Come scegliere una psicoterapia efficace

Ansia e depressione sono i disagi psicologici più diffusi nella popolazione. Nel mondo, secondo la stima dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), circa 35 milioni di persone fanno uso di farmaci antidepressivi. Circa il 15% delle persone può manifestare depressione almeno una volta nel corso della vita. Il disturbo di panico, uno dei disturbi d’ansia più diffusi, riguarda circa il 4% della popolazione. Ansia e depressione sono esperienze che possono provare tutte le persone, in tutte le culture. L’ansia è una reazione normale, che può essere paragonata ad un allarme di un’automobile: è utile perché permette di riconoscere velocemente i pericoli e le minacce e di attivare le risorse più adeguate per affrontare la situazione.

L’ansia diventa patologica (e causa quindi disagio) quando è una reazione molto sproporzionata rispetto al rischio effettivo. Quando ci accorgiamo che il disagio provato è troppo forte o che compromette in modo significativo la nostra vita, è opportuno prendere in considerazione l’idea di trovare un aiuto psicologico. Sono tante le psicoterapie che vengono impiegate nella cura di ansia e depressione.

Come scegliere il tipo di terapia più adatto? Sono tutte efficaci?

Da alcuni anni i singoli trattamenti psichiatrici e psicologici vengono sottoposti a prove sperimentali molto rigorose per dimostrarne l’efficacia. Un trattamento, per essere considerato ben consolidato dal punto di vista terapeutico, deve soddisfare numerosi criteri, definiti dall’APA (American Psychological Association). Attraverso prove sperimentali condotte in modo rigoroso su numerosi pazienti, vengono messi a confronto gli effetti ottenuti da due terapie e dal placebo. I risultati ottenuti devono essere replicati da due gruppi di ricerca.

In base a queste ricerche, le psicoterapie più efficaci, in grado di curare l’ansia e la depressione si sono dimostrate la psicoterapia cognitivo comportamentale e quella interpersonale.

Uno studio di Chambless e colleghi ha dimostrato che per la cura di Ansia le terapie di dimostrata efficacia sono:

  • Psicoterapia cognitivo-comportamentale per il Disturbo di Panico;
  • Terapia cognitivo-comportamentale per il Disturbo d’Ansia Generalizzato;
  • Esposizione per l’agorafobia;
  • Esposizione e prevenzione della risposta per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Per la cura della Depressione sono efficaci:

  • Terapia comportamentale per la depressione;
  • Terapia cognitiva per la depressione;
  • Terapia Inter-Personale (IPT) per la depressione.

Oltre a questi trattamenti ve ne possono essere altri, ugualmente o maggiormente efficaci, per i quali non vi sono ancora prove scientifiche.

Ricerche recenti hanno dimostrato che la terapia cognitivo comportamentale può aumentare l’efficacia della terapia farmacologica nel trattamento dei disturbi di ansia e della depressione. (Kapman).

Annalisa Carletti

Bibliografia:
Chambless D. Criteri per giudicare una psicoterapia validata empiricamente 1998.
Andrews G. Trattamento dei disturbi d’ansia Centro Scientifico Editore, 2003.

Ti potrebbe interessare anche:

  1. I Disturbi d’Ansia: tra farmacologia e psicoterapia
  2. Realtà virtuale e psicoterapia
  3. La psicoterapia cognitivo-comportamentale
  4. “L’assertività. Comunicare in modo chiaro ed efficace” – Di Lauro Domenico

1 comment to Come scegliere una psicoterapia efficace

  • admin

    La maggior parte delle psicoterapie (sia di derivazione psicodinamica sia di derivazione umanistico-esistenziale) fonda le sue basi epistemologiche su teorie della personalità dedotte da osservazioni cliniche o concezioni filosofiche dell’uomo ma che non hanno alcuna concretezza in termini sperimentali (non che questo le renda meno funzionali in termini di risultati clinici.)
    La terapia cognitivo-comportamentale fonda , invece, le sue basi su dati di laboratorio (si vedano i classici esperimenti sull’apprendimento condizionato, Pavlov, Skinner, Watson )

    ma la sua concretezza epistemologica non è sinonimo di maggior validità clinica.
    Questo è dimostrato dal fatto che la maggior parte delle revisioni della letteratura sugli studi empirici effettuati per studiare la validità dei diversi modelli psicoterapici ne evidenziano una parità di efficacia rispetto ad altri trattamenti.

    Luborsky, nel 1975 studiò tre tipi di psicoterapie (psicodinamiche, centrate sul cliente [rogersoriane], e comportamentali), ed osservò che i pazienti ottennero gli stesi benefici

    in una meta-analisi del 1980 gli autori Smith e Miller osservarono che la terapia rogersoriana è efficace quanto altre forme di terapia compresa la terapia cognitivo-comportamentale
    Successivamente Greenberg et al. (1994) hanno effettuato una meta-analisi di oltre 20 studi sulle terapie umanistiche, ivi compresa la TCC. La maggior parte degli studi ha evidenziato una efficacia pari alla terapia cognitiva.

    Un altro studio (Grame, Caspar e Ambuhl, 1990) confrontò la terapia centrata sul cliente con diverse varianti della terapia comportamentale evidenziando che entrambi gli approcci erano ugualmente efficaci.

    Un’ulteriore revisione di Jonathan Shedler dell’Università del Colorado del 2005 passa al setaccio una grossa mole di studi e meta-analisi evidenziando come la terapia psicodinamica non avesse, in termini di risultati, nulla di meno rispetto ad altre forme di psicoterapia compresa la terapia cognitivo-comportamentale.

    vi sono dati APA (American Psychological Association) sulle terapie validate empiricamente che evidenziano solo come nello specifico di determinati sintomi le tecniche di terapia cognitivo-comportamentale dimostrano una consolidata efficacia.

    Ma dal momento in cui le revisioni della letteratura evidenziano, in termini di benessere generale e di raggiungimento dei risultati, una certa equivalenza, sembra evidente che questa superiorità evidenziata dall’APA nasce solo dalla possibilità che la TCC offre la capacità di quantificare la somministrazione del metodo (tecniche specifiche per sintomi specifici) per la soluzione del sintomo.

    Tuttavia tutte raggiungono lo stesso risultato. La differenza di una ricerca empirica tra le terapie psicodinamiche e/o umanistiche e la TCC è che le prime non permettono una quantificazione in termini di tecniche specifiche per sintomi specifici.

    Inoltre , pur entrando nello specifico, altri studi dimostrano addirittura la scarsa efficacia del TCC per determinate patologie.

    uno studio del 2005 confronta la psicoterapia cognitivo comportamentale con la terapia aspecifica di supporto nei disturbi del comportamento alimentare evidenziando una superiorità di quella aspecifica di supporto (McIntosh) mentre nel 2006 Bulik evidenza come, nei DCA, sia la terapia famigliare ad essere maggiormente efficace.

    in uno studio pubblicato su Medicine Psicological del 2010 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19476688. una meta-analisi sull’efficacia della terapia cognitiva comportamentale e i disturbi schizofrenici e bipolari, ha evidenziato che la TCC non è stata efficace nel ridurre i sintomi della schizofrenia nè di prevenire le ricadute mentre un effetto moderato è stato osservato sulla depressione nel bipolare ma nessuna capacità nel prevenire le ricadute del disturbo bipolare.
    Mentre per i disturbi psicotici dati APA confermano una certa efficacia degli interventi famigliari.

    in conclusione
    Quando gli specialisti del metodo cognitivo-comportamentale affermano che il loro modello terapeutico è l’unico scientificamente attendibile commettono una sorta di “inganno” epistemologico.

    tecnicamente corretto affermare che la psicologia cognitiva o comportamentale è basata su evidenze scientifiche, epistemologicamente scorretto affermare che la psicoterapia cognitivo-comportamentale ha una maggior efficacia scientificamente dimostrata , in termini di raggiungimento dei risultati, rispetto alle atre forme di psicoterapia

    fonte e bibliografia:
    http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=340

Leave a Reply

 

 

 

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>