“Iniziazione alla Libroterapia” - Manuela Racci

Autori: Manuela Racci
Editore: Mediterranee
Data pubblicazione: 2010

Borges scriveva che “leggere è uno dei modi più importanti per prendersi cura di sé poiché ogni libro è un universo”.

I libri sono un’ottima consolazione, un modo per sentirsi meno soli; pare che la lettura svolga una funzione terapeutica, simile a quella del sonno e del sogno, sollecitando emotivamente quanto la ragione ha costruito. La lettura investe la vita interiore del soggetto e lo provoca a modificarsi, cambiare, evolversi. Il termine biblioterapia indica proprio il libro come strumento per prendersi cura di sé, in un tempo che si dilata e in uno spazio interiore che prende forma. Il lettore legge se stesso e il mondo che lo circonda.

Nell’era del visivo, e del televisivo, la lettura rimane un vero tesoro interiore. La lettura stimola tutte le potenzialità mentali, razionali, emotive dell’individuo. Leggere significa fare un’esperienza di apertura e scambio. I libri offrono la possibilità di comprendere che le emozioni più angoscianti sono universali, simili a quelle che vivono i  protagonisti di molte storie.

L’esperienza della lettura crea un percorso metaforico esistenziale di grande interesse psico-educativo. L’autrice di “Iniziazione alla libroterapia” accompagna il lettore attraverso citazioni di filosofi e scrittori di testi classici, suggerendo i titoli più significativi; esamina i fondamenti teorici della biblioterapia e racconta di alcuni esperimenti, compiuti presso i servizi sanitari italiani, nei quali è stato utilizzata anche la lettura per curare disturbi della sfera psicologica.

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1 comment to “Iniziazione alla Libroterapia” – Manuela Racci

  • massimo rondi

    Sono d’accordo con l’autrice del volume e con l’autore della recensione. E ritengo che proprio perché la lettura può essere terapeutica è importante che i volumi siano leggibili materialmente!
    Per essere letto un libro deve essere leggibile.
    Non è una tautologia: come dislessico lieve ormai compensato (poichè dalla dislessia non si guarisce: non si ha la dislessia in realtà, si è dislessici, come ha detto Maria Mirita del Laribinto)ho verificato quanto sia indispensabile l’accessibilità: libri a grandi caratteri per ipovedenti (conoscete Marco Valerio, Edizioni Angolo Manzoni, Punto di fuga?), libri mirati alla dislessia che possono essere utili anche a chi impara una nuova lingua (conoscete il font EasyReading di http://www.angolomanzoni.it?)…
    Vorrei solo sollevare il problema, Massimo

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