, non ha mai alzato le mani su nessuno, ma oltre alle offese pesanti, continua a dire che se ne vuole andare di casa, che lo dobbiamo aiutare a trovare un&#8217;altra famiglia, che lui nn riesce più a vivere con noi, ecc ecc. Io e mio marito soffriamo molto e non capiamo cosa possiamo aver sbagliato. Stiamo andando da uno psicologo ma lui non ci vuole venire. Temo che questi continui castighi (ovvero togliere il computer) possano aggravare la situazione, Qaundo gli parliamo sembra capire, ma il risultato poi è sempre lo stesso. Cerchiamo di distrarlo, mio marito ogni tanto quando può lo porta con sè a lavorare ma sembra di andare al patibolo. E dopo 1 minuto che è lontano dal computer è già annoiato e non sà cosa fare. Noi cerchiamo di tenere duro ma sentirsi dire tutti i giorni che per lui non sei nessuno e che l&#8217;unico scopo della sua vita è andarsene da noi fà veramente molto molto male. Cosa fare?</p>
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