I: Would you describe how you dealt with your sociophobia in your youth and some of your dating issues when you were younger?
H: yeah. I was very anxious about rejection and I kept falling in love with one lovely woman, girl after another from ____________ and risked rejection and once ________ but we were caught experimenting with sex and her parents rushed her out of my life. So I was very sad. I was particularly anxious: suppose they reject me, I’ll be no good, self-esteem, sickness. So I said: how do I cope with this? So I kept fighting it all my life. At the age of 19 I realized that I still had it and that one way to get rid of it was to think differently and ____________ and expressly behave. So I used the philosophy and therapy of John B. Watson, the early behaviorist. It’s called in vivo desensitization. You risk, risk, risk what you think is terrible and you find out that it’s not. So I went to Bronx botanical garden every day ____________ august, when I was about to go back and finish my final year in college. And my rule was whenever I saw a woman, girl, any shapes, manner, size, sitting on a park bench alone, instead of sitting a bench away and flirting with her, which I often did, and then __________, I’d sit on the same bench with her, and if I got rejected tough shit! If I die I die! So I found a hundred women in one month on different benches, sat next to all of them and gave myself one minute, one lousy minute ___________. And I _______________ and I made 99 rejections and the hundredth one made a date with me and didn’t show up. But I completely got over my fear of being anxious. Then some months later I was madly in love with a woman who was crazy. She was up and down: one day she loved me, one day she loved somebody else, very erratic. So after having a pleasant evening with her, I went to the lake at Bronx botanical garden, midnight. Walked around for an hour and said: why am I so afraid of rejection? What will happen to me? Nobody is gonna cut my balls off, so I’ll get by. Even without balls I’ll get by. So I said because I need them, I think I need them, and I said that’s crap. I do not need what I want, I want it but I do not need it, it’s not necessary. And I decided to give that up, so I went and told the woman the next day and she was delighted to see how sound I was, and we unfortunately married, which didn’t work out. But anyway I gave up need, so now I like, like, like many things, including women, including sex, including music, including philosophy, including therapy, but I don’t need to do them and I’m sorry and disappointed healthfully when I don’t do them, but I don’t put myself down ______________ and I’m a happy human despite all my physical ailments.
3th man: Yeah, I remember that I was once _______ in this group with Al, and I was looking at him and I noticed that I sort of looked like him in some ways. I _________ sort of thin like Al, same features… sort of. And then I remembered that my mother spent a lot of time in the botanical gardens, and I would like to look into that.
Ci può descrivere come ha affrontato la sua socio fobia durante la sua giovinezza e alcuni dei suoi difficoltà nei rapporti con le donne quando era più giovane?
Sì. Ero molto spaventato dal rifiuto e continuavo a innamorarmi di una bella ragazza dopo l’altra da ________________, e ho affrontato il rischio del rifiuto. Una volta _________________________, ma fummo scoperti a sperimentare con il sesso e i suoi genitori la allontanarono da me. Rimasi molto male. Ero molto ansioso: e se mi rifiutano? Non sarò all’altezza, autostima, malessere. Quindi pensai: come posso affrontare questo problema? Ho continuato a combatterlo per tutta la vita. All’età di diciannove anni mi resi conto che non lo avevo ancora superato e che un modo di liberarmene era pensare in maniera differente e __________ e comportarmi diversamente. Quindi ho usato la filosofia e la terapia di John B. Watson, uno dei primi behaviouristi. Si chiama “in vivo”, desensibilizzazione. Si rischia e si rischia ciò che consideriamo terribile e si scopre che non lo è. Quindi mi recai al parco botanico del Bronx tutti i giorni _______in agosto, quando stavo per tornare all’università per finire l’ultimo anno, e la mia regola era che tutte le volte che vedevo una ragazza, di qualunque tipo, aspetto, corporatura, seduta da sola su una panchina, invece di sedere sulla panchina accanto e flirtare con lei, cosa che spesso facevo, a poi ________________, mi sarei seduto sulla stessa panchina e se fossi stato rifiutato chi se ne fotte! Se muoio, muoio! Incontrai cento ragazze in un mese su diverse panchine e mi sedetti accanto a loro e mi davo un minuto, uno schifoso minuto ___________________. E ______________ e ottenni novantanove rifiuti e la centesima mi fissò un appuntamento e non si presentò, ma superai completamente la mia paura dell’ansia. Alcuni mesi più tardi ero follemente innamorato di una donna che era pazza. Un giorno mi amava, il giorno dopo amava qualcun altro, molto volubile. Dopo una piacevole serata con lei andai al parco botanico del Bronx, a mezzanotte. Camminai per circa un’ora e mi dissi: perché sono così spaventato dal rifiuto? Cosa mi potrebbe accadere? Nessuno mi taglierà le palle, quindi sopravvivrò. Anche senza palle sopravvivrò. Quindi pensai: poiché sento di averne bisogno credo di averne bisogno, è una cazzata! Non ho bisogno di quello che voglio, lo voglio ma non ne ho realmente bisogno, non è necessario. Quindi decisi di chiudere la relazione e il giorno successivo andai da quella donna e glielo dissi. Lei fu felice di vedermi così sicuro, e sfortunatamente ci sposammo, ma la cosa non funzionò. Ad ogni modo mi liberai dal bisogno, quindi ora amo molte cose, le donne, il sesso, la musica, la filosofia, la terapia, ma non ho bisogno di queste cose. Sono triste e dispiaciuto, in modo sano quando non faccio ciò che amo, ma non mi butto giù __________________ e sono un essere umano felice, nonostante tutti i miei malanni.
Mi ricordo che una volta ero in un gruppo con Al e guardandolo ho notato che in qualche modo gli assomigliavo. Sono piuttosto magro come lui, tratti simili… poi mi è venuto in mente che mia madre passava molto tempo al parco botanico del Bronx, e vorrei indagare meglio la cosa…
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