“L’insicurezza” - Marina Valcarenghi

Autori: Marina Valcarenghi
Editore: Bruno Mondadori
Data pubblicazione: 2009

Con la parola “insicurezza” ci si riferisce alla precarietà, all’incertezza, alla paura che prende forma nell’uomo quando diventa consapevole che difficilmente può controllare e prevedere tutto quanto accade nella vita. Nessuno decide dove nascere, in quale contesto sociale, in quale tempo; non si può nemmeno prevedere la casualità degli eventi o in che modo moriremo. Quindi l’insicurezza fa parte della condizione umana, sebbene questo fatto generi senso di impotenza, ansia e frustrazione.

Marina Valcarenghi, autrice del libro e psicoterapeuta, ha raccolto le riflessioni e le esperienze di vent’anni di lavoro, evidenziando che le paure legate al nostro tempo sono la paura della solitudine, la paura dell’abbandono, la paura di impegnarsi in un progetto, in altre parole la paura di rischiare o meglio la paura di vivere.

Su queste paure influisce innanzitutto il modello educativo prevalente, ovvero come si cresce e si diventa adulti nel nostro contesto sociale e culturale e da un significativo cambiamento nel modo di intendere i ruoli: in particolare quelli familiari e quelli professionali.

Fin dal concepimento si affronta l’attesa del nascituro con una certa ansia per le varie patologie possibili, per passare poi a “blindare” i bambini per timore che possa loro accadere qualsiasi piccolo incidente, malanno o sofferenza derivante dall’interazione sociale. Tutti i comportamenti dettati dalla paura, oltre ogni opportuna forma di prudenza, tendono a frenare il naturale istinto di vitalità, di curiosità per il mondo e per le nuove esperienze.

Nutriti dall’ansia e dall’iperprotezione delle famiglie, i ragazzi rischiano di arrivare all’adolescenza pronti a sentirsi minacciati da qualsiasi novità e imprevisto, impauriti di fronte al futuro e alle responsabilità, incapaci di fidarsi degli altri e delle proprie risorse.

Si arriva cosí all’età adulta e bisogna affrontare la precarietà del lavoro, ma anche delle relazioni, e iniziano a manifestarsi sintomi relativi ad ansia, panico e depressione.

L’autrice affronta le insicurezze umane indagando le possibili cause e conclude il saggio con un elogio all’insicurezza come elemento fondante della natura umana; insicurezza significa anche mancanza di programmazione e quindi spazio all’immaginazione, alla ricerca di soluzioni che non siano preconfezionate, spazio a ciò che non si conosce, spazio all’esperienza che arricchisce, all’istinto e alle passioni.

L’insicurezza ci proietta nell’organizzazione ansiosa del futuro, facendoci dimenticare di assaporare l’istante presente. L’autrice suggerisce di recuperare l’istintività infantile recuperando il piacere di vivere nel qui e ora, e imparando ad accettare l’insicurezza che ci consente di immaginare, sperare e desiderare.

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1 comment to “L’insicurezza” – Marina Valcarenghi

  • silvia

    yo tengo a mi compagno que tiene un acb y el pies derecho no lo mueve, tiene mucha voluntad pero poca autoestima y es lleno de inseguridad, el es seguro que no caminara mas nunca, yo le he sugerido andar a un sicologo, pero no quiere saber nada, que no lo necesita, como lo puedo ayudar, la situacion es grave, ayudenme, grazias .

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